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Monday, May 28, 2012 - ore 09:34


Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri ho passato un pomeriggio intero con la Fede, e mi ha fatto bene. Mi apre gli occhi con una violenza dolcissima, solo lei sa usare quelle parole che mi fanno luce nella testa.
Mi ha voluto truccare, ieri (anche se mi sono dovuta togliere tutto perché mi dava fastidio). E mi ha detto che sono bellissima. E a lei credo, perché quando sono sfatta me lo dice, e se qualcosa non mi sta bene me lo dice. E quando mi guarda e mi sorride e mi dice sei bellissima io le credo.
Poi siamo andate in città. Abbiamo camminato tantissimo. E abbiamo parlato, ascoltato, riso ancora di più. E a volte, se non ci fosse lei, non so dove sarei.
Però la Fede non può rispondere a tutte le domande. E io non so dove trovare le risposte.



E poi sono andata al cinema, da sola, che lei aveva da fare. L’avevo annunciato, qui, nel penultimo post, sono andata a vedere “Molto forte, incredibilmente vicino”, spettacolo delle 19.50 a Silea. Non ci credevo molto, invece ho mantenuto la parola, una volta tanto.
E’ riuscito a farmi riflettere perfino un film. A volte piccoli messaggi arrivano da dove meno te lo aspetti. E dove vorresti sentirli, non li senti mai. La vita è strana.

Accanto a me, al cinema, c’erano due signore stronze. Una, durante l’intervallo, si è lamentata che il film annunciava Tom Hanks in locandina, ma lui aveva una parte piccolissima e poi moriva. “È un film truffaldino” ha detto alla sua amica. E l’altra, che evidentemente reputava la prima un’intenditrice di cinema, le dava ragione a monosillabi, senza argomentare. Avrei voluto sputarle in faccia. Ma non l’ho fatto perché sono una signorina per bene.

Dare un giudizio oggi mi è difficile, devo metabolizzarlo. Però posso dirvi due cose: prima, non è bello come il libro (e non poteva esserlo), seconda, nulla di entusiasmante, a volte troppo didascalico, si sono persi passaggi importanti. Il più bravo sulla scena è il nonno, e non parla mai (sì vabbeh, dite voi, è Max vox Sydow, c’era da aspettarselo).



E mi sono convinta che dovrei parlare così anch’io.

Se il voto sarà sufficiente è solo perché ho amato il romanzo, e perché la storia è splendida e tristissima. Ma la trasposizione cinematografica non è definibile un gran successo. Se dovessi consigliarlo, ecco, temo che direi di no. Non lo consiglio.
A meno che non siate curiosi di sapere come hanno riproposto il libro, com’ero io, e allora è un’altra storia. Oskar non mi è piaciuto, ci sono delle scene in cui l’hanno appesantito senza motivo. E hanno approfondito poco le storie dei signori Black, che erano bellissime, e quella di Thomas e della nonna. E il finale, insomma, buttato lì e troppo patetico. Ma non in senso dispreggiativo, chiariamoci, ma fatto proprio per farti scendere la lacrima che non scattava per le precedenti due ore, mentre il libro non fa piangere ma commuove per quattrocento pagine. Quell’altalena, il salto. Insomma, dai.

C’era un trailer, prima del film. E a un certo punto diceva “le bambine adorano le favole”. E sono stata lì a pensare.
Alle bambine non dovrebbero mai leggere le favole, perché poi finisce che ci credono. Che chi fa le cose giuste poi è felice, e se ti comporti bene ottieni sempre quello che vuoi.
Non è vero. Mai.

Alla fine non chiedo molto. Solo sì o no.





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