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Nepenthe, 27 anni
spritzina di North from here
CHE FACCIO? Storia Dell'Arte
Sono sistemato

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STO LEGGENDO







La mia personale
trinità:



F. Pessoa
R. M. Rilke
C. Baudelaire


***




"Son maestro di follia,
vivo la mia vita sulla fune
che separa la prigione della mente dalla fantasia.
Il mio futuro è nel presente
ed ogni giorno allegramente
io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte
mentre voi, signori spettatori,
mi guardate dalla strada,
cuori appesi ad un sospiro
per paura che io cada.
Ma il mio equilibrio è in cielo
come i sogni dei poeti
,
mai potrei viver come voi
che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.



..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."


(I Ratti della Sabina)




"..Detesto queste mani intrise di sangue.
Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.





Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango.
Quanto fa male purificarsi.






Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco.
Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti.
Così, se devi correre, fallo per un rimedio."







“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”




<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei,
se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione
diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>


- Lestat de Lioncourt-




"E amerò il rumore
del vento nel grano..."






"Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma del proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta,
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.



Sono dal vostro mondo esiliato
di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.

Sono la passione senza parole
senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala."





"Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza.
Il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura,
vivere ogni ora della vita all’altezza del proprio sogno."






"L’amore è l’arte più difficile.
E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare.
Funambolismi.
La cosa più difficile è avanzare senza cadere."





"Red as the veins,
she likes to swim in
floating so gently,
through this human misery"







“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”



* Shadow of the Moon *





Will it hurt?




HO VISTO

Foglie sfidare il vento..













La libertà negli occhi di un lupo..









Il sole tramontare quarantatrè volte..






The seed of a Lunacy..



Dolcettiih!!!



The Perfect Element..











Troppi spettri tra le pieghe delle cose...




E una marea di film!



Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.

Registi assolutamente geniali?

David Lynch
(Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)

Tim Burton
(Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)

Lars Von Trier
(Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)

Darren Aronofsky
(Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)


Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):

Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc...
(in aggiornamento)








STO ASCOLTANDO



Algol

Sentenced,
Moonspell,
Type O Negative,
Katatonia,
Nightwish,
Charon,
Poisonblack,
Pain of Salvation,
Nine Inch Nails,
Death,
Muse,
Apocalyptica,
Entwine,
Dark tranquillity,
Blind Guardian,
In flames,
Paradise Lost,
My dying bride,
After Forever,
Him,
Cradle of filth,
Dimmu Borgir,
Rhapsody,
Therion,
Tristania,
To die for,
The 69 eyes,
Theatre des vampires,
Lacuna Coil,
Novembre,
Tiamat,
Placebo,
Dream Theater,
Death Dies,
Bleed in vain,
White skull,
Lacrimosa,
Depeche Mode,
The cure,
Bauhaus,
Joy Division,
Tool,
Faith no more,
Fantomas,
Slipknot,
Verdena,
Subsonica,
Battiato,
De Andre’,
Beethoven,
Rackmaninov,
Liszt,
...etc...





E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono.
Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.

Le mie radici
sono nere.






















ABBIGLIAMENTO del GIORNO



























ORA VORREI TANTO...

"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"




"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando."
A. Orton


il mio sole:
"The sun won’t shine on me without your love"
"E alla fine, siamo destinati a stare l’uno lontano dall’altro.
Le cavità separate del cuore umano.
Sto nuotando nel fumo dei ponti che ho bruciato
quindi non c’è bisogno di scuse:
sto perdendo ciò che non merito."









la mia stella:
"When dusk falls and obscures the sky,
you’re the shine of the Northern Star"








"Strange are the ways of the Wolfhearted..."



STO STUDIANDO...



Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale?
Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro...
Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.



"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali."
- J. W. Goethe -







...Siamo storie da raccontare...




...memorie da custodire...




...errori da ricordare...




“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni.
Scomparendo.
Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione,
andando alla deriva nell’astratto
per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.

A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me.
A volte posso vedere direttamente attraverso di me.

Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo.
Il tuo mondo, cioè.
Perché non importa più davvero,
no, non importa più davvero.
Nulla di questo importa più davvero.

Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato,
per quanto indietro io possa ricordare.
Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale,
tanto per cominciare.
Io ti ho creato solo per farmi del male.

Ti ho creato solo per farmi del male.
Ed ha funzionato. Sì.

