
Rozzo, 29 anni
spritzino di Regillum Sabinae
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STO LEGGENDO
Premettendo che leggo UN SOLO libro alla volta, gli ultimi acquisti sono:
Le nozze di Cadmo e Armonia - R. CalassoPoesie - E. DickinsonDexter il vendicatore - J. LindsayIl trono di spade - G.R.R. MartinQuando Teresa si arrabbiò con dio - A. JodorowskyLa spada di Shannara - T. Brooks
HO VISTO
Un ammasso di merdacce sioniste ANNICHILIRE una popolazione, e passare da gente perbene.
STO ASCOLTANDO
Gli altri IO, dentro di me, che urlano per venire fuori...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
C’è chi, con molto talento, sta pensando di portare migliorie, sotto questo aspetto... ma questo è... solo aspetto.
ORA VORREI TANTO...
Avere il coraggio...
STO STUDIANDO...
Me stesso, ma niente da fare non riesco ad andare oltre la pagina 11
OGGI IL MIO UMORE E'...
Rosso, rossissimo, quasi nero.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Saturday, February 02, 2013 - ore 17:25
Come un seme nel vento
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non lo so, non sembra essere una cosa che fa per me... non voglio vivere in questo modo... sprecare buona parte della vita lavorando, per poi prendere casa, sposarsi, mettere al mondo dei figli, continuare a lavorare, continuare a sprecare tempo, guadagnare, fare quadrare i conti, tribolare una vita per non riuscire a soddisfare nessuno... non fa per me.No, non è una citazione da un film, non cito uno scritto, una poesia un aforisma. E’ tutta roba del mio sacco, una frase detta qualche anno fa a mia madre, una delle pochissime cose che ho condiviso con lei.
Probabilmente è stata questa consapevolezza e l’essere incastrato in questo meccanismo perverso che ci è stato imposto dai signori in grado di far deviare la coscienza e la consapevolezza della gente, che ha portato alla mia impasse emozionale. Questo ed altri fattori su cui non ritornerò. Mi ritengo apolide, non riesco a considerare mia nessuna terra, nasco a Lecco e lavoro a Roma, i nonni erano valtellinesi e sabini. Non mi sento di appartenere a nessuna terra, quindi men che meno mi sento italiano. Non ho mai amato questo stato, è un guazzabuglio di culture che ha favorito la genialità propria del popolo di cui facciamo parte. Faccio parte del popolo italiano, amo la cultura italiana e l’interpretazione italiana della cultura estera, ritengo che sia un posto molto speciale, proprio perchè è talmente vario e surreale che non potrebbe essere altrimenti. La civiltà non è nata da queste parti, ma si è evoluta ed ha raggiunto il massimo livello, qui prima che in altri posti.
Ma non mai accettato di farne parte. Mi sono sempre sentito stretto dentro ad un confine, dentro ad una cultura, dentro ad una terra. Mi sono sempre sentito un cappio intorno alla gola, pensando che essere nato in un posto debba per forza comportare il rispetto e l’osservanza di leggi che, potranno avere tutti i crismi di perfezione di questo mondo, ma non sono LE MIE.
Sono convenzionalmente sbagliato. Troppo coerente per non essere visto come un diverso, troppo curioso di ciò che è diverso per poter essere definito normale, troppo sensibile, sotto alla corazza che mi sono creato, per poter vivere facilmente in un mondo profondamente sbagliato, troppo profondo per poter pensare di badare solo alla superficie delle cose, delle persone, delle dichiarazioni, delle situazioni.
Chi ha un profondo amore per la propria terra, porta con sè anche la voglia di cambiare ciò che reputa sbagliato. Ma sono anarchico, ritengo eticamente sbagliato l’arrogarsi un diritto, o imporre il proprio volere, a discapito di un’altra persona.
Lavorativamente è un periodaccio, la stupidità di certi datori di lavoro porta al dover mettere mano ad un meccanismo che gira alla perfezione, e potrebbe essere il mezzo con cui potrei dare un senso alla mia patetica esistenza. Il seme di questo pensiero ha radici profonde, e dopo anni di incubazione, sta sbocciando in un fiore di consapevolezza. I miei viaggi immaginari, sperati, sognati, agognati mi hanno portato in molte parti del mondo... molte, non tutte. Ho visto l’Europa, il Nordamerica, ho viaggiato tra le valli dell’Asia e ho provato senso di ribrezzo per il sudest asiatico... no, niente razzismo, ci sono dei posti che non rientrano nella mia visione di paradiso. Ho visto l’Oceania con le sue isole enormi e microscopiche e l’Africa, continente martoriato da conflitti mai risolti, campo di prova di armi e malattie artificiali, scientemente create per lo sterminio, continente fortemente ancorato alla terra e alle tradizioni, tradizioni non in linea con il pensiero omologante che deriva dall’occidente. Ad un continente, però, ho pensato poco, come meta di viaggio: il Sudamerica. Probabilmente perchè non intendo pianificare un viaggio, ma un trasferimento. Non credo alle coincidenze, la mente umana è insondabile e porta delle rivelazioni inaspettate. Potrei esprimermi in spagnolo, in un futuro non tanto remoto. Potrei fare qualcosa per ricambiare il favore che anni di oppressione da parte nostra hanno imposto come un giogo alle popolazioni di quelle parti.
Sento che è ora.
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