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![]() Madda, 20 anni spritzino di Vigonza (PD) CHE FACCIO? lavoro Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO TAZ ![]() HO VISTO Dogma, l’erba proibita, warriors ![]() STO ASCOLTANDO Ska-P, Peterepunk, Moravagine, Assalti frontali, 99 posse, MCR, ffd, punkreas, CCCP, los fastidios, banda bassotti, paolino paperino band,Vasco, doors, system, metallica, etc... ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... Essere a letto invece ke a lavoro...oppure a far festa!!! KE FINISSERO LE GUERRE...TUTTE... Che ognuno di noi trovasse il suo posto in questo mondo... STO STUDIANDO... Si dovrebbe imparare qualcosa ogni minuto della nostra vita...da ogni persona che incontriamo...da ogni situazione...da ogni lettura...purtroppo tanti non l’hanno ancora capito... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero. MERAVIGLIE 1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... 2) fare in ogni momento ciò ke veramente ci si sente di fare senza pentirsene mai.. |
Tuesday, September 07, 2004 - ore 10:33 giornalista "infiltrato" Articolo GAZZETTA DI PARMA Rave, la lunga notte dello sballo Ecco la cronaca di una festa clandestina tra pastiglie e musica techno A colpire sono i suoni e gli odori. Che qui, a notte fonda, sulla sabbia umida e pesante del Po, t'aspetti profumo di terra grassa e acqua stagnante, puzza di lanca e pioppeti concimati. Mescolati al ronzare di zanzare e cicale, stormire padano di foglie e di corrente lenta. Invece quello che ti batte nello stomaco è un pulsare di tastiere elettroniche e voci digitali, echi di Rotterdam e Berlino, armonie distorte basso e batteria. Così come l'odore è inequivocabile e appiccicoso, sentore coloniale di «ganja» e incenso, marijuana e hashish. Che avvolge come una nebbia (questa sì, roba di casa), loro, la gente della notte, devotamente rivolti verso l'officiante nascosto dietro i cursori del mixer, mentre gli occhi mirano ad est, in attesa dell'alba che non arriva. Sono le tre del mattino sulla «spiaggia» di Casalmaggiore e il rave vola avanti. Le auto arrivano dall'argine sciabolando i fari nel buio, centinaia di giovani si muovono a tempo di musica techno. E la liturgia della festa batte il suo tempo. ORE 18 - Il passaparola in rete L'appuntamento è dopo la mezzanotte a due passi dal casello dell'autostrada, nel parcheggio di un negozio. Ma il ritrovo è in realtà ben prima, nelle pliche poco segrete di un sito internet che si racconta in tedesco ma che, per chi sa appena un po' frugare nei sotterfugi della rete, svela il suo segreto: a Parma va in scena la seconda edizione dello Space River, una «libera riunione psichedelica» che parte dalle 23 di sabato e sfora fino al mezzogiorno di ieri. Quando i ragazzi stremati dai decibel e dal ballo hanno preso la via di casa e i loro genitori hanno infilato le gambe sotto il tavolo. Il sito, come prassi in questi casi, svela anche la lista dei dj che mixano la musica, nomi sconosciuti ai più ma ben noti tra i cultori della musica trance, della techno, della garage, misteriose sigle come Moksha e la sua «liquid sound dimension» o Maya e le «technoexperience». Per chi arriva da fuori il sito spiega anche (in due lingue) «appena uscito dal casello segui per Mantova, 50 metri sulla rotonda vedrai un grosso negozio di abbigliamento con un parcheggio davanti. L'info point è li». Indicazioni che valgono più di un navigatore satellitare e così, a mezzanotte e mezzo, nello spiazzo ronzano macchine, ci sono ragazzi che ciondolano in attesa di qualcosa. ORE 0.30- Verso la Bassa Un qualcosa che si rivela ben presto: all'«info point» ci si fa riconoscere come «ravers» e si accumulano le indicazioni per raggiungere la festa che, come è normale in questi casi (vedi il box in alto, ndr) è in un luogo segreto e fuori mano. «Prendi per Colorno e Casalmaggiore poi gira sull'argine, segui il sentiero e sei arrivato», sancisce con efficienza il «maestro di cerimonia» con il cellulare che non dà tregua. Le chiamate arrivano da tutt'Italia, il passaparola ha funzionato e le targhe assortite lo raccontano. Come l'accento etichetta l'origine piemontesi di due ragazzi arrivati in treno da Torino e in cerca di uno strappo verso il party. «Ci dai un passaggio?» buttano li prima di fiondarsi sulla macchina, rollare una sigaretta e raccontare dei loro viaggi. «A Parma è la prima volta che veniamo, ma noi giriamo un sacco di party», spiegano con la disinvolta fierezza degli habituè. Voghera, Milano, Genova, una volta l'Austria, il pellegrinaggio tra le feste clandestine li ha portati in giro dappertutto, lo slang del gruppo li identifica tanto quanto le magliette acide. Intanto che l'auto viaggia nella Bassa con il cellulare tengono i contatti con gli amici che li stanno raggiungendo, vogliono ragguagli: «Ma ci sono stati problemi con la polizia? Questo è un party legale?» chiedono. Non appena scoprono che la festa è clandestina e a rischio di un'irruzione degli agenti il sorriso è ancora più soddisfatto: «Meglio così». ORE 1- Oltre l'argine Intanto il Po è scavalcato, la rotatoria di Casalmaggiore superata. A cento metri, in un campo sportivo, evapora l'ultima mazurka di una festa di paese, si sente ancora a mezz'aria il sentore della torta fritta tra cui le decine di macchine di quelli della notte accostano verso l'argine. La stradina corre rilevata per un po', poi svolta di colpo e si inabissa nel pioppeto, tra polvere e buio. «Ma dove siamo?» si