Non c’é nessun te.
Ci sono solo io.
Non c’é nessun fottuto te.
Ci sono solo io.

Solamente.

Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga.
E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato.
Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga.
Era una porta che tentava di sigillarsi,
ma io mi ci sono arrampicato attraverso.

Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere,
e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.

E ora so il perché, ora, ora so perché
le cose non sono belle
dentro.

Only.








OGGI IL MIO UMORE E'...


Instabile...

"You cannot kill what you did not create.
All I’ve got...
all I’ve got is insane!"






Scrivere...
Vedere oltre
Nient’altro che bianco
Malte
Equilibri

Sentenced...
Northern lights
Crimson
Kiss of Death

Influsso lunare...
Nocturna
Everything invaded
Everything invaded pt.2
Luna
Hanged
Lusitanian Spell

Vampiri...
Hell in your eyes

Schegge di Vita...

Bolle di Sapone

Deranged

Serpents in my arms

Febbre tifoidea

Desire

StarDrops

Il mare nel cassetto

Impronte

Timekiller

Downhearted

Frammenti di Stella

Desiderio

Paradossi

unintended

Dark Chest of Wonders

My Tauro

Sete

I won’t let you fall apart

un pozzo che fissa il cielo

in chains

my road salt

L’eclissi

incantevole

brandello di bufera

sogni distanti e liberi

Labyrinth

Rifugio dei sognatori

acrobazie

dryad of the woods

inquietudine ottica

per non dimenticare

scie di stelle infrante

if I could fix myself

This heart of mine

Broken doll

Light plays Bass

Le Renard

Sinceramente. Violentemente.

I am

Bye. Die. (2011)

Remedy Lane

M. L. Brigge

Shoreline

Blood Riding Hood

Down this Road once again

One year of Spring

Searching for Serenity

Klimt a Venezia

Io non tremo.

Magda von Hattingberg

Comptine d’un autre été

Someone I’ll always laugh with

Giorni a perdere (11/6)

I felt like..

there is no place like home

Un tramonto è un fenomeno intellettuale

A song for myself



La Volpe e il Principe





Vite parallele...

Racconti fantasy
dei personaggi che
ho vissuto:



Kiria: la ranger del nord

Nelle terre di ghiaccio
Kiria


Aurin: la mia nemesi
(detta anche Mantodivolpe)

Aurin

Nel Giardino Selvaggio

L’occhio della Luna

Il Profumo

Nell’abbraccio di Sune

La magia danzante in Akalia


Livien: la stronza umberlita

L’incostanza della marea
Furia d’Oceano


Erianthe: maga devota di Shar

Trama e illusione


Liv Moonshadow: il mio alter ego

Written in the Stars

Varie:
Progenie


Amicizie nerd!

--> Nerd Meeting in Rome <--

--> Nerd Meeting in Cesena <--
foto 1;foto 2;foto 3;foto 4;foto 5;foto 6;foto 7;foto 8;foto 9


--> Nerd Meeting in Padova <--
--> Nerd Meeting in Padova 2.0 <--

Altri raduni sparsi:
Lucca 2012
Lucca 2010 bis
Oliero 2011
Oliero 2011 bis
Oliero with Magnifico
Cesena 2011
Padova 2011
Mizi Zesena















Una vera droga...





MEMORIAL


2012

It’s just for fun
Mondi piccolissimi
Io non tremo.
Non mi è mai passata
Searching for Serenity
No, you don’t
In the breeze
Leaving Entropia
Di passaggio
Ecco com’è che va il mondo
One year of Spring
On the eve of self distruction
Down this Road once again
We’re but mortal kings…
Blood Riding Hood
Custode di sogni
First Snow
Dedication
Buon anniversario...
Morning on Earth
Enter rain...
Shoreline
Melancholia
M. L. Brigge
Where the magic really happens
Written in the stars (Together we will live forever)
Remedy Lane


