
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, April 27, 2012 - ore 18:33
Meraviglismi #1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E quella canzone dei Negramaro (anzi di Modugno, per essere precisi).
Meraviglioso
Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso
Meraviglioso
Perfino il tuo dolore potrà guarire poi
Meraviglioso
Devo solo tenere duro fino al 2 maggio. E poi chissà quante altre volte. Ma intanto 2 maggio.
Prometto musica allegra da qui a martedì, tanti sorrisi, leggerezza e beatutine. Che se no non ne usciamo vivi. E’ una promessa, ricordatelo, e io mantengo sempre le mie promesse.
E allora, per stare bene, vi racconto una storia.
Mi è venuta in mente quella volta che ero a Parigi. Camminavo sempre col naso all’insù per assaporare tutto quel blu di cielo e i profumi che arrivavano dalle finestre, fissavo all’orizzonte quello spettacolo umano, ero piena di Parigi, mi gonfiavo di bellezza ogni volta che riconoscevo qualcosa che era stato su uno dei miei libri d’arte. Avevo perfino paura di sbattere gli occhi perché mi sarei potuta perdere qualche frammento di meraviglia. Ma a un certo punto, e succede sempre a un certo punto, invece di sgranarli verso le facciate e la Senna, gli occhi sono finiti per terra. Una cosa arancione, piccola, rettangolare, sottile. Ci ero inizialmente passata sopra con noncuranza, ma sono tornata indietro di due passi incuriosita da quell’immagine sbiadita.
Era una fototessera, calpestata e umidiccia di pioggia appena finita. Era un ragazzo con il viso magro, secco. Un tipo normalissimo, di quelli che ti attraversano la strada ascoltando l’iPod, o quelli che ti aprono la porta del bar, mentre escono, con un sorriso. Aveva una maglia a righe, mi pare, e i capelli stropicciati. Lo sguardo però era vivo, aveva voglia di parlare. Non era una bella foto, se l’avessi dovuta descrivere lì per lì avrei detto che non era la sua foto migliore, forse era addirittura brutta. Ma aveva una sua personalità. Era piena di arancione.
L’ho raccolta, l’ho infilata in tasca. Maury mi ha chiesto che pensavo di farci, non mi sembrava convinto, mi guardava fra l’incuriosito e il preoccupato, e a dire il vero io all’inizio non lo sapevo proprio cosa farci. Poi ho deciso.
Per i tre giorni che sono rimasti del mio viaggio ho continuato a cercare altre foto sui marciapiedi francesi, ma soprattutto cercavo il ragazzo della fototessera nella gente che incrociavo. Era praticamente impossibile, quanti milioni di abitanti farà Parigi, eppure continuavo a coltivare dentro di me la speranza di trovarlo e dirgli “hey ti è caduta questa”. Avrei tanto voluto vedere la sua faccia.
Poi magari ci saremmo messi a parlare. Avrei voluto sapere se era venuto male, o se gli era caduta per sbaglio. Se gliel’avevano rubata o se l’aveva lasciata lì per un motivo, e come quella ce n’erano altre decine che segnavano il suo percorso come le bricioline di pane nel bosco. Avevo un sacco di domande da fargli.
Alla fine me la sono portata a casa perché non l’ho mica incontrato. L’ho tenuta un po’ nel portafogli, sai mai che viene a Treviso, e allora immagina la faccia che farà quando gliela ridarò. Invece niente.
Non ce l’ho più, la foto. Credo di averla persa, che disgrazia. Se qualcuno la ritrova me la dà per favore?
Se digitate Fototessera su Google Immagini escono un sacco di facce tipo
queste. E non ci sono solo quelle simpatiche e con le espressioni buffe, ce ne sono anche di serie, quelle da passaporto. E fanno sorridere più delle altre.
Ho passato del tempo a guardarle, mi sono incantata. Mi incanto troppo spesso. Maury diceva che ho lo Stupore delle cose.
Alla fine, dopo tutto, c’è un bel mondo lì fuori.
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