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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Wednesday, July 25, 2012 - ore 23:46 ri-abbracci. Trovarti a Piazza Garibaldi. I postumi di una serata di lavoro. Il modo che hai. Di porgere il bicchiere. Di parlare di Frank Zappa o di raccontarmi che manca il simbolo della bilancia sulla torre dell’orologio. (Non c’era giustizia, pensava lo scultore che non veniva pagato.) Io resto a guardarti, Chet. Mi chiedo dove lo trovi il fiato. Quel modo quasi familiare di abbassare la voce e rispettare la prossemica e ridere con i capelli arruffati. E poi trascinarmi al ventitre. E ritrovarsi alla Feltrinelli, su e giù per le scale, o a segnare con le dita strade immaginarie sulla mappa della Despar. E’ dolce la tua compagnia. Senza sforzo e senza ansie. Così come quella volta che hanno bendato Thomas e tu gli hai fatto toccare il muro, le tende, sentire il caldo dello spiraglio di sole che entrava dalla finestra. Con la calma dei tuoi gesti, facciamo pomeriggio sulle panchine vicino al Liviano ad indovinare cosa turba la gente. Poi suono al campanello di casa tua, e mi vieni ad aprire smagrita e con i capelli che dopo la chemio crescono solo ricci. Non parliamo così da tanto. Da uno di quei pomeriggi che scrivevamo sui muri di camera tua com’era avere sedici anni. Ma anche se lo intendo, quel buco vicino al cuore che ti hanno fatto, non riesco a guardarlo. Non riesco a dirti come sto. Accarezzo il tuo gatto che ci tiene compagnia. Penso che è l’ennesima volta che ci ritroviamo. E questa volta il mio nome l’hai fatto tu, mentre ti risvegliavi dall’anestesia. Giulio dice "ali" nei live di Hanabel. Cresceremo diritte, Emily, come i tuoi capelli di un tempo. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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