
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, February 28, 2013 - ore 20:34
Premismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho vinto. È la prima volta in vita mia che vinco qualcosa. Ho sempre sognato di vincere qualcosa, un giorno, un premio qualsiasi. Ed è stato divertente. Così ho anche imparato a capire come reagisco a una buona notizia, la volta che arriva.

Il primo momento è di stupore. Un premio inaspettato e quasi sconosciuto, che non sapevo potesse essere assegnato – tanto meno a me. Poi la gioia, l’esaltazione –
hey ho vinto proprio io. Le mani che tremano, la lettera fra le dita che sventola come una piuma se ci aliti sopra. Un paio d’ore di felicità, con la voglia matta di dirlo a qualcuno, la mamma che mi guarda come fossi fatta d’oro (era fortunosamente presente all’apertura delle buste, come agli oscar).
E poi basta. È una cosa bella, sorridi quando ci pensi, e poi basta. Ti rendi conto che non cambia niente nella tua vita. Che non ti aiuterà sul lavoro. Né in nessun altro posto al mondo. Che non basta a renderti felice – non è questo che ti può rendere felice.
È un peccato che le cose belle si possano godere per così poco tempo.
Sono altre le cose belle che ti rendono felice per tanto tempo.
Non lo chiamo pessimismo. Anche perché mi sono imposta una svolta semantica e culturale. Al bando il pessimismo. Il fatto è che lo stato d’animo dopo il pessimismo è la
rassegnazione. Ne è la logica conseguenza. E non so quanto mi convenga.
La rassegnazione è la cosa più brutta che esista per un corpo, un cuore e una testa. Non hai più l’agitazione che ti teneva sveglia, non hai più la voglia di provare, non c’è più quella punta di ottimismo che non manca mai a un pessimista. Come una scaramanzia. Come un incantesimo. C’è sempre un velo di ottimismo in un pessimista, e io ne avevo fin troppo. Ma se manca l’entusiasmo manca tutto.
Il bello mio è l’entusiasmo. E se non ho più il mio bello, mi perdi.

Con il pessimismo ti aggrappi a un tentativo, comunque lotti, ti opponi. Vuoi che le cose vadano meglio, lo desideri fortissimo. Pensi che andranno male, malissimo, e ti prendi a frustate sulla schiena prima ancora di sapere che possono peggiorare. E quando peggiorano sei quasi sollevato di averci visto giusto. Ma senti che fa male e vuol dire che sei viva.
La rassegnazione è quando non ti interessa più. Hai smesso di lottare. Non ti fa più male niente. E non cerchi niente. Lasci che le cose scivolino via. Lente. Veloci. Chi se ne importa. Soffri meno, e forse è questo che volevi. Ma ti manca tutto il resto. Anche il dolore era un modo per rimanere legata al tuo desiderio.
Quando vince la rassegnazione, non desideri più.
E se non desideri più muori. Nel senso che ti perdono. Per sempre.
Ecco, sembrava un post allegro perché parlava del mio premio. Ed è allegro, se leggete fra le righe. Ho vinto un premio, è tutto mio. Me lo consegneranno in mano, io sorriderò nel mio profilo migliore e io farò un discorso carico di ironia e sentimento. Le mie doti recitative faranno il resto e poi mi vergognerò di aver detto una cosa stupida - dico sempre cose stupide quando sono tesa e sotto pressione, e rido e faccio battute idiote. Ma avrò il mio premio.
E questo era il post allegro. Pensate com’è quando invece sono triste.
Statemi benissimo.
Ciao eh.
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