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Saturday, December 21, 2013 - ore 12:46 Edipo xxx o il bucato della pornostar Casa libera, ho quarant’anni e il numero di una famosa pornostar in declino. La chiamo, ci accordiamo e viene da me. Pregusto meccanicamente la sua degradazione (la mia è sottointesa), le sue rughe (le mie sono ovvie) ed i suoi capelli biondi, tagliati corti, geometrici di lacca (i miei non esistono più). Tutto liscio come da copione, tanto che nè io nè il mio corpo ne conserviamo ricordo. Poi rientra mia madre. Lei sparisce. Io penso che il suo nuovo lavoro o la destrezza acquisita col vecchio le abbiano consentito di rivestirsi e uscire in tempo utile. Giro di perlustrazione, trovo una scarpa. E’ sicuramente della mia ospite di poco fa, è nera, col tacco e luccicante. Rassicurato dall’umanità di quella dimenticanza, rimedio e la spingo sotto il letto di mio fratello. Non abita con noi da tempo - lui - ma la sua camera è esattamente come quando ci giocavamo alla lotta da piccoli: stessi mobili e stessi spigoli. Anche la polvere sotto il letto è la stessa di quando mi ci nascondevo io per farmi trovare. Ma c’è un bagliore insolito ora lì sotto. Sono le labbra della pornostar che si muovono. E al telefono con qualcuno, si scusa per il ritardo ma sembra tutto sommato abituata a contrattempi di questo genere, quasi divertita. Passano le ore e lei rimane lì, appena possibile uscirà e la camera tornerà come prima. Sono teso, ma la situazione sembra sotto controllo. Finalmente mia madre si cimenta in un lungo lavoro di bucato dall’altra parte della casa. E’ il momento, le dico di uscire dal suo nascondiglio e lei comincia a gattonare sul pavimento verso di me, ma al posto di rimettersi la scarpa dimenticata mi provoca e ricominciamo: faceva parte degli onerosi accordi? Passa mio padre, ci sente. Ma a lui posso sempre spiegare qualcosa in qualche modo. Insomma tutto ancora quasi ok, ma ora il tempo stringe davvero, il bucato di mia madre non è infinito e l’ospite devo farla uscire. Solo ora comincio a chiedermi che effetto potrebbe fare la sua tenuta da lavoro agli occhi dei miei vicini quando la vedranno uscire da casa mia. Lei sembra telepatica e incurante delle mie proteste e dell’ordine maniacale di mia madre si prova alcune delle sue gonne lunghe: la faranno passare inosservata - dice - e mi improvvisa una specie di sfilata straffottente. Il punto è che le gonne le stanno esattamente come a mia madre, cammina esattamente come mia madre e mi fa le stesse insistenti domande su quale le stia meglio e perchè, I capelli sono tutt’altro che biondi laccati e geometrici e non può essere colpa solo della polvere. Intanto dall’altra parte della casa la lavatrice è ferma da ore ma il bucato non è ancora steso... COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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