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Saturday, May 05, 2012 - ore 09:11


Pelucchismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avete visto? E’ tornata la stagione dei pelucchi.
Lo dico con serenità perché non sono allergica. C’ho solo una piccola allergia alla parietaria (mi pare si chiami così, pensate un po’, non mi ricordo neanche come si chiama la mia unica allergia). Che poi non mi ricordo neanche quando viene fuori e non mi crea nemmeno tanti disagi, tipo fazzoletti starnuti e robe del genere.
Poi vabbeh, sono allergica all’amoxicillina, ma ormai il mio medico l’ha imparato. Se l’è scritto sull’agenda sotto la casellina col mio nomecognome, in stampatello rosso, e non rischio più di morire ogni volta che mi dà un antibiotico.



Ma stavamo parlando d’altro. La primavera quest’anno ci ha messo un po’ di più a venir fuori ma adesso è completa. Lo si capisce da piccoli ma importanti dettagli.

Le sciarpe ce le hanno addosso solo le donne perché è un accessorio fondamentale - e gli uomini delicati di salute o i dandy modaioli.
La sera c’è un sacco di gente che fa aperitivo.
Le borse diventano più piccole.
La roba in frigo scade molto prima.
Ci sono profumi bellissimi in giro per la città e la campagna, quando passi davanti a certi campi o certi archi di fiori.
Si beve meno vino rosso, più birra e spritzetti.
Una persona su dieci che incontri per strada è in dieta.
I commercianti si lamentano che sarà una stagione breve.

In particolare, per quanto riguarda me, l’arrivo della primavera determina ed è determinato da alcuni fattori:

Metto vestiti a fiori e calzini con le ciliegie.
Metto magliette con disegnati davanti i cartoni animati o le favole.
Le mie gambe hanno assunto una forma prevalentemente estiva.
Non ho ancora messo fiori in testa perché per quello è ancora prestino, ma stanno arrivando, giuro.
Ho un sacco di voglia di shopping.
Ho soprattutto perso il colore verdemorte dal viso e mi sto dilettando nello scoprire ogni giorno un segno diverso di sole sul mio corpo.

Ma soprattutto, in generale, sono tornati i pelucchi.
Pelucchi è una parola bellissima.

Oggi va così, perché ho poco tempo e volevo scrivere qualcosa per farmi passare questa cosa dalla testa. Invece non passa. Vabbeh, signori miei, volemosebbene.

Alla fine, io volevo solo scrivere dei pelucchi, il resto è venuto da solo. Brainstorming.

Per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo
Cirano


Cirano
Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’ amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito,
guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo,
per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano


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