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Sunday, October 04, 2015 - ore 11:37 La missione, la bottiglia, il ponte. Neppure l’arruolamento nell’arma dei carabinieri ha potuto smorzare la mia disorganizzazione. Infatti mi trovo all’aeroporto con dei colleghi per una missione a Budapest e mentre gli altri hanno la loro dotazione perfettamente raccolta negli zaini tattici la mia si trova sparsa sui bancali del duty free. Spicca una bottiglia di vino rosso che dio solo sa come pensavo di poter portare. E’ avvolta nella carta da imballaggio a bolle. Mi si avvicina un collega, piccolo, scuro, napoletano, calvo. La sua pelle sembra una sfumatura del blu petrolio della divisa da combattimento. Ma la sua umanità meschina è irresistibile. E mi convince ad aprire la bottiglia, chè tanto c’è tempo, chè tanto non riuscirei a portarla, chè tanto mica siamo in servizio, chè tanto non se ne accorge nessuno. Sedotto, eseguo. Il nano napoletano sparisce e compare il comandante. I suoi occhi vedono con disprezzo un appuntato goffo aggirarsi per il duty free con una bottiglia di rosso semivuota. Io volevo solo condividere l’umanità del nano napoletano. Cambio scenario. Budapest. Il ponte sul Danubio. Ma non quello delle catene da cui si vede il parlamento. Un altro dal quale Budapest sembra un bosco. E’ l’alba, arancione. Non c’è nessuno e nemmeno io. O forse io sono il ponte. Una voce dietro il cielo racconta che se voglio il ponte del parlamento è mio. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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