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![]() ZorroBobo, 30 anni spritzino di San Francisco CHE FACCIO? Aiuto...Produco... Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO l’elenco del telefono HO VISTO tante cose STO ASCOLTANDO parecchio ABBIGLIAMENTO del GIORNO mutande ORA VORREI TANTO... tanto... STO STUDIANDO... tutto OGGI IL MIO UMORE E'... si ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) e se fuggissi via lontano? 2) Dimenticare 3) essere convinti d dare tanto a una persona e poi scoprire che in realtà nn gli hai lasciato nulla.... MERAVIGLIE 1) che l'inter vince lo scudeto 2) Riscoprire vecchie amicizie quando meno te l'aspetti... 3) Vedere qualcuno che ride, sapendo che ride PER TE e non DI TE. |
Monday, December 03, 2012 - ore 23:09 Happy Thanksgiving Day!!! La mia generazione (probabilmente anche quelle prima e dopo, ma non ne ho la certezza...) è nata e cresciuta con il sogno americano. Troppi film e telefilm c’hanno inculcato nella testa immagini lontane anni luce dal nostro quotidiano... la colazione alla tavola calda con caffè nero e bacon croccante. le mega università bellissime. donnoni biondi e fighetti dalle acconciature impeccabili. locali con jukebox tavoli da biliardo fumo e baristi comprensivi che ascoltano i tuoi problemi. spiagge da sogno (come direbbe Briatore) cn bagnanti da sogno. e poi c’erano sempre le puntate natalizie, quella di halloween e soprattutto, la puntata del Thanksgiving, l’unica che noi europei non potremmo mai copiare. E ora, finalmente, eccomi a raccontare la mia puntata del Thanksgiving! Cominciamo col dire che la maggior parte delle persone passa questa festa con la famiglia. in questo caso, c’è stato un lung ponte che ha permesso a studenti e lavoratori di migrare alle rispettive basi di provenienza. Il che, a San Francisco, corrisponde a due cose: tutto il centro abitativo della città si svuota (la maggior parte delle persone che abitano nella zona più vicina al centro infatti viene sicuramente da un’altra regione o, minimo, un’altra città...) mentre le strade si riempiono di turisti e le periferie si intasano di traffico (figli che tornano dalle madri rimaste nei sobborghi della città. o messicani che raggiungono i parenti "americani" per le feste...) Essendo nuovo e non conoscendo ancora molte persone, rischio di restare "a fette" e perdermi il vero spirito del ringraziamento. Invece, ancora una volta il buon Ed mi viene in aiuto e mi invita ad una cena a casa di un’amica. a Santa Cruz (circa 100km a sud di SF). Non vedo proprio come potrei rifiutare! Partiamo verso l’ora di pranzo, senza mangiare nulla. prendiamo "l’autostrada" in direzione opposta alle lunghissime code dirette a SF. code del genere non le vedevo da anni! Roba apocalittica da Indipendence Day. Cmq, non è un nostro problema. maciniamo chilometri parlando del più e del meno. devo esser sincero, ero un po preoccupato per sta cosa perchè un conto è uscire e trovarsi con più persone (i dialoghi son corti e infammezati) un altro è stare nella stesso posto per ore con la stessa persona. Non mi mancano gli argomenti di conversazione, ma le parole in inglese a volte (spesso direi) si! Eppure, è andata benone direi, potrei esser quasi pronto per fare lo stesso con una sconosciuta (dicesi appuntamento...) Ad ogni modo, dopo un cambio di paesaggio (dalle case basse e i palazzi del centro di Sf, agli alberi e le villette di Santa Cruz) e di temperatura (dal caldo al fresco pungente) Eccoci pronti per iniziare i festeggiamenti. La casa è una villetta come tante altre, ben arredata, cucina media, soggiorno immenso, camerette enormi, giardino sul retro con tavolino, postazione BBQ e spazio adibito per il falò. La padrona di casa è un donnone biondo molto dolce e gentile. non solo ospiterà tutti ma sta pure preparando la cena e ci propone di restare per la notte. Da quel che racconta si capisce che ci tiene molto