2011

Bye. Die. (2011)
I am.
Sinceramente. Violentemente.
Wolfshade
13 (Doppia Catena)
Elemento Perfetto
Affondare con la bandiera spiegata
End of the road.
Anesthesia
trololol
Le Renard
Controcorrente
Light plays Bass
Broken doll
B..b…brains for dinner!
in joy...and sorrow
right through the cracks?
This heart of mine
The Perfect Element
Second Love
if I could fix myself
Beside you in time
first
Nel disordine celeste
C’è del metodo in questa follia
pierce the heart
Things that no one else can understand
Healing now
I just want you
passatempo
Shades of blue
closer to god
un’indigestione dell’anima
certezze
perdere la fiducia è un delitto
Nursery Rhyme
acrobazie
La verita’ non e’ cio’ che e’ dimostrabile
I can’t remember how this got started
prendimi l’altra metà
Deny
Labyrinth
The Grace and the Curse
Non sarà facile, ma sai
desassossego
sear me
tutti i giorni
Closer…(3)
un brandello di bufera
incantevole
Affanculo il ventaglio
Non sono niente
I knew all the rules
Gonna see my friends
strade
La casa di Asterione
questo disastro che mi armi dentro
Quello che conta
C’è una crepa in ogni cosa
non aveva difese contro la meraviglia
Favole
Smantella il sole e le stelle
Little wonders
my road salt
Wound of sky
Non sono le stelle troppo lontane
At tragic heights
in chains
un pozzo che fissa il cielo
Lies. Dreams.
when everything is meaningless
I won’t let you fall apart
Arrivederci...ciao
inconsapevole
un po’ di luna
attraverso la pioggia
Ricordi di un vicolo cieco
something deeper
Every morning I walk towards the edge
ombra chiara
Disinfestazione
Sacred geometry
Lost in Time
I just made you up to hurt myself
Funambolismi
The Fox and the Prince
Nephilim
Dark Chest of Wonders
unintended
Paradossi
Eutanasia
Desiderio/Bisogno
Frammenti di Stella
Let’s grow cold
Alla ricerca del tempo perduto
Escape
Downhearted
My confusion
Stelle sul soffitto
il gran Martire dell’Anima
Mirror
Nessuno
Per te
melting sky
Tarvitsen sinua
Sick
Right where it belongs
*Fran*

The Downward Spiral

Impronte
Beyond the looking glass
where it hurts
pull the plug (1)
pull the plug (2)
Per i miei demoni


2010

Hold on
Rotolando verso sud
Frammenti di un’estate
Il mare nel cassetto
Nati sotto Saturno
But why worry about emotional scars
Il mare è senza strade
Come la pazzia è l’inizio di ogni sapienza
You wanna hear some metal?
It is never what you have in mind
E’ solo Dolore di Salvezza
Kenoclastìa
Look like innocent flower

From yesterday

Il poeta è chi racconta le sue sconfitte
Let the right one in


2009

Ancient Echoes
Yuki
contromano
The longest year...
13
Frozen drops
If I had a way...
I lock my door upon myself
Le Formiche Soldato
October Rust
Share the snake
Love is our Resistance
Follow the black rabbit
Fantasia di un sognatore
closer
Custode Della Strada
Sister
everdreaming
Ever felt away with me?
poesias..
wish upon a star
Rapaces
Misery is almost always the result of thinking
We die only once
Favola
Bolle di Sapone
No more dreams
Deep Red
no, no, nun dicere sì sì ho capito
Hai paura? Lasciami entrare
It’s the same old song!!
Shine
A walk on the darkside
Testamento di un poeta
cerco un centro di gravità permanente
My cold white light
alba
What is it that we’re struggling for?
Spreading an Eclipse
Fiori Insani
Giardino Selvaggio

memorie astratte

Per essere felici è necessario non saperlo
Of Chaos and Eternal Night
Tell me...will it hurt?
Walk alone
mourn
Magia bianca
Branco
equilibri
Piove sull’oceano
Nubi all’orizzonte
Funamboli
A story to tell
quello che non c’è
Seguire il flusso
Antro stellato
oblio
Nulla è per caso
Someplace else
in the white


2008

Walking in circles
Origin of Simmetry
Io non vinco, ma tu perdi di più
- Le ore -
Moon burns
Deranged
one with the waves
creep
- caos -
Love Score
Than the serpents in my arms
Awaiting the Winter Frost
Under a Lusitanian Spell
Waiting for the Moon
Rebel Yell!!
Giusto per...
I hate these days between

