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Monday, August 30, 2004 - ore 15:06


Serenissima
(categoria: " Viaggi ")


Sabo so nda Venessia.

Non so se un giorno smetterà di affascinarmi, se vivendoci dovesse sembrarmi ripetitiva. Se un giorno la magia dovesse finire, nel momento in cui girando un angolo sapessi già prima cosa c'è dietro; se non mi dovesse più capitare di cercare una chiesa guardando al di là delle Fondamenta camminando per mezz'ora senza nemmeno immaginare che ce l'ho dietro la schiena; se, percorrendo Rialto, non dovessi più rendermi conto che l'ho preso dalla parte opposta a quella in cui pensavo di essere (oddio questa magari sì)

Probabilmente al mio spirito di studentessa umanistica fa bene scoprire ogni tanto un campiello nascosto, una ringhiera gotica dentro un atrio buio, la luna grande e bassa che illumina la Giudecca. Capitare in un campo non sai bene come e trovarci uno spettacolo di commedia dell'arte. Sbucare da un angolo e finire in un lungolaguna con tanto di panchine e chioschi assolutamente normali. O stiparsi dietro una finestra aperta con un'altra mezza dozzina di sconosciuti ad ascoltare un concerto barocco a scrocco (notare la rima baciata)

Forse vivendoci l'incanto finirebbe: mi troverei a saper dare indicazioni giuste a un turista, e a non dargliele perché nessun veneziano lo farebbe mai. A non aver necessità di una macchina. A voler bene ai piccioni. Bbbbbrrrrrrrr.

Ma saperla sempre a portata di mano è un sollievo al piattume che ogni tanto Padova emana. Finché non saprò dove si sbuca girando in una calle, saprò sempre dove andare.

(se qualche simpatico umorista sta pensando di chiedermi dov'è il Portello, sappia che per punizione dovrà offrirmi un pranzo all'Aggujaro)

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