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Tuesday, April 10, 2012 - ore 21:22
Callejando en Galicia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
1: La Lingua
Parto convinta di rispolverare il mio arrugginito spagnolo, ma già dal primo giorno mi scontro con il Gallego, che è decisamente più portoghese che spagnolo, tutte ao, eu... nessuno, e quando dico nessuno dico proprio nessuno, parla castigliano, manco una virgola, nemmeno i cartelli sono in castigliano. E non lo capiscono, o fanno finta di non capirlo.
2: La Crisi
Si sente, si avverte e si vede. Tantissimi cartelli sulle auto, affissi a muri di case e palazzi: se vende, se alquila, busco trabajo. Tante persone di varie età che chiedono l’elemosina davanti alle chiese, tutti galiziani, come mi spiegava la proprietaria del b&b. Eppure. Eppure la benzina è a 1,3 1,4 al massimo, il diesel 1,1 o 1,2 in autostrada, in un paesino sperduto addirittura a 1,089. L’iva è all’8%!!! 8%!!! Quasi un terzo della nostra (visto che tra qualche mese arriverà al 23% qui da noi). Con 14/16 euro mangi bene e tanto. E perché? Perché i galiziani non devono mantenere centinaia di politici con stipendi da nababbi. Che merda, aggiungo io.
3: I Pellegrini
Ovunque si trovano gruppetti di persone che camminano, zaino in spalla, gambe rigide per i km percorsi, tutti che ti salutano, in ogni lingua e arrivati a Santiago alla piazza, decine di persone in festa, sporchi, sudati, distrutti, che gridano e saltano per aver raggiunto la meta. Che nostalgia della route, che voglia di intraprendere il “Camino”.
4: Le Processioni, le Chiese, la statua di San Giacomo
Che la settimana santa in Spagna fosse molto sentita già lo sapevo, ma qui si è raggiunti livelli di fanatismo inimmaginabili. Processioni a tutte le ore, con questi personaggi incappucciati, alcuni scalzi, con le catene alle caviglie, che portano a spalla catafalchi pesantissimi di legno raffiguranti le scene della passione. Le chiese da fuori sono bellissime, semplici, in granito chiaro, appena entri bam! Il tripudio del barocco, legno e oro ovunque, statue di madonne piangenti, cristi flagellati, santi martirizzati, esempio lampante della passione degli spagnoli per il dramma. E poi la fila interminabile di gente che saliva dietro l’altare della cattedrale di Santiago, per baciarla statua del santo…baciare!!!!
5: Le coste alla fine del mondo e…le centrali eoliche.
La Costa do Morte e la Rias Bajas sono posti bellissimi. Scogliere scoscese, a picco su un mare sempre nervoso, campi sterminati di erica e ginestre a contrasto con l’azzurro del cielo. Silenzio e solo il rombo del mare contro le falesie, lontano dal frastuono del mondo… E in alto, sulle cime delle montagne, le pale eoliche, bellissime, maestose, silenziose, le adoro, non c’è niente da fare, sono una delle poche cose create dall’uomo che mi affascinano.
6: E poi…
E poi il cibo (pulpo gallego, jamon y patatas, empanadas, chipirones, chorizos, pimientos do padron…), i paesini minuscoli, la cordialità delle persone che se chiedi informazioni ti prendono e ti accompagnano direttamente al posto che stai cercando, il b&b medievale col caminetto e i muri in granito spessi quasi due metri, le frittelle di mele a colazione, il vento e il sole, la pioggia, le nuvole e il cielo azzurro qua e là… erano 2 anni che non facevo un vero viaggio, si è risvegliata la mia anima vagabonda.
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