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Saturday, January 04, 2014 - ore 16:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho cominciato il 2013 portandomi dietro gli strascichi dell’anno precedente, anno che mi ha visto più all’estero che a casa per lavoro e che mi ha riportato in patria senza un soldo nè prospettive nè certezze.
Non mischiate mai lavoro e amicizia: le conseguenze possono essere devastanti.
Li ero da solo... Storia appena iniziata, lei non era con me e io dovevo solo lavorare...
Ho cominciato a stare male, male che poi è esploso quando mi sono reso conto che tutto questo non era servito a nulla, e che alla fine mi ritrovavo senza niente di concreto in mano.
E nella mia situazione (dove c’è SEMPRE qualcuno che chiede e che vuole sostegno da me) questo era inaccettabile.
L’unica cosa che sono riuscito a fare è stato scappare.
Scappare in un mondo immaginario fatto di alcool, compagni di sbronza e di notte, mondo che conosco molto bene e del quale non volevo essere più prigioniero.
Eppure, dopo pochissimo tempo dal mio rientro (ottobre) le cose sono precipitate.
A casa aria di tempesta per le mie vacanze forzate e lei che mi lascia con un "Non ti amo più" in uno dei momenti peggiori di tutta la mia storia.
Si, il 2013 è cominciato esattamente così, con un tracollo fisico e mentale.
Come un animale sul punto di morte al quale il torero dà il colpo di grazia bullandosi poi davanti alla folla dell’arena ("Non sono mica la tua crocerossina").
All’inizio non volevo sapere più nulla.
Era devastante.
O dormivo 15-16 ore o non dormivo per 30.
O mangiavo come un disperato o digiunavo per giorni.
Poi ho smesso definitivamente di mangiare e dormivo quello che bastava per non impazzire.
Evidentemente non è stato abbastanza.
Il dolore ti trasforma.
Fisicamente può farti perdere 12 kg in un mese e mezzo.
Interiormente ti rende folle.
E ricordo di aver conosciuto la pazzia e di averci fatto un bel po’ di chiacchierate.
E ci trovavamo bene insieme, talmente bene che mi ha proposto di trasferirmi a casa sua e di restare con lei.
Non so come ho fatto a resistere...
La sua compagnia non era male alla fine: faceva sparire tutte le preoccupazioni e quando non volevi pensare bastava chiudere gli occhi e precipitare in un sonno profondo.
Non riuscivo a lasciar andare quella ragazza.
Nè riuscivo a spiegarmi come e perchè mi avesse ferito in modo così atroce e consapevole.
Ma il mio destino non era legarmi a lei nè alla pazzia.
Così un giorno, dopo 3 lunghi mesi, sono arrivato al punto di rottura.
Ho mandato a cagare la pazzia e ho cominciato a pensare solo a me.
Ed è cominciato un lento e faticoso lavoro di riappropriazione della mia identità.
Di ricostruzione della dignità.
Di consapevolezza di avere il diritto di vivere senza dover soffrire.
Provate a immaginare un ragazzino che si illude e che ha visto molto poco l’amore in qualunque forma esso possa essere.
Provate a pensare alle prime volte che si scontra con la potenza di questo sentimento e a come ne esce malconcio.
Ecco.
Io credo di essere un uomo che si è rifiutato di "maturare" da quel punto di vista e si ostina a rimanere ragazzino.
Sono botte da orbi certo.
Ma quello che senti lo senti in tutte le sue sfumature e non è inquinato da calcolo, interesse, freddezza del lungo termine, timer temporali ecc ecc.
Ad aprile è finita la fase preparatoria ed è cominciato il vero percorso, in cocomitanza con l’arrivo finalmente di un lavoro...
Il lavoro ora è terminato, il percorso non ancora.
Ciò che posso dire (oltre a ringraziare chi mi ha devastato la vita) è che sto meglio.
Un meglio che non è fittizio nè passeggero perchè è un meglio che è stato sudato e guadagnato.
Sono cambiate sicuramente molte cose.
Ho smesso di fumare.
Ho smesso di bere per noia.
Ho chiuso molte porte e mandato a cagare molte persone di comodo, inutili o dannose.
Ho accettato i rifiuti e imparato a rifiutare a mia volta.
Ho smesso di cercare figa facile e ho smesso di usare internet per questo scopo.
Ho conosciuto il vero significato della parola coerenza.
Ho imparato cose nuove sul concetto di amicizia.
Ho ritrovato la determinazione che avevo miseramente perso.
Ho imparato (un poco) a lasciare libere le persone senza aspettarmi nulla.
E ultimamente ho imparato che è molto meglio soli che male accompagnati.
Ho coltivato la mia famiglia (senza esserne succube), perchè cmq e in ogni caso, sono le uniche persone a cui gliene fregherà sempre qualcosa di me.
Ho imparato a portare pazienza, a non cogliere le provocazioni e a non rispondere agli schiaffi senza perdere il controllo.
E ho avuto finalmente il coraggio di chiamare la merda con il proprio nome, anche se nascosta dentro le persone.

Quest’anno non ho la minima idea di cosa succederà.
Credo solo che sarà molto difficile che si riveli peggio del precedente, e già questo non è male.
Auguro anche a voi, come a me, un felice e sereno anno.





"I’m an alien, I’m a legal alien..."








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