a questa festa e cercadi mantenere quelle tradizioni che era solita avere con la famiglia (sembra molto legata alla figura del padre, che torna molto spesso nei suoi racconti...probabilmente è "passato a miglior vita" da poco... meglio non chiedere...) il resto della compagnia è molto tranquillo, composto principalmente da donne, tutte più grandi di me, e da una coppia (che nel dopo cena ci abbandonerà per festeggiare a dovere lungo la spiaggia...) iniziamo a mangiare gli antipasti verso le tre e mezza del pomeriggio. si, sarà una giornata lunga e prelibata. bottiglie di vino abbondano (gli ospiti han portato solo alcohol, tutto il cibo viene offerto e cucinato dalla padrona di casa...) e presto si capisce che fermarsi a dormire per la notte è la cosa migliore per tutti. (cosa resa ancora più eplicita quando dopo cena appaiono una ventina di bottiglie con tutti i tipi di super alcolici immaginabili...) Non ricordo nemmeno uno dei nomi delle pietanze squisite che ho mangiato (ricordo chiaramente la mancanza delle sweet potates), anche se il pezzo forte è stato, ovviamente, Il Tacchino! cucinato senza ripieno e tagliato dalla padrona di casa non prima di un brindisi (niente preghiera, rimango un po deluso. non perchè sia un fervente cattolico, ma perchè succede sempre nei film!). il numero di contorni è incalcolabile. piatti e zuppiere passano di mano in mano tra i commensali. la cena dura ore e il tasso alcolico scioglie le lingue. si inizia a parlare del passato e del futuro. l’ambiente si fa morbido e accogliente. anche se ci si è appena conosciuti, ora siamo un po più famiglia, almeno per oggi. durante tutta la giornata ci accompagna una colonna sonora ad hoc, scelta per noi dal sito Pandora.com (sito geniale a mio avviso, purtroppo non disponibile in Italia...). molto dopo cena andiamo a fare una passeggiata nel parco di Santa Cruz. sembra sia una tradizione di famiglia. ancora oggi mi chiedo di quale famiglia. fa un freddo assurdo fuori e la camminata dura ben poco. L’unica soddisfazione è poter camminare liberamente (era ora) con del vino in mano. a SF è vietato uscire con una birra o un cocktail per strada. anche se sei davanti ad un locale. anche se sei in macchina. almeno la notte del ringraziamento nel parco di Santa Cruz mi sento un pochino più a casa, quando potevo bere liberamente in Piazza delle Erbe o A San Lorenzo piuttosto che a Scilla! rientriamo, ma invece di restare in soggiorno, finiamo attorno al falò del giardino. continuiamo a bere e c’è chi non sta al passo. piano piano, si rientra in casa e ci si prepara per la notte. Si accende il camino e ci si sistema, chi con la coperta sul divano (io), chi con il sacco a pelo, chi nelle stanze degli ospiti. al mattino seguente il gruppo si divide in due: il primo gruppo (coraggioso) esce per una camminata in riva al mare, seguita da una capatina alla tavola calda per prendere la colazione per tutti (in effetti, non bastavano gli avanzi......) Il secondo gruppo rimane in casa e cerca di riordinare e pulire tutto. c’è il sole, ma non scalda quasi per niente. nel giro di un’oretta ci si ritrova attorno al tavolo per fare colazione. ci si saluta e i ringraziamenti per la spendida serata sono sinceri. la famiglia si divide, è tempo di tornare a casa, il black friday è già iniziato e c’è ancora un lungo weekend davanti a noi. Tiriamo un lungo respiro e lasciamo questa oasi di pace e tranquillità. E’ stato un bel Giorno del Ringraziamento. Forse avrei preferito avere attorno a me altre persone, quelle che avrei voluto ringraziare davvero. Ma la vita è così e forse è proprio questo lo spirito della festa: guardarsi attorno ed esser felici per quel che si ha. E, sinceramente, quest’anno ho un sacco di motivi per sorridere! e spero di averne ancora di più per la puntata Natalizia! COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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