interrogano i piemontesi che annusano l'aria, cercano tracce sonore. «Siamo arrivati, si sente la musica», sbotta infine uno dei due e poco dopo l'argine si inchina davanti al Grande fiume. Sparse nel prato un centinaio di auto davanti allo spiaggione ereditato dalla magra del Po, più in là, sulla sabbia, musica e luci. Da due generatori sgorga la corrente elettrica, una capanna funge da bar, una da pedana del dj, si spillano birre e la musica forma un tappeto di suoni. A quest'ora, a festa appena iniziata, ci sono un centinaio di ragazzi che fluttuano sparpagliati sulla spiaggia. Sono giovani, vent'anni è l'età media, magliette e jeans la divisa d'ordinanza. Il dj inanella sequenze che sembrano sempre uguali mentre molti «carburano» al bar, una media alla spina 3 euro, una lattina tiepida da mezzo litro 2. Nell'aria comincia a salire il profumo degli spinelli, dai gruppetti si sollevano nuvolette. «Questo posto è bello», si guarda in giro uno che poi questua sigarette da riciclare in qualcos'altro. La bolla di luce e musica si allarga per una cinquantina di metri, oltre l'alone delle stroboscopiche si intravede il fiume, ombre di pioppi e olmi. Continuano ad arrivare ragazzi, i piemontesi sono stati raggiunti dagli amici guidati per telefono, offrono un giro di birre e propongono un tiro di «maria» mentre il dj è cambiato e lo spazio davanti alla consolle si è riempito. ORE 2 - Il ritmo della notte Il ritmo della musica è ipnotico, tribale. La cosa che viene in mente è un battito cardiaco accelerato, come deve essere quello di tanti di coloro che ballano. Una ragazza con i capelli rasta, faccino pulito e espressione compresa, fa ruotare ininterrottamente due nastri con degli sbuffi colorati, che ricordano quelli della ginnastica ritmica. Con le gambe immobili rotea le fettucce, segue un ritmo interno, sembra lontanissima, da mezz'ora va avanti e sembra non volere smettere mai. Quelli che ballano sono tutti girati verso il dj e le casse che sparano decibel pesanti, nessuno si parla, si balla da soli, isole nella corrente di suoni. La musica è un ritmo costante con, in controluce, rumori, voci, esplosioni. Un ragazzo con una maglietta nera e piercing di prammatica, si muove con le braccia alzate, un metronomo con cuore e polmoni. Le tre sono scoccate da un po', ormai nella spiaggia ci saranno cinquecento persone, c'è chi va e chi viene, ma la maggior parte dei «ravers» sbarca ora oltre l'argine. In pista, chiamiamola così, ci saranno duecento persone, poco più in là corpi stesi sulla sabbia, immobili, qualcuno sta male e sporca la spiaggia. In giro bottiglie e lattine, bicchieri e carte, domattina qualcuno farà sparire tutto e del party non resterà traccia. ORE 5 - Viaggio nella musica Domani però. Perché ora, per la gente della notte, è tempo di farsi prendere e portare via dalla musica dal «fumo» e dalle pastiglie, tempo di lasciarsi andare e ondeggiare, appoggiarsi al ritmo come fosse una cosa solida che sostiene i corpi e li fa muovere, immemori di tutto quello che sta intorno. Senza accorgersi della luce che comincia a filtrare in cielo, senza avvertire, per lo sballo di musica e «roba», il peso delle gambe snervate dal quel lungo pestare la sabbia, sempre con gli occhi fissi sulle mani del dj e il cuore che pulsa a tempo. Il rave continuerà così ancora per qualche ora, poi il sole farà evaporare le ultime forze, il caldo e la luce faranno svanire la festa. Ma adesso sotto una delle tende, tra velami a tinte acide che arrivano dall'India, c'è chi fuma e chi si bacia, chi si fa arrotolare delle treccine rasta, chi, seduto, dondola la testa. «Ascolta ma c'è la stazione qui? Devo tornare a Milano», chiede con tono ansioso un ragazzo che improvvisamente sembra avere deciso di andare. Ma la ferrovia è lontana e allora anche la fretta di partire svanisce in fretta, così il ragazzo alza le spalle: tanto vale tornare a ballare. Risalendo l'argine e guardando lo spiaggione fa uno strano effetto vedere quella massa di ombre che si muovono a ritmo, come per un rito misterioso. Dal fondo del prato-parcheggio, invaso di auto addirittura con targhe tedesche, arriva una coppia di corsa con un sorriso stirato: «andiamo a ballare, è bellissimo» dice la ragazza. Sono le cinque passate, la musica ha lo stesso ritmo da incantatore di qualche ora prima. Sbucando sulla provinciale, dopo il tunnel di pioppi, all'orizzonte comincia a spuntare il sole. Luca Pelagatti piccola dimenticanza...non ha detto niente ke pur essendoci tanti ragazzi e nessuna security nessuno s'è fatto niente...nessuna rissa...eppure nelle disco dove ci sono gli "impasticcati" veri di risse ne succedono regolarmente...pur essendo controllati a vista da bestioni enormi...non s'è evidenziato come le droghe non siano solo le pastikke ma ce ne siano uan varietà incredibile ai party...non s'è evidenziato come la gente non si alcolizza (si vende solo birra) e si kiedono poki soldi...come al solito i gionralisti e i media fanno vedere solo ciò ke a loro è più comodo...perkè non intervistare un ragazzo ke era la...xkè non intervistare Maya (bella Maya) ke sicuramente di cose da dire ne aveva un'infinità e molto più giuste delle quattro parole di un gionralista perbenista come questo Pelagatti ke pretende di descrivere un fenomeno come la goatrance con l'appellativo di "impasticcati" e basta....un raver è molto di più...namastè LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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