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Monday, December 31, 2012 - ore 19:26


Storie
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Facebook, Twitter, Pinterest, Google+, Tumblr, Blogger, etc.: li ho tutti.

Ma li uso solo per lavoro e quindi questo è l’unico posto del web in cui scrivo di me. E lo faccio qui, dove sono sicura che qualcuno mi legge (li vedo, i vostri pseudonimi) ma non ho indesiderati e ben evitabili (ho già dato, grazie) legami con chi mi segue.
E ci tengo, anche se a voi sembreranno senza senso, gli ermetici epigrammi che cago ogni tanto. Nel 2004/5, quando per ischerzo cominciai a scrivere in questo diario virtuale, mi affannavo a precisare nomi (anzi, soprannomi) e circostanze precise; lo stesso sto facendo adesso, anche se non più in modo esplicito, perché i più aperti capiranno comunque che cosa intendo dire. Potrei enunciare princìpi di vita ricavabili quali insegnamenti da ciò che mi capita di vivere ma pretendere di impartire lezioni di vita è sempre ridicolo e così mi limito a registrare qualche impressione delle mie esperienze.

Questo vale soprattutto per l’anno che finisce oggi. Un anno che è volato (mi accorgo ora), perché in realtà è stata una storia. Sì, di quelle con gli eventi che sfilano uno dietro l’altro, al punto da sembrare frutto di finzione narrativa.

Un 2012 di gente licenziata, sangue, uomanacci viscidoni (quelli non mancano mai, eh?), incredibili colpi di culo, musica italo disco, paura, americani, fabbrichette, cani (intesi proprio come quadrupedi), soldi in uscita (tanti), sconosciuti insulsi che diventano preziosi sostenitori e tante altre cose che forse ho già dimenticato di questo anno il cui compito è stato di farmi rialzare dal baratro del mio 2011 horribilis.

Fine.

E, quindi, ri-inizio.






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