
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, May 11, 2013 - ore 09:34
Vicinismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando è molto tardi, la sera, e sono a casa da sola con la tv spenta, ed è così notte che la gente si infila sotto le coperte stremata da una giornata intensa di lavoro, entro in contatto diretto con il mondo esterno e le sue vibrazioni, le sue voci. Il paese è silenzioso e si distingue chiaramente ogni piccolo rumore. E’ facile cogliere allora il passaggio di una macchina di tanto in tanto, di una moto, un gruppetto di amici in bicicletta, due persone che chiacchierano tornando dal bar - riesco perfino a sentire le loro parole lì fuori, sul marciapiede. Le campane toccano la mezzanotte, lontanissime eppure così vicine, come se fossero in giardino invece la chiesa da qui non si vede nemmeno. Le finestre dei palazzi e le vetrine dormono, spente. Intorno a me i suoni sono ovattati, avvolti dal buio, e quelli che arrivano sono netti, veri.
Il fatto è che i muri sono sottili, e mentre ero in bagno a lavarmi i denti ho sentito il vicino che faceva pipì. E’ stato abbastanza imbarazzante.
Abbiamo i bagni confinanti, e in certi momenti di assoluta coincidenza ci troviamo lì nello stesso momento. Vorrei non averlo mai sentito. Scusa Paolo, ma non ti guarderò mai più allo stesso modo.
Anche se hai delle gran belle spalle quando cucini le grigliate in cortile, eh, te lo devo proprio dire.
Credo sia il risarcimento per il vicino del palazzo di fronte, il ciccione peloso che d’estate gira nudo in terrazza.
Ho trovato un fotografo personale, si chiama Andrea e ogni volta che ci vediamo mi fa delle foto molto belle. Non sono io che glielo chiedo, è lui che me le fa, si diverte così. Siccome è un fotografo professionista (davvero bravo, dico io, benché giovanissimo) sa anche ritoccarle. Direi che ci siamo.

Queste sono le foto sull’autobus vintage. Pausa di lavoro. Un servizio della durata di trentacinque secondi (gli serviva da proporre a un’agenzia di moda, e aveva bisogno di un manichino per la location, e ha scelto me).
Hanno avuto un discreto successo (ha avuto, ne ho diffusa una sola ieri) e penso che queste immagini dimostrino che il mio errore è di non uscire mai al massimo della forma. Cioè, anche se mi metto un vestito carino sono tutta spettinata, non truccata, un po’ trasandata as usual.
Dovrei uscire ogni giorno un po’ più
pareciada, come dice mia mamma, per evitare che foto così belle vengano irrimediabilmente rovinate dalla mia sciatteria di base.

E così oggi giornata piccola e grigia.
Sono piena di domande e sfornita di risposte.
Quando la proporzione sarà invertita potrò tornare a respirare. E dormire, magari.
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