Slaying the dreamer

Dead heavy days
Poisoned

Warrior of Life

When you hear this song
Autumn Leaves
I’m Back!!
Una vita di ordinaria follia
Per la rubrica: Lamentiamoci
...Ohne dich...
Vite parallele
L’angelo delle certezze
Ricordi di febbre tifoidea
Demone
Come ti trovi a Berlino est?
...
- Apart -
Everything invaded
Vento caldo
Katatonia
Growing old
DecaDance
Scorpion flower
Ho chiuso la porta dietro di me
Salomé
memorial
Angel of music
Sweeny night
Desire you
Alive
La via attraverso la foresta
Back to the deadlands
Giorni speciali
Sua Maestà Piccolezza
Aggiornamenti random
Take my life
Sleeping sun
Ombra
Desideri e sognatori
A volte lei cambia pelle
Never forget, never forgive
La camera chiara
The heart of darkness
Delirio
Crimson
the rain man
My life is a curse I keep to myself
Sur le pont d’Avignon
the lie
Breath
imparo a vedere
Cominciamo bene
Brandelli di vacanze


2007

Solo un’altra fine
Auguri!!
Luna...
Christmas time
Requiem for a dream
Fairytale
Dolce far niente!!
Angolino romantico/patetico
Nient’altro che del bianco cui badare
Angolino dei “trionfi” personali
At once the grace and the curse
New born
Non mi passa niente…
Nocturna steals the night
Hell in your eyes
l’inconscio insegna
...
Lettera
Riflessioni escatologiche
Branco
Vedere oltre
Guri
Una febbre nera che nessuno vede
Feeling good
Under the Moonspell
sento un rumore di swing
Mix
How did you get inside me?
I may be paranoid
Dancing on the graves
Vita da topi...
Somebody put me together
Cresce..
Come to South Park
Northern lights
13
In vena nostalgica
believe...
Riflessioni inutili
Falling leaves
Maracaibo night
Manie Lynchiane
Presentazione






ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Saturday, April 28, 2012 - ore 16:03


Memento Audere Semper
(categoria: " Vita Quotidiana ")







- I sogni del Poeta nella dimora il Vittoriale, singolare,
iperbolica e decadente, dove trascorse gli ultimi anni della
sua vita, tra i diecimila oggetti collezionati e una nave vera
incastrata nella roccia in giardino. -






Alla scoperta del lago di Garda, nei luoghi amati dal poeta Abruzzese, dal Vittoriale al duomo di Salò, dove si può riscoprire la storia e la leggenda di D’annunzio.

"Il lago è d’una bellezza improvvisa, indicibile... Il lago ha qualcosa di pudico. S’avvolge in un velo argentino, e lascia vedere qualcuna delle sue grazie rosee...."





L’amore di D’Annunzio per il lago di Garda sbocciò nel 1917 durante un volo di guerra. Sgombrata nel 1921 la città di Fiume, è sulle sponde del suo Benaco che il Vate decide di stabilirsi: vicino alla linea del fronte, a un passo dal Brennero, ricche della rigogliosa vegetazione segnalata già nei Baedelcer di metà Ottocento.





A Gardone Alto, Villa Thode, di proprietà dell’illustre critico d’arte che ha sposato una figlia di Cosima Liszt, in nulla lascia intravedere il futuro Vittoriale, sontuosa cittadella la cui colorata magnificenza lo risarcirà dello scacco politico che subisce dall’accordo Mussolini.





Ma un viale folto di rose, il fiore prediletto, è per lui un’irresistibile lusinga. Come il pianoforte collocato nel cuore della casa: quei tasti aveva premuto la mano virtuosissima di Liszt, mentre l’ombra di Cosima Wagner sembra ancora aggirarsi tra le stanze. Per "stodeschizzare" la villa, D’Annunzio avvia subito i lavori, alloggiando al Grand Hòtel e all’Hòtel Savoy e prendendo i pasti nelle trattorie locali dove " si frigge divinamente il pesce del lago". Intanto, attende alla conclusione del Notturno, le sue memorie di guerra.





La partecipazione agli eventi sportivi della Riviera rappresenta il suo debutto nella società locale. Sulle acque del Garda vince il record mondiale di velocità marina. Viene acclamato Alto Patrono del nuovo Club Motonautico Gabriele D’Annunzio che ha sede accanto alla darsena del Casinò di Gardone. Nella vicina torre San Marco ormeggia i suoi motoscafi: il Mass di Buccari e lo Spalato di Bisio. "Vecchio canottiere del Tevere e dell’Aniene", si definisce poi con compiacimento. E presenzia alle " regate nazionali remiere " indette dai Canottieri Garda di Salò, da lui ribattezzate "Argonali del Remo".





