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Telete, 41 anni
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LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento

HO VISTO

- la mia vita trovare un suo proprio equilibrio
- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

STO ASCOLTANDO

Il sommesso brusio dei miei pensieri...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Uno stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta, mischiando dal dark al bon ton, per piacermi sempre e comunque!

ORA VORREI TANTO...

- che il mio futuro si concretizzasse in tempi brevi
- un Moscow Mule
- un paio di Manolos

STO STUDIANDO...

Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Imperscrutabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Monday, May 21, 2012 - ore 18:34


ANIMULA VAGULA BLANDULA
(categoria: " Pensieri ")


Animula vagula blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos...

[Publio Elio Traiano Adriano]

Un maggio che pare novembre, pazzi assassini che mettono bombe nelle scuole, la terra che trema, lasciando migliaia di persone senza casa e distruggendo secoli di storia illustre...che avessero ragione i Maya? Il mondo, o almeno il mondo come lo conosciamo, sta finendo? Credo poco al fato e ritengo che l’uomo sia l’artefice della propria fortuna (o sfortuna, visto che in latino è vox media): direi quindi che è arrivato il tempo di meditare sulle conseguenze di alcune importanti scelte fatta nel merito e nel metodo e di invertire bruscamente la rotta...
Di mio, senza patemi o angosce, da qualche mese passo intere giornate da sola, confrontandomi con me stessa, con la precarietà che ormai è diventata il tratto significante della mia esistenza, e mi ritrovo a riflettere sul concreto e sull’astratto, a guardare alla realtà con occhi diversi, per certi versi nuovi, modulando e modificando le mie aspirazioni...

Tutto ci sfugge. Tutti. Anche noi stessi. [M. Yourcenaur, Taccuini di appunti]

Amara, ma realistica constatazione, fatta sabato mattina andando in giro per il centro del paesello gremito per la consueta manifestazione floreale primaverile, porgendo l’orecchio qui e lì a vari discorsi femminili, fatti da amiche o conoscenti: noi donne, tendenzialmente, per quanto colte, arrivate ed apparentemente appagate e sicure di noi stesse, non ci stimiamo, non sappiamo che valiamo per noi stesse, per quello che siamo e facciamo, non per quello che un uomo ci può dare o non dare... E’ tempo di finirla: non dico che mi renda felice la prospettiva di ritrovarmi senza qualcuno accanto, perché nessuno riesce completamente a bastarsi (condividere è componente fondamentale dell’essere umano), ma è pur vero che, arrivata a questo punto, mi riterrei soddisfatta se riuscissi ad impostare un rapporto su un pragmatico e pratico “part time verticale". E’ arrivato il momento di leggere Il secondo sesso di S. de Beauvoir...

(...) noi non ci stimiamo, portiamo dentro di noi ancora il retaggio del secondo sesso, del non contare in quanto femmine, della legge che ci discriminava, degli scienziati che trovavano il nostro cervello più leggero, il che ci faceva meno intelligenti; escluse da ogni professione, non potevamo guadagnarci da vivere se non come governanti o puttane, andavamo in galera se adultere, si veniva ammazzate per “onore”, il che rendeva l’assassino nel giusto, dipendevamo sempre da un uomo, padre, marito, anche fratello, morivamo a migliaia prima dei quarant’anni per i troppi parti o per infezioni da parto, non si era ammesse all’università, non c’era il diritto alla sessualità, ecc... [N. Aspesi, Questioni di cuore, Il venerdì di Repubblica, 18 maggio 2012]


Penso che avesse ragione S. Beckett, quando scriveva: "Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano"...che poi “pazzia” possa anche essere inteso come sinonimo di “personalità”, è un altro discorso...essere folle, per una donna, è indice di uno spiccato spirito di autoconservazione, di una presa di posizione forte che afferisce al suo voler difendere concretamente e senza mezze misure il suo essere.

Agire e pensare come tutti non è mai una garanzia e non è sempre una giustificazione. [M. Yourcenaur, Archivi del nord]

La sofferenza che si cagiona è l’ultima di cui ci si accorge.[M. Yourcenaur, Alexis]

Ormai ho accettato che ci sono molte, forse troppe domande, che, per loro propria ed intrinseca natura, non otterranno mai una risposta: quindi, conviene non stare nemmeno lì a perdere tempo a formularle...i mortali sono stupidi...l’onestà è spesso un lusso...ed il potere, così come pare essere stato facilmente conquistato, velocemente si perde...concordo con F. de La Rochefoucauld: "È più facile essere savi per gli altri che per se stessi"... Pur tuttavia, continuo a trovare nei libri un’ancora di salvezza nel mare d’incertezza che è la mia vita: stamattina, la sortita in libreria mi ha portato a scoprire K. Pancol ed I. Némirovsky, che mi faranno compagnia, assieme a J.-P. Sartre, M. Yourcenaur (che da qualche giorno è diventata, con le sue opere immortali, mia fedele compagna d’insonnia) e G. Zagrebelsky, durante le prossime notti...

Che cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? [M. Yourcenaur, Memorie di Adriano]

Il nostro errore più grave è quello di cercare di destare in ciascuno proprio quelle qualità che non possiede, trascurando di coltivare quelle che ha. [M. Yourcenaur, Memorie di Adriano]


Nero, nero-viola, nero-blu, nero-rosso, nero-grigio...ma la mia anima non è nera, non sono un vampiro o un altro fantomatico essere mitologico figlio delle tenebre, nonostante gli artigli affilati...semplicemente, l’umor nigrum prevale in me da sempre, portandomi velatamente ad essere triste anche nei momenti felice, facendomi prediligere il lutto alla festa, anche nel modo di apparire al mondo...non mi tange poi, se per alcuni la mia esteriorità risulta inquietante, se trovano inopportuni i miei pizzi e le mie trine, se vedono come macabri i miei eccentrici accessori: finalmente, dopo anni di compromessi ed un lungo lavoro su me stessa, quel che appare è quel che è e per nulla (e nessuno) al mondo snaturerò più quel che sono...


La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. [D. Hume]

Ci sono in ogni epoca degli individui che non pensano come tutti, cioè che non pensano come coloro che non pensano affatto. [M. Yourcenaur, Archivi del nord]


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