Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...
.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.
so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...
e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...
... oppure faccio porcherie come questa...
... o quest’altra...
Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, May 11, 2012 - ore 08:57
Respirismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ancora apnea, ma si comincia a respirare. Un pochino, dai. Almeno un pochino. Ma il grosso è ancora da fare. Si ricomincia. Coi libri, e poi a scrivere, e farsi venire l’angoscia. Però una piccola soddisfazione me la sono tolta. E sono una grande improvvisatrice. E voglio conoscere Federica Pellegrini. E si torna a Roma. Incrociando le dita.
Tante persone da ringraziare. Quasi tutte fatto.
Il teatro ha compiuto anche quest’anno il suo miracolo. Solo che quest’anno non mi ha trasformata in un personaggio. Bensì due, e tutti e due bellissimi. Tutto in me. Ancora mi sorprendo di cosa riesco a tirare fuori. Me li sono goduti, me li sono vissuti, me li sono tenuti stretti stretti dentro. Ho voluto bene a entrambe.
E anche qui tante persone da ringraziare. Quasi tutte fatto.
E poi cose che succedono, così, all’improvviso. Stelle, baratri.
Tipo che ieri mi è partito un freno della bici mentre correvo, un’altra volta. Credo sia almeno l’ottava o decima volta nell’ultimo anno e mezzo. O c’ho la sfiga incorporata, o non so andare in bicicletta.
E sono ingrassata di nuovo, e devo porre rimedio. Lestate è vicina. La odierò, lo so, ma almeno non vergognarsi di mettere il costume potrebbe aiutare.
Ci si arrabbia, si litiga, si scoprono un sacco di cose strane in questi giorni di maggio. Il mondo ti sfila davanti, chissà cos’aspettava a farlo. I pensieri che si affollano e non riesci a riordinare, o a dormire. Lavoro testa vita cuore amici lavoro esame casa testa vomito cuore pancia. Amici. Amica.
E pensi.
A quando vorresti dirlo, e non lo dici. E ce l’hai sulla punta della lingua, e non lo dici. E sai che sarebbe giusto, ma non lo dici. Perché sarebbe sbagliato. E non è un controsenso, è proprio così.
E allora non lo dici e basta, e te lo tieni dentro, anche se c’è il rischio di un’esplosione e pezzi di te tutto intorno al punto della detonazione. Che a volte è il cuore, a volte la testa. Lo scrivi, e non basta. Lo scrivi e lo cancelli, e nessuno legge. Come sulla sabbia.
Parlare, non parlare. Dire, non dire.
La cosa vera, quella giusta e quella sbagliata. Sono tre, le possibilità. E non è detto che quella vera sia quella giusta, o che quella sbagliata sia falsa. E’ strano, questo gioco delle probabilità.
La cosa vera, quella giusta, quella sbagliata. E a volte le confondo anch’io.
Foto di repertorio, Valestock 2004 - la Shaula clown Rivoglio il mio naso rosso. Quanto mi farebbe comodo adesso...
Ah, quasi dimenticavo. La canzone del giorno è questa. Che un collega ha detto che gli ricordavo questa canzone. E allora cantiamola.