Nel 1921 D’Annunzio pone sulla porta d’ingresso di Villa Thode un cartello:
"Clausura et silentium". Nasce il Vittoriale. E’ però la marcia su Roma, l’anno successivo, a determinare le modifiche radicali della nuova residenza che D’Annunzio acquista con un prestito bancario che mai salderà. Tanto più che il fascismo l’ha " usurpato " - il termine è suo -imitandone gli slogan, i discorsi dal balcone, il balzo all’indietro e in avanti dal rilancio della Roma imperiale alle grandi innovazioni del futurismo.





Il Vittoriale intende sovrapporre al Vittoriano, monumento sabaudo all’Italia unita della Roma fascista, nella quale però il Vate non mise mai piede. Non a caso la cittadella di D’annunzio, per un’area di nove ettari, si erge come sacrario della Grande guerra vittoriosa, guerra che ha condotto a termine il Risorgimento con il riscatto delle terre irredente. Badi Mussolini: il vincitore è lui, D’Annunzio, eroe a cui prima o poi l’Italia si rivolgerà come al salvatore della patria poiché il suo carisma è in grado di scalzare qualsivoglia "uomo nuovo". Questo il disegno del Vate nazionalista, circondato dai fedeli reduci fiumani .





E quando si avvede che i conti non tornano e il suo vivere defilato è contro tutti-"Aria, aria, e compiacenza di quel che mi piace, e convenienza di quel che mi pare ", inizia un sottile gioco beffardo.
Dona il Vittoriale al popolo italiano con un solenne atto notarile steso di suo pugno, ottenendo i finanziamenti necessari a rendere la dimora sempre più grandiosa "Io ho quel che ho donato".





Raramente frequenta i salotti rivieraschi, tra questi villa Rimbalzello. Ad attrarlo qui non è tanto l’ospitalità di Madame d’Espaigne quanto l’avvenenza della sua giovane cameriera Angèle che ribattezzerà Jouvance. Le sue passeggiate lo portano più spesso al Duomo di Salò - uno del "securi porti dell’arte" - o alla vicina comunità del frati cappuccini di Barbarano per dissertare sulla vita e l’ascetismo di Padre Pio e San Francesco. Ogni mira politica è lasciata ormai alle spalle per allestire la cittadella a perenne memoria di sé.





Mentre, giorno dopo giorno, esigendo il titolo principesco ma rifiutando la carica di senatore a vita, snobba Mussolini: "Caro Ben ", gli scrive disinvolto come un’amante. Pretende che venga costruita la strada Gardesana, " il meandro di Bennaco ", stratega di quel turismo culturale di cui è l’inventore e che ancora oggi fa uno dei musei più visitati d’Italia. Promuove competizioni sportive , la costruzione di ville e alberghi con nomi fascinosi. Significativamente chiama invece l’ultima ala del Vittoriale, Schifamondo.





Qualche volta la vanità gioca brutti scherzi. Gabriele D’Annunzio allestì il suo studio al primo piano del Vittoriale o meglio, della Priora, la parte antica nella quale trascorse gli ultimi 17 anni della vita.
Lo chiamava l’officina, perchè si definiva operaio della parola. L’umiltà che appare da questa espressione non deve fuorviare, è del tutto falsa. Vero, invece, è che grazie ad uno stratagemma architettonico, il Vate pretese di sottolineare la sua statura ( in senso letterario , ovviamente ): mantenne abbassata l’architrave della porta d’ingresso così che chiunque salisse i tre scalini che la precedevano dovesse chinarsi per entrare al cospetto del Vate. Chiunque non fosse un nano. Ma un giorno il poeta distratto, che pur non era un gigante, prese anch’egli una zuccata formidabile. Che vergogna: il temerario che aveva sfidato le contraeree volando su Vienna, ferito dalla sua stessa astuzia.





L’Officina, bernoccoli a parte, è l’unica stanza vagamente normale di tutto il Vittoriale: grande, luminosa, con pareti dal muro visibile. Due scrivanie, per lavorare in contemporanea senza attendere che l’inchiostro si asciughi, libri, cofani e cofanetti, vocabolari disposti su scaffali obliqui, a portata di mano. Un busto di Eleonora Duse, pronta a vegliare sui momenti creativi: ma su quella presenza ingombrante, destinataria d’amore e di rimorso, D’Annunzio posava un foulard ogni volta che entrava. Si sentiva più libero .





