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HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Monday, July 23, 2012 - ore 14:13


Eracleismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giorno #1

Il movimento salviamo le cabine



Zio: allora come va il lavoro
Io: bene
Zio: è sempre lo stesso?
Io: sì
Zio: coi cavalli?
Io: no, zio...
Zio: sì, tu lavori coi cavalli...
Io: dici l’ippodromo?
Zio: sì, i cavalli
Io: adesso faccio la giornalista...
Zio: all’ippodromo?
Io: …

Bambine di dieci anni che, sul muretto della spiaggia, vendono braccialettini trovati nelle patatine. Io sorrido, loro mi guardano con freddezza, “compra o smamma” leggo nei loro occhi. E lì, l’illuminazione. “Lo fate lo scontrino, signorine?”. La folle idea di mandare la finanza. Poi chiamare la Alice, ho un pezzo favoloso su Venezia, secondo me fai il botto, adesso ti spiego. E diventare in pochi minuti la donna più odiata di Eraclea e forse d’Italia. Far punire bambine impertinenti.

Granita all’anguria





Eraclea e la legalità



Perdere un pacchetto di sigarette appena aperto. Tornare a casa con la convinzione di averne ancora una in quello vecchio. Non averla. Essere troppo signorina per bestemmiare.

Frenzen, Libertà: gran libro

Giorno #2

Padova, per lavoro. Capita, a volte anche le ferie hanno le loro incognite.

A: Ciao, cosa sei venuta a fare a Padova?
S: A prendermi una copia gratuita del giornale, a Eraclea l’edizione di Treviso non si trova.

Bambina tedesca che si ferma di fianco a me, comincia a raccontarmi un sacco di cose, ma davvero un sacco, guardando il mare all’orizzonte. Io la guardo, con tenerezza. Lei non si accorge di niente e continua a parlare. Poi alza la testa, mi fissa, e fa la classica faccia dei bambini che ricevono una grossissima sorpresa, con la bocca spalancata ad A, e corre via ridendo. Volevo ringraziarla, non me l’ha lasciato fare. Era una cosa bellissima.

Sono abbastanza abbronzata. Perfino le gambe, quest’anno. Era un pezzo che non riuscivo a scurirle. Una buona notizia ogni tanto, in questo mare di sfiga.

Però il mio costume nuovo mi sta da dio.



Questa foto si chiama l’Ombra lunga

Cenare da Luigi è sempre una garanzia di qualità. Torre di Fine, ristorante anni Settanta. Ci vado da quando sono nata. Stesso titolare, che sta dietro il bancone dei liquori. Stessa caposala, la Anna. Stessi camerieri, erano ragazze e ora sono mamme. Stessa cuoca, la Maria, e adesso anche suo figlio (suo di Luigi), che prima era in sala e aveva trent’anni e ora è senza capelli e sta in cucina. E prendere sempre la stessa cosa, come se rinunciare fosse dimenticare. Ma finché c’è la Maria in cucina io continuo a prenderli. Quando non ci sarà più lei, allora potrò cambiare.

Giorno #3

Il letto dei miei comincia a darmi seri problemi alla schiena. Mi pare di dormire su un’amaca.

Mamme fighe in spiaggia. Confronto impietoso con la sottoscritta. Inizio a sentirmi vagamente fuori forma.

Ho scoperto perché in costume ho solo foto di schiena. Nelle foto prese da davanti vengo malissimo.

Il pezzo di oggi di Brambilla sulla Stampa sarebbe da incorniciare, se avessi un ufficio me lo appenderei dietro al computer. Le prime dieci righe sono oro. Ma è tutto una perla, fra Minetti, Pirellone, varie ed eventuali. (E la categoria si interroghi).

Sono le cose piccole che ti rendono una persona felice. Una foglia sull’acqua. E chissà da dove arriva. Cosa ci fa nel mare. E dove va. Buon viaggio.



Amichetti maschi arrivati alle 21. Aperitivo, pizza. La cameriera che si porta via i bicchieri.
Amichetta femmina arrivata alle 23. Doppio giro di mohito al bar sulla spiaggia. Il resto non ve lo racconto, che se non c’eravate non fa ridere.



Nanne con Alice sul lettone. Buonanotte.

Giorno #4

Sveglia dopo 5 ore di sonno fatto un po’ così. Colazione con gli occhiali da sole. Sì, con gli occhiali da sole. Quattro persone mi guardano. Capiscono. Lo farebbero anche loro, secondo me, solo che io sono l’unica che si umilia.



Mare. Spiaggia. Reparto grandi ustionati arrivo. Ma mi sono messa la crema (il quarto giorno, sono diventata grande).





Giocare a pallavolo in acqua (siamo un po’ più impediti di quando eravamo giovani). “Luca perde subito perché ha il nome più corto”. Ridere fino al mal di pancia. Sì.
L’Aiole. La gara di bellezze in spiaggia. La biondona con il costume di paillettes.





Cena a Cortellazzo, al Gambero, con Sabi e Seba. Che bon. E ci abbiamo dato dentro.

Giorno #5

I canti del ritorno. Fare le pulizie. Lasciare una casa decente ai miei. Ordine del giorno.

In questi giorni ho mangiato troppo. E ho bevuto tanto. Devo mettermi una settimana in ramadan anch’io, e mangiare solo frutta e verdura. Più verdura, magari, che la frutta è tutta zuccheri.

Niente spiaggia l’ultimo giorno, ogni persona deve sapere quando fermarsi. Scura sono scura, sole ne ho preso, bagnetti ne ho fatto. Meglio non esagerare.

Maledetto Frenzen. Mi sta fregando. Libro troppo lungo. Io voglio sapere come finisce, e lo voglio sapere adesso. Si amano, di sicuro. Ma chi? Patty e Walter? Patty e Richard? Joey e Connie? Libri così belli dovrebbero essere più corti. Ok il piacere di leggere, e fare amicizia con tutti i protagonisti, e la bellezza delle parole che usa. Ma dopo un po’ basta. Io voglio sapere.


*************************


Questi sono gli appunti che avevo preso durante le ferie.
Non li ho neanche rimessi in ordine, alla fine va bene così. Ho aggiunto le foto, contributo necessario in taluni casi.

E insomma, se acabò.

Le ferie (ferie?) sono finite. E si ricomincia.



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