
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, March 04, 2013 - ore 09:37
Shaulismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La scorsa settimana cose in grande. Me ne sono successe di ogni.
Ho compiuto gli anni.
Ho fatto le elezioni.
Ho perso le elezioni.
Ho vinto un premio.
Ho festeggiato il compleanno con la Fede.
Mi sono presa un giorno libero dopo 7 mesi.
E ho comprato una macchina.

Sì, ho comprato la mia prima macchina, alla bella età di 32 anni.
E’ stata una settimana fin troppo ricca. Questa che inizia, rischio di annoiarmi. Ma la vita è fatta così, di alti e bassi. Di certezze e dubbi. Di bianchi e neri.
Sono tre anni e mezzo che devo comprarmi la macchina, e prendo/perdo tempo, e continuo a tenere quella della mamma - e lei a cadenze più o meno regolari mi chiede "ma quand’è che ti compri la macchina?". Nel giro di due mesi ho iniziato a cercare tramite amici che lavorano in concessionaria e siti, guardando prezzi e valutazioni. Il primo gennaio ho iniziato a informarmi ma mi vedevo, mancava qualcosa. Invece poi in una mattina ho fatto tutto.
Io sono fatta così. Sono a mio modo spiazzante.
Giro intorno alle cose per un pezzo, sto lì a guardare in giro per studiare la cosa, mi faccio prendere un po’ dalla paura, un po’ dall’esaltazione. Chi mi conosce mi dice, vabbè lo dici sempre e non lo farai mai. Io rispondo stizzita. "Lo faccio domani", e non lo farò mai. "No dai lo faccio domani così mi tolgo il peso", poi torno a casa mi guardo allo specchio e dico non ce la farò mai non posso farlo adesso. E poi un giorno FRAN. Mi prende all’improvviso. Non vado neanche a guardare altri prodotti, compro e basta.
Mi parte l’embolo, c’è il momento perfetto, le condizioni perfette. E via. Si fa.
Come sabato, che sono entrata da Billo con la Fede e ho detto, voglio una macchina fatta così. Lui me ne ha trovate tre. Potevo scegliere. Ho scelto. Ho firmato. Mi ha offerto una cicca, l’abbiamo fumata insieme in ufficio. Come un brindisi, ma senza vino (avevo già dato, la Fede è perdizione).
Devo mettermi nell’ottica di idee che adesso è così che vanno le cose - nel senso di agire e smettere di pensare. Devo scegliere. Decidere. Impormi. Fare quello che voglio io. E chiedere a chi mi sta vicino di fare altrettanto. Scelte.
"Aundattomomento" (cit.) bisogna decidere da che parte stare.
Io ho comprato una macchina.
Ah. Per la serie
Cose Belle. Ieri pomeriggio sono andata a casa dei miei perché c’era in visita la zia Silvana con mia cugina Annalisa, il marito e i due figli di 7 e 11 anni. Non li vedevo da almeno sei anni, la piccola era appena nata.
Quando sono arrivata i bambini erano fuori con mia mamma. Mi guardavano come una sconosciuta, ovviamente non avevano ricordi di me, mentre i miei li conoscono bene. Allora mia mamma è venuta a salutarmi, mi ha accompagnata da loro e rivolta a Irene ha detto: "Questa è Silvia, la mia bambina".
Mi sono commossa. Sono ancora la sua bambina.
Non lo sapevo. Forse l’ho pensato, qualche volta, ma non lo sapevo. Sono ancora la sua bambina.
Quante delusioni le ho dato, e mi dispiace. L’ho fatta soffrire e lo farò ancora perché vediamo le cose in modo diverso. Ma la mamma è sempre la mamma. E mi ha dato il pasticcio da portare a casa.
Viva la mamma.
Io, la mamma e la nonna lo scorso settembre
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