Tutte le altre stanze della Priora ( luogo appunto, conventuale ) di normale hanno ben poco. Piccole, cupe, sovraffollate di oggetti; pavimenti, pareti, soffitti ricoperti di tappeti, stoffe, drappeggi. Da quando aveva perso un occhio, D’Annunzio temeva la luce, la mascherava, la attutiva: e ovunque domina una penombra densa di inquietudine. Detestava il rumore, e i locali, angusti e avvolti nei libri, nei quadri, nei tendaggi, danno un angoscioso senso di soffocamento. Detestava anche il freddo, e d’inverno teneva questa polverosa foresta di cose a una temperatura non inferiore ai 30 gradi. Il Vittoriale vale una visita, che è un viaggio nel decadente e il surreale; ma penso che poche persone normali potrebbero pensare di vivere in una simile dimora. Lo stesso Vate, all’inizio pensò di trascorrervi un periodo temporaneo, giusto per finire il Nettuno.





Poi spinto forse anche dal fatto che la villa, confiscata in base alla legge del 1918 al critico d’arte tedesco Henrich Thode, poteva forse essere restituita alla vedova, la comprò e la visse a lungo come il luogo della propria morte. I soldi, 260.000 lire compresi i mobili e i 6250 volumi della biblioteca, se li fece prestare da una banca.





Quando nel 1921 arrivò quì, sul colle di Cargnacco, contrada di Gardone Soprano, splendida vista sul lago, D’Annunzio era al massimo della sua fama, i diritti d’autore gli permettevano di fare una vita paragonabile a quella di un miliardario di oggi. Ma col denaro aveva sempre avuto un rapporto controverso di uno spendaccione viziato. Già dalla Capponcina, la casa toscana che anticipava la ricchezza mitologica del Vottoriale era dovuto andarsene ingloriosamente, abbandonando tutto ad un esercito di creditori infuriati.





La sua mente fertile inventò allora un piccolo gioiello, si direbbe oggi, di ingegneria finanziaria: donò tutto allo Stato, in cambio di un cospicuo finanziamento che gli permettesse di azzerare il debito e di fare i lavori ambiziosi e monumentali. Questo fa leggere nella sua vera chiave uno dei motti più celebri, che sta iscritto proprio all’ingresso del Vittoriale: "Io ho quel che ho donato". In altre parole sto in una casa che non è più mia.





Sapere che il Vittoriale era " degli italiani ", amplificò forse il suo gusto celebrativo e cimiteriale che lo spinse a costruire un monumento a se stesso: temeva forse di essere dimenticato? Decise dove doveva essere la sua tomba, che svetta sul cucuzzolo più alto della collina, alla sommità di un mausoleo circolare in marmo bianco, gelido quanto un padiglione di anatomia. Creò in vita, la propria camera ardente, una stanza sghemba che chiamava "del Lebbroso", dove sostava in raccoglimento negli anniversari più dolorosi. Oltre una balaustra , su un pavimento rialzato, un piccolo letto spoglio, macabro quanto una bara, doveva accogliere il suo corpo senza vita: che qui fu deposto tra il 1° e il 2 Marzo del 1938.





Aveva un desiderio piuttosto originale: voleva che fosse esposto, una volta tagliato, il suo orecchio sinistro, che considerava la parte più perfetta del suo corpo. Ma il desiderio restò tale, e la sua salma integra.
Gli anni del Vittoriale sono quelli della vecchiaia. Vi arrivò a 58 anni e vi morì a 75. Una vecchiaia che non fu generosa: finì per non denudarsi più davanti alle sue amanti, alle quali si presentava vestito di un camicione da notte con un’unica apertura al posto giusto, ma l’apertura era contornata da un anellone d’oro a 18 carati, dal quale offriva il suo "attrezzo".





Si vergognava del suo corpo ormai devastato e dei soi denti malandati. Ma la necessità di incontri femminili lo accompagnò fino all’ultimo, sofferente com’era di una malattia scomoda ma maledettamente invidiata: il priapismo. Di statuette falliche è disseminata la sua camera da letto ( la cosiddetta Stanza della Leda ).





