
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, July 05, 2012 - ore 20:39
Sfighismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fuori uno. La cena di stasera è saltata. Come nella migliore delle tradizioni. Ve l’ho raccontata l’unica volta che ho vinto qualcosa a una lotteria e non ho potuto ritirare il premio? Magari il prossimo post lo faccio su questo. L’ho raccontato alla Betta l’altra sera, che siamo andate alla Festa dea Sardea. Ha riso tanto. E ha detto che sono parecchio sfigata.
E insomma, alla fine ce ne restiamo a casetta. Non ce l’ho fatta a finire per tempo e amen, ciao ciao cena a Conegliano. Alla fine è stata una scelta mia, ho deciso di mettere davanti il lavoro, non mi sono voluta sottrarre a una commissione del menga in Comune. Mi assumo le mie responsabilità. Ma era mia, non la volevo lasciare. E ognuno ha quel che si merita. Io ho la commissione, gli altri hanno la cena.
Oh, se non altro ho risparmiato su autostrada e benzina. Fate due conti, mica monetine.
Solo riflettevo sulla mia condizione di donna degli anni Duemila. Non è che sia proprio tutto rose e fiori. Poi uno dice l’emancipazione. Eh, ma a che prezzo...
Se tanto mi dà tanto domani sera niente Padova, e allora ne vedremo delle belle. Tutto il mio programma fighissimo va a farsi benedire. Devo studiare fin da subito un’alternativa. E trovare qualcosa da fare stasera, ovviamente, che se resto a casa mi deprimo.
Ho un’idea, brevetto la mia sfiga e la metto a disposizione dei dittatori di tutto il mondo come arma di distruzione di massa. Secondo me faccio affari.
Devo solo trovare lo slogan giusto, una pubblicità ad effetto.
Ma non sono un granché come pubblicitaria. Sono più da narrativa che da frasi brevi e concise. Io che un libro di trenta pagine lo riassumo in quaranta.
Facciamo così, mi metto il vestito figo di stasera e i tacchi alti per andare a camminare in giro per il paese. Così, a cazzo. Solo per vedere l’effetto che fa.
Se non fossero già chiusi i supermercati andrei anche a comprarmi il mascarpone. E invece.
Ma visto che ci siamo vi allieto con delle foto che ho trovato in un vecchio pc che avevo lasciato in redazione anni fa, da usare come ultima risorsa in caso di guerra nucleare.
Se la memoria non mi inganna, sono state scattate nel 2003. E tutte con i cellulari. Io il mio primo cellulare con le foto lho avuto a gennaio di questanno, vedete voi.

Questa l’ha fatta Steven, il primo dei miei amici ad avere un cellulare con le foto. Con le foto!! E fotografava tutti di nascosto. In questa foto sono in biblioteca, come si può ben immaginare, e sto pensando a quello che sto studiando. E forse non mi piace moltissimo.

Questa l’ha fatta Edo. Gli avevo chiesto di farmi una foto simpatica da mettere nel profilo di spritz.it, e mi ha fatto questa. In testa ho la mia molletta preferita dell’epoca. Maury la chiamava "il mangiadatteri". L’avevo trovata da bambina come omaggio in un giornalino. Rimestando nei cassetti me l’ero trovata fra le mani ormai ventenne, e mi era piaciuta. Tutti la odiavano.

Questa mi pare l’avesse fatta Gabri, detto Iccri. Siamo al bar in una delle pause biblioteca. Mi piaceva perché sembrava che la mia faccia fosse il contorno del naso.
Alla fine sono uguale a oggi. Solo che oggi ho più rughe.
Ma ho la stessa faccia spiritosa e lo stesso sorriso. E ho ancora sempre i capelli legati, non mi trucco, amo il rosa e le mollette coi fiori.
Poi dicono che una a trent’anni cambia. Macché.
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