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Wednesday, September 08, 2004 - ore 17:33
ex-macello (aka mariano lupo)
(categoria: " Riflessioni ")
In merito all'articolo avente in oggetto un fantomatico “ultimatum” allo Spazio Sociale Mariano Lupo, comparso sulla Gazzetta di Parma il 1° settembre, i frequentatori, i simpatizzanti e gli attivisti, riuniti in assemblea, desiderano esprimere alcune considerazioni.
A titolo informativo aggiungiamo che gli stessi argomenti sono stati esposti venerdì tre settembre durante un incontro che una nostra delegazione ha tenuto con l'assessore al patrimonio del comune di Parma, Claudio Bigliardi, accompagnato dal direttore dell'area opere pubbliche, sig. Tini. Erano presenti come osservatori alcuni esponenti del Comitato Cittadino Antirazzista.
Durante l’incontro abbiamo ribadito come il Mario Lupo, data la sua lunga storia sia un luogo da sempre aperto e fruibile per i cittadini, soprattutto per quelle fasce di popolazione giovanile che a vario titolo non si riconoscono nei valori, oggi apparentemente dominanti, del “libero mercato” e di una concezione dell’organizzazione della città, sia urbanistica che sociale che tende a nascondere ed allontanare le contraddizioni che essa stessa genera.
Quella odierna rappresenta la quarta generazione di militanti che, in continuità con le precedenti, svolge innegabilmente (anche da parte dei suoi detrattori), grazie all’esistenza di questo spazio, una funzione positiva, certamente parziale, ma fortemente concreta, “dentro” la nostra città.
Centinaia sono i frequentatori che settimanalmente fruiscono dello Spazio Sociale, decine e decine le iniziative che negli ultimi due anni hanno proposto: concerti, dj set, proiezioni di film, laboratori teatrali, dibattiti e assemblee su tematiche di attualità, cene popolari, tutto gratuitamente o a prezzo di costo. Le spese sono coperte dai contributi dei partecipanti e i ricavati utilizzati interamente per finanziare le iniziative future.
Non dimentichiamo inoltre che in tutti questi anni ci si è battuti con la massima fermezza contro lo spaccio, in particolare di eroina, allontanando fisicamente e costantemente i venditori di morte dal Parco Pellegrini, che molti parchi cittadini ripresenta spesso al suo interno questa contraddizione, che da sempre viene combattuta esponendosi in prima persona.
Tra le attività “storiche”, in vista della ripresa dell’attività scolastica, è attualmente in funzione il mercatino del libro usato, organizzato dagli studenti delle medie superiori, che vede tra le centinaia di cittadini fruitori non solo le fasce che noi amiamo definire proletarie, ma molte famiglie costrette a subire il costante e vertiginoso aumento del costo dei libri di testo.
L'alternativa che ripropone oggi l'amministrazione comunale, ovvero il trasferimento (coatto?) nella ex scuola elementare di Marore, praticamente in aperta campagna, era già stata avanzata dall'ex assessore Nesti (circa 9 mesi fa) ed era stata scartata proprio perchè pregiudicherebbe sia la fruibilità che l'utilità sociale del Mario Lupo “dentro la città”. Soprattutto considerando che lo spazio sociale si colloca all'interno di una fascia urbana oggetto di una forte ristrutturazione in favore della terziarizzazione, del commerciale e del direzionale, con la conseguente creazione di un ambiente freddo, asettico e disumanizzante.
Per quanto riguarda il problema il pagamento dell’affitto, ribadiamo la piena disponibilità a versare un canone “politico” (e non “commerciale”) al comune di Parma, sempre che l'amministrazione sia disponibile, come sembra, a rinnovare il contratto di locazione, intestandolo ad un'associazione di fatto che stiamo costituendo appositamente.
Non conosciamo abbastanza a fondo i rapporti tra le precedenti gestioni e le varie amministrazioni comunali che si sono succedute (25 anni fa la maggior parte di noi non era ancora nata), ne tanto meno ci sembra corretto attribuire a chi oggi vive e frequenta lo spazio debiti improbabili, forse accumulatisi negli anni (non dimentichiamo che per diverso tempo, alla fine degli anni '90, lo spazio è rimasto praticamente vuoto e inutilizzato).
Malgrado queste premesse ci è stato risposto che la presenza del Mario Lupo “non è accettabile a livello di immagine per la città che deve ospitare l’Autority”.
Si potrebbe rovesciare questa concezione dell’immagine di “Parma città europea” osservando come in città come Bruxelles, Berlino, Parigi, Amsterdam, Roma ecc. convivono fianco a fianco banche, uffici, sedi istituzionali e decine di locali cosiddetti “alternativi”, che quelli si, fanno immagine. Quelle amministrazioni li hanno finanziati, ristrutturati, acquistati proprio per dare un aspetto meno triste ed opprimente ad aree urbane sempre meno vivibili per la popolazione, in particolare per i più giovani.
A Parma “città della cultura” questo non accade perché quello spazio “non è in vendita” ed i tanti giovani che lo fanno vivere non sono disposti a rinunciare ai contenuti politici e sociali a cui il Mario Lupo permette di dare concretezza: l'antifascismo militante, l'autogestione, il rifiuto della mercificazione dei rapporti sociali, la solidarietà internazionalista, l'opposizione alle politiche di guerra e a chi promuove e sostiene l'imperialismo.
Ben contenti di non essere omologabili alla “città vetrina”, ribadiamo la necessità oggettiva di spazi sociali “dentro” la città.
In un giorno d'agosto del 1989 la giunta milanese dell'allora sindaco Pillitteri inviò le ruspe a demolire il vecchio Centro Sociale Leoncavallo, senza riuscire a cancellare quella straordinaria esperienza, che, al contrario, continuò con maggior forza e vigore. Quel giorno su un muro del centro campeggiava questa scritta: “nessuna minaccia di sgombero potrà toglierci la rabbia e la gioia di lottare”. Ci piace ricordarla.
L’assemblea dello Spazio Sociale Mario Lupo
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