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Saturday, March 08, 2014 - ore 19:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Beh sicuramente è un posto fuori dal comuune.
A parte il disagio della circolazione a sinistra (dopo un po ci si abitua), ci sono varie cose che mi hanno colpito.
Il centro è un carnaio.
La via principale appartiene a un uomo detto il liberatore perchè è stato una figura chiave per l’indipendenza della nazione.
C’è chi ama la Gran Bretagna... Beh, studiando un po di storia dell’ isola ci si rende conto di quanto gli inglesi possano essere figli di puttana e di quanto sia stato duro per questo popolo conquistarsi uno spazio proprio anche se in misura parziale (vedi la parte nord).
Anyway in O’Connel street c’è di tutto: artisti di strada, uomini-cartello, gente che cammina a tutte le ore del giorno e della notte, puoi sentire un coacervo di lingue diverse (anche se abbonda lo spagnolo) e vedere tutti i fenotipi possibili.
Asiatici, ispanici, indiani, neri, celtici, dell’est, arabi, incroci: pensa a una razza e nel giro di qualche giorno ti si presenterà davanti a gli occhi senza indugio.
Inoltre qui è pieno, pieno di mamme con carrozzine e bimbi, PIENO.
Si, non ci ero abituato: qui la gente figlia presto e si vede.
Si vede anche quando incontri gruppi di ragazzini (12-15 anni) che girano in folti gruppi atteggiandosi da teppisti urbani e padroni della zona: pestaggi di massa, uova contro passanti e vetrine, molestie a barboni e mendicanti.
Quando stupito da questo fenomeno sociale così evidente, ho chiesto dove fossero i genitori mi è stato risposto: "Al pub a sbronzarsi".
E l’alcolismo lo vedi, lo vedi per le strade e nei pub, ma soprattutto vedi la droga.
Qui ce n’è in quantità spaventosa e dalle facce sembra che sia l’eroina ad andare per la maggiore.
L’orario non è un problema, (l’altro giorno, ore 10 del mattino, ragazzo giovane, strafatto, pieno centro...) e non è un problema cercare di spremere soldi a ogni costo: che sia rubare un portafoglio, chiedere sigarette con insistenza o attaccare briga con un pretesto per cercare un confitto potenzialmente "fruttuoso".
Accanto a questo strato di estrema povertà e di estremo disagio sociale c’è la gente "normale".
Studenti, lavoratori immigrati nei millemila chioschi-negozietti di roba da magnare, commesse e commessi autoctoni dei negozi griffati e di telefonia mobile, bancari, impiegati ecc ecc.
Due anime opposte che convivono (non sempre serenamente) cercando perlopiù di evitarsi e ignorarsi reciprocamente.
E’ un contrasto stridente, ma credo sia molto simile in altre grandi capitali europee.
Altra cosa curiosa sono i venditori abusivi di sigarette.
Sono individui solitamente inquietanti che si piazzano in punti strategici di viette non troppo in vista del centro e a gran voce dichiarano "Packet of sigarette" o anche "Tobacco and sigarette".
E stanno li a fare questo tutto il giorno.
Il loro richiamo monotonale dopo un po assume un risvolto ipnotico che ti induce a pensare che siano assuefatti al suono delle loro parole (oltre che sicuramente a qualcosaltro...).
Cmq credo sia un business redditizio: quando ho visto una mia collega entrare in un negozio e dare 10 euro per UN pacchetto di Marlboro ho compreso...
E ho gioito tantissimo di aver smesso di fumare (appena in tempo...).
Per ora il tempo tiene, la pioggia forte non l’ho vista, è perlopiù pioggerellina, tanto fastidiosa d’inverno quanto piacevole d’estate.
Un po brusco il primo impatto, ma mi sto ambientando e penso che mi troverò bene.
Se c’è una cosa che mi ha insegnato vivere e lavorare all’estero e che puoi trovarti in QUALUNQUE quartiere e con QUALUNQUE gente, ma se porti rispetto e ti fai i cazzi tuoi non avrai MAI problemi, anzi, verrai rispettato a tua volta.
E in certi ambienti è importante capire a chi si DEVE rispetto (soprattutto in un quartiere turco o nero), chi deve essere ignorato e chi no per evitare di avere problemi.
Per me intanto è solo un enjoy your new experience...

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