Di donne, grazie anche alla sua fama, fu circondato fino all’ultimo, anche se non si sa di quante lunghezze seguì il record assoluto appartenuto a un altro scrittore insaziabile, Georges Simenon, che ne collezionò circa diecimila. Erano, quegli incontri, momenti di furore creativo. Una giovane prostituta, certo tutt’altro che colta, nell’atto di darglisi un giorno sussurrò:" Mettimicimelo ". D’Annunzio, forgiatore di parole, sobbalzò folgorato dalla poeticità primitiva di quel ritmo inconsapevole. Luisa Baccara, la pianista che fu sua discreta compagna fin dagli anni di Venezia e di Fiume, e che al Vittoriale visse sempre in punta di piedi, ebbe la suprema dote della pazienza.





Al Vittoriale, ma relegata in una dépendance, Villa Mirabella, visse anche la moglie di D’Annunzio, la duchessa Maria di Gallese. Ma si tratta di presenze che fanno soltanto da sfondo al suo carattere protagonista. In questa casa piena di oggetti e di simboli, D’Annunzio è solo, celebra se stesso, soltanto se stesso. Capitava che avesse ospiti a pranzo ma che fosse la Baccara a mangiare con loro, nella sala della Cheli ( la sala da pranzo dedicata alla sua tartaruga morta di indigestione).
Lui preferiva consumare del cibo frugale, un tè, dei biscotti, sullo scrittoietto della Zambracca, la stanzetta accanto alla camera letto, un po’ spogliatoio, un po’ luogo di lavoro e meditazione.





Nella parete dietro la scrivania, uno stipo dove teneva le medicine: meglio, la cocaina che gli procurava, pare, anche una cameriera altoatesina poi sparita nel nulla. Si disse che era una spia dei nazisti e che aveva il preciso compito di intontirlo. L’ipotesi non è inverosimile, visto che l’alleanza tra Mussolini e Hitler non gli era mai andata giù.





A dire il vero non gli era mai andato giù nemmeno Mussolini, che considerava volgare e troppo lontano dal proprio stile lo stesso dittatore, probabilmente, lo fece controllare dalle pattuglie armate che, ufficialmente, sovrintendevano alla sicurezza del Vittoriale.





Più nazionalista che fascista, convinto di essere uno de gli autentici padri della Patria, il Vate poteva essere un temibile concorrente per il Duce. Ernest Hemingway, nel 1923, scrisse che Mussolini era un bluff, il più grande bluff d’Europa, e che D’Annnunzio era l’unica vera alternativa possibile:
“Un Rodomonte vecchio e calvo, forse un po’ matto, ma profondamente sincero e divinamente coraggioso”.





Più che coraggioso, D’Annunzio si sentiva un vero eroe. Dal volo su Vienna all’avventura di Fiume, alla beffa di Buccari. Era un grande regista e un eccezionale promotore di se stesso: come dire, un sublime fanfarone.
Il Vittoriale è la Celebrazione anche di quest’epopea bellica e patriottica che fu tanta parte della sua vita: nel parco e nella casa, tra gli ulivi o vicino a calchi greci, ogni tanto spunta una mitragliatrice, un moschetto, un’elica, uno stemma della Grande Guerra. Persino una vera nave incastrata nella roccia e fusa col paesaggio. L’auto celebrazione, l’inno a se stesso “diventano” la casa, il giardino, le corti.





Le cose sono una continua, incessante, ossessionante ricerca di memoria. Chi li ha contati giura che nelle stanze del Vittoriale ci siano diecimila oggetti (novecento dei quali nel bagno), ma l’impressione è che siano infinitamente di più: sono 500 solo i cuscini. Bene, ciascuno è carico di un significato, o gravato di un simbolo, o contiene un motto, o ricorda un avvenimento. Tutto è elevato a racconto, a testimonianza. in un lugubre e solitario viaggio immaginario, lento, faticoso.





Al Vittoriale, che solo all’apparenza può sembrare un variopinto mercato delle pulci, Gabriele D’Annunzio dedicò gran parte della sua ispirazione senile; lo sviluppo e l’arricchimento della casa lo impegnarono talmente che le sue più grandi opere letterarie non nacquero qui. La sua arte divenne un’altra, e la spiega lui stesso:





"Non soltanto ogni stanza da me studiosamente composta, ma ogni oggetto da me scelto e raccolto fu sempre per me un modo di espressione, fu sempre pei me un modo di rivelazione spirituale, come uno dei miei poemi...".






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