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![]() ZIETTA, ** anni spritzina di PADOVA CHE FACCIO? sono un prodotto di nicchia Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO SONO MEDIAMENTE METEOROPATICA E CICLOTIMICA!!! HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() DI DONNA ...Le infuocate carezze l’invidiabile savoir faire dolce intenso e brutale ah! Quanta nobile poesia padre, amante, padrone nel tuo conto corrente ah! In salute ed in malattia finché morti non ci separi Vorticosa passione o mia belva insaziabile nel tuo caldo e accogliente harem In salute ed in malattia finché morte non ci separi Fai di me la tua geisha fai di me la tua umile serva... CARMEN CONSOLI CONFUSA E FELICE Sai benissimo che una goccia inonda il cielo È così piccolo il mondo che ci osserva Sai benissimo che non chiedo tanto adesso È così limpido il mare che ci ascolta che ci addormenta Rit. Vorrei tentare Vorrei offrirti le mie mani Vorrei tentare Vorrei difendere questo momento E penso di sentirmi confusa e felice E penso di sentirmi… Sai benissimo che sto tremando e non c’è freddo e sono vittima di questa gioia immensa Sai benissimo che nulla può scalfirci adesso È così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa.... CARMEN CONSOLI ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) CARPE DIEM! 2) la libertà sempre e comunque |
Wednesday, September 01, 2004 - ore 12:33 I MISTERI DEI FIORDI - LA CORRENTE DEL GOLFO Il Viaggiatore s'imbarcò a Bergen. La prima cosa a stupirlo fu che anche gli altri passeggeri, come lui, non avevano bagaglio. La "Principessa Sunniva" gli parve una nave leggera. Ma, pensò poi, i piroscafi dell'Hurtigruten non si staccavano mai molto dalla costa, accarezzando i fiordi norvegesi fino al confine russo. Lo accolse il capitano in persona, Hans Solo. Dava il benvenuto a tutti quelli che salivano, con la gentilezza dovuta e il sorriso mesto di chi non conosce più la terra e, ormai poco, la vita. La corrente del Golfo li trascinò rapidamente verso l'oceano. Il faro di Hellesoy indicava la rotta. Il Viaggiatore uscì in coperta per ammirare i grandi ponti sulla costa, deserti nella mezzanotte rischiarata dal sole perenne. Si volse e le vide: erano in gruppo, tutte donne, eccitate. Sembravano presagire momenti di selvaggio entusiasmo e fremevano. Al riparo di un boccaporto, le osservò meglio. Avevano una bellezza cupa e ferina. Scure, benché scandinave, scarmigliate. Tuttavia, attraenti. Di più: calamite. Ricordò le sirene di Ulisse e decise di non avvicinarle. "Stiamo tornando a casa!", disse una voce alle sue spalle. I suoi occhi incontrarono quelli di ghiaccio della più splendente tra loro. Bionda, questa, e remota, come appartenesse a un altro tempo. Disse ancora: "A Nord, arriveremo all'alba" e anche la voce non era in sincronia. Giungeva in leggero ritardo, come nelle comunicazioni telefoniche sfasate dalla lontananza. Aggiunse, ridendo: "Mi attende il mio signore". Si unì alle compagne, aggrappate ai parapetti e il Viaggiatore la seguì con sguardo e rimpianto. L'alba arrivò senza prevviso. Le donne sbarcarono a Maloy, quasi correndo. Il capitano Solo affiancò silenziosamente il Viaggiatore sul ponte. Indicò, a babordo, il monte Hornelen, avvolto da nubi e tempesta. Disse: "Sulla sua vetta, a metà dell'estate, raccontano che ogni anno, un gruppo di streghe s'incontra e balla con il diavolo... leggende". (1. continua) (g.r.) COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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