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Wednesday, December 25, 2013 - ore 13:33 Il volo e l’orgia Sono un nano, sto volando sul dorso di un gigantesco uccello di squame marroni. Ha la forma di una manta ma il muso di uno scoiattolo. Sotto di me immense distese d’acqua scorrono veloci e azzurre mentre l’intensità della luce le trafigge. La mia natura ed i miei paramenti pesanti sono quanto di più lontano dal volo. Ma data l’investitura che mi è stata conferita per questa missione non mi scompongo più di tanto. Non posso permettermi di farlo. Nemmeno per il fatto che la posizione che ho sul dorso dell’uccello squamato è veramente instabile. Non ci sono briglie ed il collo deve rimanere libero per l’orientamento. O almeno così mi dice il mio compagno di viaggio, il domatore di uccelli squamati: un manichino di metallo dal nobile portamento. Sul dorso di questo animale si vola in piedi e basta. Devo puntare cosce e polpacci con tutta la forza che ho perchè lo spostamento d’aria non mi sollevi col rischio di farmi cadere giù. Ma dati i miei muscoli di nano, la cosa riesce e mi permette di pensare alla missione. L’osservartore esterno di questo volo vede solamente un puntino nero muoversi nell’aria. Arrivo sopra una città. Deve trattarsi di New York negli anni ’70: mattoni a vista e grondaie. Con una mossa perfetta che forse stupisce anche l’inespressivo domatore, salto giù dall’ uccello squamato. Mi attacco ad una grondaia, poi salto verso un altra e così via. Fino a trovarmi in un salotto. Vi si sta svolgendo una specie di lunga e intensa orgia notturna. I partecipanti sono molti e molto diversi tra loro, ma tutti hanno il corpo attraversato da una banda metallica sul petto. La luce rossa del salotto fa sembrare i corpi bianchi ed il metallo nero. Le urla delle donne ma soprattutto l’attrito del loro metallo su quello degli uomini producono una confusione uniforme ma insopportabile, mi ricorda quella di una fonderia. Il rumore sta facendo letteralmente impazzire di dolore tutti quanti, ma non riescono a fermarsi. Allora sodomizzo una delle partecipanti e nello stupore generale cala un silenzio ovattato sul salotto. L’orgia può procedere ora senza la dannosa confusione. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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