
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64134 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, June 12, 2012 - ore 09:26
Lovvismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi il post sarà molto breve perché vi faccio una comunicazione di servizio.
Sì, come qualcuno di voi ben ricorda sono una persona molto intollerante e ci sono delle cose che riescono a mandarmi su tutte le furie in un mezzo secondo. Di recente ho sviluppato una nuova intolleranza. Sento un sacco di persone concludere conversazioni o rivolgersi ad amici e non con “ti lovvo”. Ecco, credo che sia una delle cose più oscene, ridicole e imbecilli che io abbia mai sentito. “Ti lovvo”. Voce del verbo “lovvare”. Verbo che non esiste.
Gente della mia età, gente della mia età! Iincredibile. Inaccettabile. E non lo usano per scherzo: se lo scrivono negli sms, se lo dicono al telefono. Non me lo sto inventando, li ho sentiti io.
Se vuoi bene a una persona glielo dici. Se la ami glielo dici. E glielo dici nel modo in cui ti può capire meglio, ovvero la vostra lingua. “Ti lovvo” non vuol dire niente, non è simpatico, non fa ridere, non crea nessun tipo di emozione viva. E non vuol dire niente perché non esiste. Quindi, abolitelo per il bene della civiltà occidentale.
Ci vuole più coraggio, dico io. Questi sono solo giri di parole per non esprimersi davvero fino in fondo, per non tirare fuori le parole. Oppure semplicemente una storpiatura di una lingua bellissima e piena di sfumature che potrebbero essere utilizzate per rendere con maggiore chiarezza il concetto di “Ti lovvo”.
Quanto bello è dire a un amico “ti voglio bene”? Dire: “Ti amo”. Cose del genere. Le farfalle nello stomaco.
È come la storia degli abbracci, la
Free hugs therapy. Bravi tutti a scriverci i messaggini con “tanti abbracci” alla fine. Ma poi lo fate? O vi “Huggate”? Io lo faccio, e chisseneciava se mi guardano male. Labbraccio è una cosa favolosa.
La stessa cosa è con le parole. Se vuoi bene a qualcuno, se sei innamorato, se lo ami, se gli sei affezionato: sono tutte sfumature. E per ognuna ci sono le parole giuste che vanno pronunciate con convinzione, scelte con attenzione.
Mi viene in mente la Elena di Fossalta: al moroso che dopo mesi di relazione le diceva ancora sempre "Ti voglio bene" un giorno rispose "sì, anchio voglio bene al mio cane". Si sono lasciati dopo poco. Lei ora ha un bellissimo bambino e aspetta una femminuccia. Con un altro.
“Ti lovvo” non vuol dire niente. È una circonlocuzione fastidiosa, e io d’ora in poi correggerò verbalmente, con astio e tentando di mettere in feroce imbarazzo chiunque usi “ti lovvo”.
È come il caffè decaffeinato. Vuoi un caffè? Bevi un caffè. Hai la gastrite? O te lo bevi una volta al mese per intima soddisfazione, o ti bevi un bicchiere d’acqua. Il decaffeinato non esiste. Ha la negazione davanti. Caffè non-caffè = semplicemente non caffè.
Vi ho già parlato della mia teoria secondo cui il caffè decaffeinato non esiste, vero? È la mia personale battaglia del ventunesimo secolo: abolire questo abominio.
Non puoi bere un caffè? Ti prendi un orzo (e non lo chiami caffè d’orzo, per favore), un te caldo, una camomilla, un succo di frutta.
Il caffè decaffeinato non esiste: se non ha la caffeina non è caffè. Se è un de-caffè, non è caffè. Come la birra analcolica. Scrivi: bevanda al sapore di birra. Ma non chiamarla birra, la birra è alcolica. Se non la puoi bere ti prendi una coca. La birra non si beve mica solo per il gusto. Anche perché, porca miseria, l’analcolica ha un sapore diverso.
E se non vuoi caffè ti bevi un’altra roba.

Alla fine sono dettagli, sfumature. E’ come per i colori: vanno saputi abbinare.
Alla fine, vedete, è tutta questione di buon gusto. E io ce l’ho.
LEGGI I COMMENTI (9)
PERMALINK