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lunedì 16 novembre 2015 - ore 00:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Libano, Kenya, Francia...ed altri mille Paesi in cui ogni giorno ci si ammazza per N motivi diversi. Un morto innocente è un morto e basta. Che venga dallEuropa, dallAfrica o dal Medio Oriente. E dovremmo mettere una bandiera diversa ogni giorno nel nostro profilo, perché è giusto così. Perché non dovrebbero esserci martiri di serie A o serie B. Eppure ci sono solo tricolori bianco-blu-rossi. Prima li biasimavo, ma poi ho capito. In fondo credo sia naturale. Perché per quanto sdegno e rabbia possiamo provare per unesecuzione a sangue freddo di gente innocente, Parigi è a poche migliaia di km da noi. Perché i volti dei parigini potrebbero essere i nostri. Perché, ci ho riflettuto a sangue freddo: "E se venerdì sera, invece che i mitra al Bataclan ci fossero state le bombe allUnipol Arena? Dove sarei io ora?". Molti mi criticheranno lo so, ma so anche che in fondo in fondo ci avete pensato pure voi. Quanti sono stati in Kenya o in Libano? Poche mani si alzeranno. Quanti di voi a Parigi? Quasi tutti. E avete passeggiato per le rues, ammirato la Tour Eiffel, mangiato una crêpe in un café...ma chi tra voi ha comprato il pane a Beirut o curiosato tra i mercati di Nairobi? Io stessa avrei potuto vincere un dottorato alla Sorbona ed essere stata in giro per Parigi a divertirmi venerdì sera (la cosa devo dire che mi tocca in modo particolare, data anche lomonimia ed il desiderio/sogno di intraprendere una carriera allestero). Potevamo essere io, o te, o tua sorella/fratello, cugino/a, fidanzato/a, amico/a a terra in quel teatro in una pozza di sangue, con un buco nella testa inferto a tradimento mentre piangevamo terrorizzati e pregavamo di risparmiarci. Quindi non critichiamo chi mette le bandiere, perché si è immedesimato in un orrore che per natura e vicinanza geografica e culturale, avrebbe potuto toccare egli stesso. Ma non dimentichiamo le strade polverose di Nairobi o le case distrutte di Beirut. Anche lì ci sono ragazzi/e che ascoltano la musica e sognano di vivere.
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