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Thursday, May 31, 2012 - ore 21:57
La bruttezza sta negli occhi di chi guarda
(categoria: " Vita Quotidiana ")
by Umberto La Sorda
Provo profonda tristezza, a volte, nel trovare commenti poco lusinghieri sulle foto macro di carattere entomologico. Certo, questa tristezza non è data dal commento sulla qualità tecnica o compositiva dello scatto, ma dalla “profondità” del suddetto. Ovviamente ci sono numerose variabili da considerare, concernenti il gusto, l’estetica o l’etica. Ma non nego che commenti del tipo: “Ma che schifo!”, oppure: “Foto bella ma soggetto orrido”, mi fanno letteralmente cadere le braccia, sopratutto se provengono da quelle persone che si professano messaggere in Terra del più fervente naturalismo sociale e associativo. Che un ragno notevolmente ingrandito possa risultare inquietante per una fanciulla abituata al massimo a frequentare il “Percorso Natura” con il Chiwawa incappottato al guinzaglio, è pressochè scontato, e di certo non pretendo che accarezzi una Migale Africana come farebbe con un gattino. Ma riflettiamo un istante: come si fa a dichararsi amanti della Natura, e chattare su facebook con una mano e con l’altra prendere a ciabattate furiose quella povera ape entrata in casa? A me sembra un leggero controsenso, non trovate? Gli impulsi primordiali, le fobie, hanno di sicuro il loro ruolo ( per questo esistono patologie cliniche ben documentate) come ad esempio l’aracnofobia, ma come è possibile non controllarsi guardando una semplice foto? Sono sicuro che in talune circostanze il fattore educativo – familiare sia il principale “imputato”. Per quanto mi riguarda, nella vita si impara continuamente, e come ci si destreggia nell’uso dell’ultimo supertelefonino tecnologicissimo, si può imparare a contenere determinati atteggiamenti. Qualcuno di sicuro griderà allo scandalo leggendo il termine “fattore educativo”, eppure l’ho scritto consapevolmente e non me ne vergongo affatto. Se le persone in questione avessero letto qualcosa nella loro vita che non fosse Novella 5000, o magari non fossero rimaste troppo tempo incollate alla TV guardando Grande Fratello, saprebbero di sicuro che di tutte le specie presenti sulla nostra amata Terra, il 75% è costituito da invertebrati ed artropodi. Si stima che sono oltre 4 milioni le specie ancora sconosciute. Gli insetti sono il gruppo che ha avuto più successo in termini di adattamento e sopravvivenza nei millenni, ed è proprio questa mega-massa vivente che ci ha consentito di vivere sulla Terra. Già sento le voci: ” ADDIRITTURAAA, ma che dice questo?!?!” . Sì: i benefici per noi umani sono innumerevoli e neanche facilmente calcolabili, ma possiamo comunque parlare dei più comuni. Al primo posto troviamo sicuramente gli utili derivati da prodotti quali miele, cera, seta, oli, coloranti e medicine. La ricerca genetica spesso si serve di artropodi per i propri studi, ed un certo Charles W. Woodworth ha utilizzato Drosophile (moscerini dell’aceto) per capire i meccanismi dell’ereditiarietà, estendendo di fatto gli studi di Mendel. Ricerche che sono alla base di tutta la moderna ricerca medica, sopratutto di quelle malattie che tanto ci stanno a cuore come il morbo di Alzaimer o la Sclerosi multipla. Se vi è cibo, lo dobbiamo ai nostri odiati artropodi, che nella loro instancabile attività operano meccanismi vitali come l’impollinazione. Senza di loro l’80% della vegetazione morirebbe nel giro di pochissimi anni e le conseguenze per tutti noi sarebbero disastrose. Senza gli insetti, saremmo sommersi da malattie e pattume, e l’aria diverrebbe irrespirabile e pestilenziale. Esistono alcune specie detrivore che, infatti, non fanno altro che eliminare prima della marcescenza sostanze animali e vegetali di scarto, limitando di fatto la proliferazione di germi pericolosi. Basta pensare ad un bosco per capire quanto è efficiente questo meraviglioso esercito. Quando un albero cade, viene subito attaccato da funghi ed insetti, consentendone il disfacimento naturale, e donando poi alla terra, le sostanze nutritive che consentiranno la germinazione di nuove piante ed il conseguente rinnovo ciclico. Meraviglioso, non trovate? Vi piace osservare il torrente di montagna che scorre con le sue fresche acque limpide e le sue trote giuzzanti? Secondo voi, cosa mangiano le trote? Si nutrono principalmente di insetti e macroinvertebrati aquatici e senza questi …niente trote. Tutto ciò che c’è al mondo dipende da loro: gli uccelli ad esempio sono perlopiù insettivori. La graziosa e primaverile rondine ha bisogno di circa 2000 insetti al giorno per vivere e procreare, e lo stesso vale per i pipistrelli. Gli insetti sono cibo essenziale per gli anfibi e per varie specie di rettili. Come non citare gli artropodi predatori di altri artropodi, come ad esempio le mantidi ed i ragni: senza di essi i campi sarebbero ancor più infestati di insetti dannosi. Si è appurato che nelle coltivazioni dove sono presenti ragni lupo, le popolazioni di cavallette sono drasticamante diminuite. Per non parlare poi dello sfruttamento nella lotta biologica: é bello mangiare ortaggi quasi privi di chimica grazie agli insetti, no? Il ruolo fondamentale degli artropodi consiste nel mantenere intatto l’equilibrio di tutto l’ecosistema terrestre. Che piaccia o no, sono loro che consentono a questo essere umano così distratto una vita molto più semplice.
Ricordatelo anche tu, signorina, soprattutto quando la mattina fai colazione con i Corn Flakes al miele, e che prima di uscire con il Chiwawa metti l’ombretto ceruleo: sappi che molto probabilmente è fatto con elitre di coleotteri! 
picture by dragonfly
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