Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...
.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.
so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...
e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...
... oppure faccio porcherie come questa...
... o quest’altra...
Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, March 03, 2012 - ore 09:04
Abbismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando il tuo venerdì è stato una giornata pessima, costellata di piccole e grandi sfighe in ogni suo quarto d’ora, il tuo sabato non può che essere un’altra giornata di inutilità con una notte insonne, incubi sormontati fra loro e la sveglia all’alba per una conferenza che non produrrà pezzi di valore. Ma ha detto che bisogna andare, non se ne può proprio fare a meno. Quindi se non ci caverò fuori mezza notizia mi sentirò in colpa e questo acuirà ulteriormente questo senso di inadeguatezza. Molto bene. Silvia, il week end inizia con brio, direi. Su, cerca un lato positivo. Ah, sì, ecco. Se non altro la bici è aggiustata. Ma dei diari della bicicletta vi parlerò un’altra volta (spoiler: si rompe una volta al mese, o meglio la rompo una volta al mese, e sono aneddoti abbastanza singolari). E l’occhio che mi sono involontariamente colpita stanotte con un gancio degno del miglior giovinotto del Bronx non si è gonfiato troppo. Ah, sì, non ve l’avevo detto, mi sono infilata una mano in un occhio, quello sinistro, mentre dormivo. Mi sono svegliata con la testa annebbiata dal dolore e ho passato una buona mezz’ora con pulsazioni in zona occipitale che neanche dopo la maratona. E sono solo le otto del mattino. Cosa potrà capitarmi entro sera?
Parliamo ora di cose belle. Ieri sera a cena fuori con la Fede. Fede: Tu sei? Silvia: Io sono. Tu sei? Fede: Io sono. Noi? Silvia: Siamo. Fede: Essi? Silvia: Non lo so.
Ecco. Una roba del genere. Ripetere a intervalli regolari questo motivetto ci ha rese totalmente ridicole agli occhi dei molti presenti, persone rispettabili per la maggior parte. Ma almeno mi ha fatta ridere. Almeno un po’.
Parma, estate 2011
Normale e speciale. Obiettivo del pomeriggio: un bel vocabolario e trovare le definizioni per capire la differenza fra normale e speciale. Io sono normale. Sono circondata di persone speciali. E rimango normale.
Ah, prima che mi dimentichi: la questione teatro si è risolta grazie a una buona dose di fortuna (mia) e di impegno (del mio regista Daniele). Data spostata, così potrò essere al lavoro e salvare la faccia, e due giorni dopo essere sul palco e salvarmi tutto il resto. La testa, il cuore, la voglia. E adesso sotto coi vestiti, che sono presa indietrissimo. E dovrei anche studiare, fare i compiti e lavorare. Voglio una giornata di 36 ore. Solo che se tanto mi dà tanto troverebbero il modo di occuparmene trenta. Stay tuned.
Vi lascio con gli Abba, che sono la mia ossessione della settimana.
Non è la mia preferita, ma oggi pure questa ha un suo senso.