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Sunday, February 26, 2012 - ore 15:32


Lettere/intervista
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I Comunisti - ma "meno male che Silvio c’è" - dicono che..

... il Mercato dà ai già-ricchi e toglie ai già-poveri. E’, questa, quasi una legge di Natura.

In Natura non siamo tutti uguali, dice Darwin (guarda caso nel secolo - l’Ottocento - in cui nasce l’economia capitalistica); e anche nella Società non siamo tutti uguali.

Ecco a cosa serve la Politica (lo Stato e le sue istituzioni): a riequilibrare le leggi di Natura.

---

Devo leggere il nuovo libro della sociologa, C. Saraceno: "Cittadini a metà. Come hanno rubato i diritti degli italiani". Rizzoli, 2012.

Ha rilasciato una breve ma molto interessante intervista a "Tg3 Linea notte" del 21-02-2012
http://www.rai.it/dl/tg3/rubriche/PublishingBlock-ba2591cf-e5e5-44db-a2af-4401c6f00a34.html

ma il mio pc non mi permette di vedere il video.

Appena lo vedrò su altro computer, trascriverò quelle brevi ma interessanti frasi che vengono dette nell’intervista.

Il passaggio più interessante era che, in Italia, ancora dopo quarant’anni, la democratizzazione del sapere (es. la Scuola media unica del 1962 che eliminava la separazione gentiliana dei percorsi scolastici e la liberalizzazione dell’accesso universitario del 1969, fino all’Università di massa) non è riuscita (ad oggi!) a riequilibrare gli squilibri derivanti dall’appartenza familiare e a funzionare da ascensore sociale.

Per cui la famiglia, da cellulla della Società (così come dev’essere), si è trasformata in unico meccanismo di "collocamento" sociale (es. lavoro per conoscenze familiari e amicali); si è trasformata pure in ammortizzatore sociale.

In entrambi i casi, la famiglia, ha mantenuti le caratteristiche che nella Storia ha sempre avuto, cioè quelle di un contenitore chiuso e autoreferenziale di individualismo: infatti, oltre alle posizioni estremiste del pensiero marxista sulla famiglia, già nel Cinquecento, alcuni esponenti del giusnaturalismo - es. l’utopia campanelliana della "Città del Sole" - ravvedevano nella famiglia una struttura della Società che promuoveva il ripiegamento su se stessi e l’individualismo sociale.

L’intervista della Saraceno finisce col concetto che - sulla base di uno studio svolto - il 50% del reddito del figlio è direttamente proporzionale al reddito del padre: ovvero, se il padre è ricco, il 50% del reddito del figlio sarà altrettanto ricco. In altre parole, l’istruzione di massa non è riuscita a capovolgere la "trasmissione ereditari-familiare" del "reddito-ruolo-status soiale" cioè a "sparigliare" la stratificazione delle classi/ceti sociali e a introdurre una sufficiente mobilità sociale.

Questo avviene - conclude la Saraceno - solo in Italia, chissà perchè!

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