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Tuesday, December 24, 2013 - ore 12:27 Scene di caccia in bassa baviera o il gatto col cazzo di legno I nobili guerrieri organizzano periodicamente la caccia nelle campagne ancora incolte. E’ un momento in cui si mescolano alla popolazione locale e li si distingue a malapena mentre si dedicano a questo rituale. Il suo aspetto è tutt’altro che sadico o arbitrario, mostra piuttosto la necessità della comunità tutta di regolare il suo rapporto con la bestialità esterna. E’ tutto un brulicare di cuoio marrone tra le pietre e gli arbusti. Urla e canti scandiscono la giornata diffondendosi tra i sentieri. Pare tuttavia che sia in arrivo un’orda difficilmente contrastabile. Succede qualche volta, E’ registrato nelle cronache e la tradizione in questi casi impone il ritiro. Daltronde attraverso la caccia delle scorse ore il territorio è stato adeguatamente bonificato e la selvaggina in eccesso abbattuta. In questo modo l’orda bestiale non troverà di che sfamarsi e si sposterà altrove. Uno dei capi si rivolge a me che indugio tra le pelli. Mi dice che è ora di andare e che sarebbe bizzarro se ancora mi trattenessi in queste campagne. Non è un ordine, sembra più un consiglio. Quasi quello che darebbe il sottoposto al folle sovrano. Si allontana a cavallo lanciandomi un ultimo sguardo di ironica accettazione: rimango e tutt’intorno è tramonto, rosso. Mescolato alla popolazione locale mi attardo alla bonifica delle ultime case di confine: potrebbero esserci ancora della selvaggina domestica di piccolo taglio o gli ultimi roditori sopravvissuti. Mi dedico a tutto ciò con curiosità, come se fosse la prima volta. E da sotto un cassettone vedo spuntare delle zampe, tigrate. Poi un coda. Movimenti rapidi. E’ un gatto di dimensioni e fierezza straordinarie, che mi guarda. Lo devo uccidere, nonostante la sua tigratura rossa, nonostante la sua fierezza. Ma prima chiamo i coloni, l’intera famiglia. Forse per scusarmi con loro, forse per farli assistere. Durante la mia esitazione i gatti diventano due, uno maschio ed uno femmina. Si abbracciano, sotto le volte del cassettone. Sembra che stiano in piedi. E l’abbraccio si trasforma in coito umanoide. In piedi appunto. Noto ora che tra la rossa peluria del maschio spunta un paletto di legno, con delle venature di metallo arrugginito. All’arrivo dei coloni nella stanza il maschio non mi guarda più. Sta penetrando la femmina che sanguina copiosamente, ormai persino dallo stomaco. E’ lei che ci guarda ora, soddisfatta. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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