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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Tuesday, April 17, 2012 - ore 17:04
...MEGLIO PENSARE CHE VIVERE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A. France ha detto: “E’ nella natura umana pensare in modo saggio ed agire stupidamente”...che poi fa pendant con “Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente”: è assolutamente d’uopo tornare a pensare, perché purtroppo la mia mente non riesce proprio ad impedirsi di pensare... Non credo che sia un caso se in questo periodo sto leggendo Il libro dell’inquietudine di Bernando Soares di F. Pessoa, in cui vedo rispecchiarsi moltissimo di me, nel bene e nel male...tant’è che questo potrebbe essere il mio epitaffio: “Ed io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere”.
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Il gradissimo poeta portoghese scrive dell’
estraneità dell’altro rispetto a noi...
Credo che nessuno ammetta davvero la reale esistenza di un’altra persona. Può ammettere che tale persona sia viva, che pensi e senta come lui: eppure ci sarà sempre un ineffabile elemento di differenza, uno scarto materializzato.
Ci sono figure di altri tempi, immagini-fantasmi di libri che sono per noi realtà maggiori di certe insignificanze incarnate che parlano con noi dal terrazzo o che ci guardano casualmente sul tram, o che ci sfiorano passando nel caso morto delle strade. Gli altri non sono per noi altro che paesaggio e, quasi sempre, il paesaggio invisibile di una strada nota.
Considero mie, con maggiore consanguineità ed intimità, talune figure che sono scritte nei libri, certe immagini che ho conosciuto nelle illustrazioni, più di molte persone che sono considerate reali, che sono fatte di quell’inutilità metafisica chiamata carne ed ossa. E “carne ed ossa”, infatti, è una perfetta descrizione: sembrano cose fatte a pezzi ed esposte sul banco di marmo di una macelleria, morti che sanguinano come la vita, gambe e cotolette del destino....del
non senso del nostro esistere...
Nuvole... Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso. Nuvole... Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!...del nostro rapporto con la
realtà e del nostro concetto di
civiltà...
Ci sono giorni nei quali ogni persona che incontro e, ancor più, le persone abituali della mia convivenza obbligata e quotidiana, assumono aspetti di simboli e, isolati o fra loro connessi, formano un alfabeto profetico od occulto che descrive in ombre la mia vita.
La civiltà consiste nel dare a qualcosa un nome che è il suo, e poi sognare sul risultato. E in verità il nome falso ed il sogno vero creano una nuova realtà. L’oggetto diventa veramente altro, perché noi l’abbiamo reso altro. Fabbrichiamo la realtà.Pessoa ritiene che
si debba agire, che si debba volere quello che sarà: “
Agire, ecco la vera intelligenza. Sarò quel che vorrò essere. Ma devo volere ciò che sarà. L’esito è nell’aver esito, e non nell’avere condizioni di esito. Dappertutto, in ogni vasta terra, esistono condizioni palazzesche. Ma dove sarà il palazzo se non viene costruito?”...leggendo queste parole mi è tornata alla mente una riflessione di
M. de Mointaigne: “
Non potendo regolare gli avvenimenti, regolo me stesso, e mi adatto ad essi, se essi non si adattano a me”... Ed anche se
I. Andric sostiene che ”
Io so che l’odio, come l’ira, ha la sua funzione nello sviluppo della società, perché l’odio dà la forza e l’ira sprona al mutamento”, io
non voglio pensare con furore e rabbia...preferisco cercare la strada per il mio
Paese delle Meraviglie, seguendo le tracce del
Bianconiglio... perché sono
matta, sono quel che sono e mi accetto per quel che sono...
«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be’, non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto «altrimenti non saresti venuta qui.»[L. Carroll,
Alice nel Paese delle Meraviglie]
...devo imparare a credere nell’
impossibile, devo almeno sperare che i
sogni a volte (non sempre) si realizzino...
Alice rise: «È inutile che ci provi» disse «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto» ribatté la Regina «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»[L. Carroll,
Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò]
...è tempo di dare ascolto ad
Humpy Dumpty...
«Quando uso una parola» Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
«La domanda è» rispose Alice «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è,» replicò Humpty Dumpty «chi è che comanda – tutto qui.»[L. Carroll,
Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò]
...e tenere
fermamente sempre a mente, in ogni momento, nonstante i vari accidenti in cui possa avere l’avventura d’incappare, che “
Ho sempre constatato che per riuscire nel mondo bisogna aver l’aria folle ed essere saggi” [R. de Montesquiou].
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