
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64134 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, February 12, 2013 - ore 09:36
Nevismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vi ho mai detto che ODIO la neve? Beh, io odio la neve.
Il lungomura esterno di TrevisoIn città, ovviamente. In montagna è nel suo contesto ideale, ed è bellissimo quando fuori nevica e tu sei dentro, su un comodo divano davanti al camino a incalcarti di bombardino e brulè (può essere anche un te caldo, ma immaginavo proprio la situazione migliore).
In città la neve non c’entra niente. La neve in città è solo disagi male casino fastidio nervosismo (e morte dolore fallimento, mi autocito).
Rende difficile qualsiasi cosa: camminare, guidare, pedalare. Le mani si congelano; ieri poi veniva orizzontale e pur avendo l’ombrello ero la mutazione genetica di un pupazzo di neve, ce lavevo dappertutto. Le scarpe si inzuppano - a meno che non metti gli stivali di gomma, ma allora si atrofizzano i piedi. Basta un alito di vento e la neve ti entra dai polsi delle maniche, dal collo della giacca. Trovatemi il piacevole di questa cosa. Che io non lo vedo.
Ti fa perdere la voglia di fare qualsiasi cosa, la neve in città.
Bella da guardare? Fin là, signori miei, fin là.
Se voi vi accontentate di vedere quattro fiocchi che scendono e imbiancano tetti e strade e poi il giorno dopo per terra c’è un fango che neanche a un rally dopo la pioggia, cioè, affari vostri io non entro nel merito.
Uno scorcio di Treviso, piazza San FrancescoMa oltre alla neve ODIO gli automobilisti che mi superano con arroganza e supponenza schizzandomi la portiera e il parabrezza con quello che rimane sull’asfalto, sciolto e grigiastro.
Ho una micra di quindici anni, con le ruote lisce e ridotta a un catorcio, che ieri sera a un certo punto non mi funzionavano nemmeno i tergicristalli sotto la tormenta. Pensate che io possa fare più di cinquanta all’ora? Ma siete imbecilli?
E ieri mi è pure toccato difendere coi denti la sfilata dei carri mascherati. Che oggi salta, fra l’altro. E avanzo uno spritz, perché avevo ragione io che non si faceva. C’è qualcosa che non va in questo mondo. Va tutto alla rovescia. Non è bello.
Notte insonne. Non è colpa della neve.
Non è colpa degli automobilisti.
Forse è colpa dei dieci biscotti che ho ingerito ieri per cena, dopo essermi incalcata di prosecchini con la Sere. Uno dice, vabbè, dieci biscotti. Sì, ma grandi come ruote di bicicletta e del peso di un bimattone.
Perché quando fai una roba bisogna farla bene, dico sempre io.
LEGGI I COMMENTI (1)
PERMALINK