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Friday, December 28, 2012 - ore 22:46 L’Io e l’apertura del Cuore Adesso vediamo brevemente da quali segnali potete capire se avete un Io già strutturato oppure no. Il che equivale a prevedere quanto soffrirete nei prossimi anni per via della destrutturazione forzata cui saremo tutti sottoposti. È facile. C’è una parola che vi può illuminare: la gelosia. Tanto più questa malattia – perché è una malattia mentale – in voi è grave, tanto più indica che c’è ancora del lavoro da fare per strutturare l’Io. In generale un Io strutturato è un Io autosufficiente, che si autodetermina, che non ha più bisogno degli altri per affermare sé stesso. La gelosia funziona bene come esempio perché, a un livello profondo, rappresenta la necessità che un’altra persona – il partner – avvalori ciò che noi siamo, la nostra identità. In altre parole, la gelosia è il disperato bisogno che l’altro ci dimostri con la sua fedeltà che noi valiamo qualcosa. Il tradimento metterebbe invece in crisi la nostra identità, l’idea che abbiamo di noi. Il bambino ha bisogno d’essere coccolato, riconosciuto, rispettato nei bisogni della sua personalità... E in effetti per un bambino è normale, anzi, indispensabile, ma per un adulto che sia davvero un adulto... no. Il bisogno di identificarsi in queste certezze esterne segnala un Io non ancora strutturato. Questo è il gioco di Dio: vi do un Io e poi ve lo tolgo. La coscienza di essere individui separati dal Tutto, è temporanea e ci serve per osservare la Bellezza di quello che il Padre crea nell’Universo. L’unico scopo dell’autocoscienza individuale è divenire consapevoli di essere creature divine e poter osservare la Bellezza intorno a noi. Se non ci fosse consapevolezza che ragione avrebbe la creazione? Se guardiamo un albero e lo troviamo bello, questo accade solo perché abbiamo un Io che ci permette di confrontarci con l’albero. Lo stabilire che “lui” non sono “io”, mi permette di conoscerlo, di odiarlo oppure di amarlo. Aprire il Cuore porta a una prima destrutturazione dell’Io, perché per amare l’altro, mentre da una parte dobbiamo continuare a sentirci separati da lui, dall’altra siamo anche costretti ad accorciare le distanze. Se lo amiamo è perché, pur essendo ancora diverso da noi, non rappresenta più lo sconosciuto e il pericolo. La fase evolutiva che siamo in procinto di vivere è la fase della rottura delle distanze, perché è la fase dell’amore, e amare significa rompere le distanze. Per questo motivo la vibrazione di fondo del mio lavoro riguarda sempre l’apertura del Cuore. In realtà non sono venuto a parlare di Alchimia, Magia, tradizioni esoteriche e quant’altro... ma solo dell’apertura del Cuore... della visione della Bellezza. Che tu invece vieni ad ascoltarmi nella speranza di illuminarti o risvegliarti… questo non riguarda me. Non mettere sulle mie spalle questo carico. Qualunque libro tu abbia letto, qualunque scuola tu abbia frequentato, a qualunque tradizione o insegnamento tu faccia riferimento... se non hai aperto il tuo Cuore e non vedi la Bellezza sei semplicemente uno dei tanti ciechi di quest’epoca! Se vivi in un mondo brutto è solo perché sei cieco, non perché il mondo sia davvero brutto. Se sei triste o in difficoltà il mondo non ha colpa. Gli occhi del Cuore non sono gli stessi occhi della mente e non vedono nulla di male, colgono solo Bellezza. Quando vedi solo Bellezza sei nell’anima, se invece vedi cose brutte vuol dire che sei nel circolo vizioso della personalità. Allora cerchi di scappare e chiami questa fuga psicologica “illuminazione”. Ma perché dovrebbe cercare una cosa come l’illuminazione chi vede già il mondo bello? tratto da: www.salvatorebrizzi.com COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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