STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Sunday, May 06, 2012 - ore 15:10
non è paura di cadere, ma voglia di volare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando sono diventata così meschina da invidiare la felicità degli altri?
Non ero mai andata a quella sagra sola. Mi ci ha spedito mia madre, forse perchè reagissi un po’, mi liberassi del peso dei ricordi.
Ho rivisto visi conosciuti.
Alcuni non mi hanno salutato o lo hanno fatto male. Forse perchè sanno tutto di me, o almeno ne sanno la loro versione, che -diciamolo pure- è molto più vivace e pepata dell realtà. Mannaggia a loro che non si accorgono di quanto sia in fin dei conti banale e noiosa.
Altri mi hanno salutata per interesse, per chiedermi favori, per farsi un po’ di c***i miei.
Altri ancora non mi hanno proprio vista. Ma io ho visto loro. C’era D. che finalmente ha trovato una morosa da portare a spasso felice. C’era E. che trascinava un moroso praticamente al guinzaglio. C’erano coppie anziane che si tenevano per mano e coppie più giovani che si stringevano sotto lo stesso ombrello.
In effetti pioveva.
E non mi son bagnata.
Sotto l’ombrello piccolo ci stavo larga, addirittura avanza spazio. Avrei preferito girare con una spalla fradicia a braccetto di qualcuno. Comunque nel frattempo pensavo.
Pensavo ad A. che si è sposata ieri e ha appena modificato lo status su fb. Pensavo alle foto in cui è taggata con l’abito bianco. Pensavo alla luce dei suoi occhi. Pensavo a quanto male devo essere presa se, invece di rallegrarmi, ho provato quell’invidia acida e subdola che ultimamente sento così spesso.
Poi pensavo, pensavo ancora.
Pensavo ai soldi spesi per leccarmi le ferite. Un nuovo completino intimo. Una nuova collana. Nuovi orecchini e braccialetto. Abbinamenti.
Pensavo che mi sono spogliata ancora. Con i vestiti addosso, mi sono spogliata nuovamente. Degli ultimi residui di difesa che rimanevano.
Spara a quell’anima che dicono non ho.
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