STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Thursday, April 19, 2012 - ore 20:57
stupore commosso, commosso stupore
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nessun giorno è uguale all’altro, ogni mattina porta con sé un particolare miracolo, il proprio momento magico, nel quale i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle. Dio, nella sua infinita saggezza, ha nascosto l’inferno in mezzo al paradiso per fare in modo che stessimo sempre attenti. Chi presta attenzione al proprio giorno, scopre l’istante magico. L’istante magico è quel momento in cui un si o un no può cambiare tutta la nostra esistenza
[P. Coelho]
Il mio istante magico si è realizzato attraverso gli occhi scurissimi di due bambini che assieme raggiungevano sì e no i 5 anni.
E così delle manine in miniatura si sono intrufolate al centro del mio malumore stanco, scavando un solco tra la mia voglia di starmene in pace e il desiderio di riposare un po’.
Senza poterlo prevedere ho viaggiato un’ora in treno a giocare con due cuccioli d’uomo che dal primo istante mi hanno preso in simpatia. Impossibile rimanere insensibile al richiamo dell’istinto primordiale che spinge a proteggere due esseri così potenzialmente fragili. Che poi, fragili mica tanto, data la forza e la decisione con cui, in cinque minuti, han conquistato la mia attenzione, la mia concentrazione e -lo ammetto- il mio affetto.
Queste due piccole canaglie, dopo essersi alternati entrambi sulle mie ginocchia, sotto gli occhi divertiti dei genitori, e aver condiviso giochi, sorrisoni e risate con me, han iniziato a litigare gelosi e bramosi di arrocarsi il premio di "preferito". Morale della favola, per un bel pezzo ho tenuto in braccio tutti e due, che, armati di ciuccia e macchinine, pian piano si sono assopiti e tranquillizati.
Sarà stato l’odore di pulito e buono che avevano addosso, sarà stata la loro dolcezza spontanea, sarà stato il calore di quattro braccia tese verso di me che, la voglia di un figlio, mi ha investita e disarmata.
E poi. Poi siamo arrivati a destinazione e, tempo gli ultimi metri in spalla, li ho visti allontanarsi veloci e non mi è venuto alle labbra un accidenti di nulla. Nemmeno un "grazie" per quella tenera frustata al cuore.
Di loro non mi è rimasto nulla. Solo gli occhi un po’ inumiditi e una nuova e sconosciuta sensazione di mancanza.
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