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Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Thursday, May 31, 2012 - ore 09:36


Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una volta, per tranquillizzare quella pia donna di mia nonna (che ogni tanto c’ha i suoi alti e bassi) le ho detto che "Dio non ci dà quello che non siamo in grado di sopportare". Gliel’avevo detto perché nella sua condizione era una gran bella cosa da dire, non stava bene né dentro né fuori e aveva bisogno di sentirsi dire qualcosa, e io sapevo cosa voleva. Sapevo cosa le serviva.
Così gliel’ho detta, e lei ha sorriso, ha ritrovato un po’ di pace. E poi le ho riportato questa frase, che non ricordo nemmeno dove l’avevo trovata, se libri o film o roba simile, né quanti anni prima, ma mi sembrava la degna conclusione, quasi nobile, del discorso perfetto che avevo appena proferito. E di nuovo avevo colpito nel segno, perché le aveva fatto un sacco piacere sentire quelle parole: non solo l’avevano rincuorata, ma quella satanista di sua nipote, che non va a messa neanche a Natale e osa dire cose che le ragazze per bene non dicono, citava invece Iddio ed era un traguardo non indifferente. E poi quella sera aveva di nuovo parlato col Signore sentendosi subito molto più leggera (la nonna, non la nipote).

Solo che adesso è diventata una frase sua (della nonna) perché quello che dico io per lei è al livello del Vangelo, quello vero, e mi cita. E me l’ha già ridetta, qualche anno fa, sta cosa. Da un certo punto di vista mi fa piacere, perché lei a queste cose poi finisce col crederci e le prende come assiomi, ne fa veri stili di vita, diventa martire degli altri pur di dare senso a una frase che le piace. Dall’altro mi carica di responsabilità che non vorrei, perché la nonna è un fenomeno, è vero, ma ogni tanto calca la mano e bisogna arginarla.

Ecco, stamattina pensavo per conto mio, mentre mi rigiravo nel letto, agitata e insonne, a quello che mi succede intorno. E dai cassettini della memoria è spuntata questa citazione. Non chiedetemi perché, io pensavo solo a come sopportare, e la sciarada ha portato a questa frase della nonna.




Queste sono la mamma e la nonna nel 2007. La nonna adesso ha i capelli bianchi, la mamma castani chiari. Ma bisogna guardare gli occhi, gli occhi dicono tutto.


Improvvisare una citazione di mia nonna, la visionaria timorata di Dio, in questo momento, e per di più una citazione di ambito celeste, rende bene il mio stato d’animo.
Sopprimetemi. Fate qualcosa.


E ho rispolverato Edoardo Bennato, che ogni tanto una perla la cava fuori.

Un giorno credi

Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli
e devi cominciare da zero

Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici
come tre anni fa

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura, ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più

Sei testardo, questo è sicuro
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi

Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e vai incontro al tuo giorno
non tornar sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante

Mentre tu sei l’assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadende
raccontare a tutta la gente
del suo falso incidente





Questa foto, che userò per chiudere un post su Dio, si chiama "Albi prendi due cicche", la metto perché è ho addosso la maglia della Ari (promemoria: portare il regalo alla Ari, sono passate due settimane) e gli orecchini della Fede, ed è stata scattata dal mio collega A.Belt. che è una tanto brava persona, mentre stavamo tirando su il terremoto, io con le scuole, lui coi vvff. E mi scrocca le sigarette. Ma io gli voglio bene lo stesso.



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