
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, April 25, 2012 - ore 09:22
Esamismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Improvvisaaaaaascioooooon.
Una che esce da un bunker in cui si è appena svolta una prova di resistenza fisica e mentale gridando improvvisaaaaasciooooon e muovendo le mani come metti la cera togli la cera. Ecco, una così.
Sono io. Provate a immaginarmi. Tutta spettinata, cadaverica. Sotto la pioggia (molto melodrammatico, figata) e sola. Sembravo the last woman on earth.
Ve la racconto a numeri. Entrati alle 8.15. Seduti alle 8.40. Alle 11.30 inizia la prova (dopo tre ore di angoscia e tensione). Alle 12.20 salta la corrente, salone al buio. Alle 12.50 riprende. Alle 16.55 ho firmato l’uscita.
Questo è cronaca. Il resto è storia. E chi vivrà vedrà.
Però sono sopravvissuta e non è poco - solo il giorno prima non ci speravo nemmeno. Di duecentosessantacinque disperati che eravamo ieri almeno la metà sicuramente starà pensando "ma chi me l’ha fatto fare". Esattamente come me.
Dopotutto
io volevo fare l’usciere.
Ho fatto
questo gesto per due giorni tentando di sdrammatizzare. Però adesso spiegatemi. Questa cosa rossa, che vedete qui, voi la cliccate? Intendo dire, quando vi metto i link, voi poi ve li guardate? O stanno lì per niente? Se no faccio pure a meno.
Io ve ne faccio dono perché davvero il video merita. Vi fate due risate alla faccia mia, non è male come prospettiva.
Capitemi, era una situazione di panico totale. Le genti mi guardavano stranite, e io tiravo dritto fumando sigarette e girando sotto la pioggia, da sola. Tre borse in spalla, china come un vecchio calzolaio. L’immagine della delusione. E poi, ogni tanto, sprazzi di pazzia e le mani che volano in aria e la voce esplode in un liberatorio Improvvisaaaaaasciooooooonnnn!!!
Non è stato facile, bisogna ammetterlo, abbiamo trovato un sacco di ostacoli materiali e morali alla realizzazione del piano, ma tutto sommato abbiamo concluso l’operazione.
Come si sia conclusa, beh, quello non si sa. Ma l’abbiamo portata a termine con orgoglio e disperazione. Inseguendo ragionieri con le tracce, pedinando napoletani, con ripassi collettivi nella hall dellalbergo, fra albicocche liofilizzate e mandorle ricoperte di cioccolato.
E adesso vi metto quattro foto, quelle estrapolate da Twitter per chi di voi non mi segue di là. Ve le metto perché sono solo quattro così non sono troppo invasiva, e perché rendono in parte l’idea di come stavo e come stavamo.
Lunedì 23 aprile.

Questa è l’unica immagine che abbiamo del pre. Ed è un’immagine di me che in mezzo a via Aurelia grido "Datemi un cazzo di accendinooooo!!". E gli amici cosa fanno? Invece di darti un accendino ti fanno una foto.
Martedì 24 aprile

Questa invece è l’unica foto che abbiamo fatto di Roma (io l’ho fatta, in realtà). Dal taxi, mentre l’autista ci invitava a fare la rivoluzione, "voi che siete giovani e che ancora fate i concorsi". Guardi che non era un concorso. "Ah, e quindi che concorso era?". Ottimo.
Però questa follia collettiva mi ha regalato tre persone meravigliose. Vada come vada, posso dire di aver fatto bingo.
Una è lei, la mia anima gemella femminile.

Queste siamo noi, verdi, in treno al ritorno. Ci è costato una fortuna, sto viaggio. E adesso Alice, dammi un grandissimo cinque. Tu hai fatto la traccia di moda, io ho fatto sport. Siamo due grossissimi personaggi.
Uno è lui, Andrea, fuori come un cavallo.

Poi manca Tommy, che durante il viaggio si è addormentato in un’altra carrozza e quindi non abbiamo la foto insieme. Ma gliela farò, un giorno.
Grazie a voi, ragazzi, questa trasferta, questa angoscia e questa follia sono stati due giorni di spasso e delirio. Non ci ritroveremo la prossima volta, ma abbiamo condiviso una cosa meravigliosa.
Con un solo rammarico: l’Armageddon dovevamo farlo.
Ps: è tutta colpa di Horace.
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