
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, February 08, 2013 - ore 09:13
Pessimismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il pessimismo va coltivato, stimolato, accarezzato giorno dopo giorno. Se no poi a un certo punto credi di vedere il bello della vita, ti illudi che le cose si sistemino, che possano migliorare, o anche solo andare bene, per una volta. Che vadano bene a te, magari per mezza giornata.
Ma la delusione è quanto di peggio possiamo aspettarci.
La disillusione al risveglio.
Tanto vale continuare a far crescere come la gramigna il nostro pessimismo affinché diventi grande, forte e contagioso e si espanda sempre di più, sempre di più, fino a raggiungere le nuvole. Solo quando sarà arrivato lì dove nessuno lo può scalfire allora potremo ripensarlo e rimodellarlo a nostro piacimento, magari ridurlo e sminuzzarlo. Ma finché non arriva al suo massimo non avremo cognizione delle sue infinite e gradevoli potenzialità, e continueremo a pensare che volere è potere. Invece non è così. Qui ti prendono tutti in giro e basta.
Ad esempio, se non ci aspettiamo nulla da domani, il fatto che le cose vadano male non sarà un dramma. È normale, ce lo aspettavamo. Se invece aspettiamo come l’acqua nel deserto un segno del destino, una mezz’ora di serenità, e il segno non arriva, fa tanto male che non si può descrivere.
Tanto vale vedere tutto nero. Così il grigio diventa una figata.

Ieri avevo bisogno di spendere soldi, immotivatamente oserei dire. Ho comprato una t-shirt turchese e un paio di pantaloni di tela grigi. Coi saldi, mi pare ovvio. Maglia 6 euro, pantaloni 12. Affari, secondo me. Solo che sono capi primaverili e prima di metterli devo aspettare almeno fine marzo, se non addirittura aprile (o maggio, se voglio in volto un colorito umano). I pantaloni li ho presi, per la prima volta, della mia taglia. Mi stanno giusti. Ho detto, per 11 euro posso provare.
Così se ingrasso e non mi vanno più bene un investimento da 12 euro è ammortizzabile rinunciando a dieci mozze dalla Gigia. Che è male, ricordiamolo, le mozze della Gigia sono la gioia. Ma si può fare.
Di solito li prendo più grandi così non rischio di buttarli via se e quando ingrasso. Sono una stratega, non so se ve l’ho mai detto. E questo fa di me una donna molto previdente e con pantaloni fuori taglia.
Invece una cosa che non vi ho detto è che alla fine non ho smesso di fumare. Ce l’avevo quasi fatta. Due al giorno, per quasi dieci giorni. E poi oh, che vi devo dire. Non ce l’ho fatta.
Ma pensiamo a noi, che ormai siamo diventate l’ultima fra le priorità. Pensiamo a noi e a come farci stare bene. Ad esempio, pensiamo ai progetti per i prossimi mesi.
Comprare la macchina.
Iniziare a pensare alle ferie con Dani e Fede.
Andare a Trento a trovare Jeff.
Andare a Padova a trovare Lollo.
Fare la serata (o pranzo) coi fioi dell’esame.
Trovare il modo di inculare Remo.
Trovare il video di Nyc 2004.
Trovare Gwendolen.
E farmi valere. Dimostrare quello che valgo. Che potrebbe essere tanto, se fossi giustamente stimolata.
Tornare in carreggiata. Puntare in alto.
Solo che c’è quella cosa del pessimismo che mi blocca.
Al punto che mi domando, vale la pena di puntare in alto se non ci arriverò mai? Se punti in alto magari ci arrivi, a metà strada.
Poi penso. Magari non mi ci vogliono, lì in alto. E allora cosa corro a fare.
“E pensa che sia una maledizione
Sentirsi addosso le ali e non poter volare”Non è vero che non è mai troppo tardi.
Tardi, è tardi.
Così abbiamo mandato in vacca anche questo post.
Per rallegrarlo un po’ vi racconto una barzelletta.
Ci sono due mele.
Una marcia.
L’altra cammina.
Vogliatemi bene lo stesso, dai, che alla fine sono una meraviglia.
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