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Wednesday, September 08, 2004 - ore 19:16
Mare dentro
(categoria: " Cinema ")

Film del regista Alejandro Amenàbar (The Others, Apri gli occhi) presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Il protagonista è
Ramon Sampedro (interpretato dall'attore Javier Bardem), un marinaio della Galizia costretto, dopo un tuffo mal calcolato, a restare a letto per oltre 27 anni.
Il suo desiderio è una
morte dignitosa, ma dovrà scontrarsi con le istituzioni. Nonostante le premesse, non aspettatevi un fastidioso tono di
commiserazione: non è la storia di un tetraplegico, ma di un uomo come tanti altri, dotato di una sensibilità fuori dal comune e uno spiccato sarcasmo, che desidera essere compreso senza però essere giudicato.

A difendere le sue posizioni c'è l'avvocatessa
Julia (Belen Rueda) anche lei vittima di una
malattia degenerativa;
Rosa è invece un'operaia del paese che per passione lavora anche in un'emittente radiofonica, conquistata da Ramon anche se inizialmente fatica a comprendere la sua decisione e vorrebbe convincerlo che vale la pena vivere comunque.
Il fratello maggiore è apertamente contrario all'
eutanasia, mentre gli altri familiari (come la sua cognata, visibilmente offesa dalle accuse di un prete tetraplegico "dalla bocca troppo larga" che farà loro visita) lo rispettano rassegnati.
Non manca una riflessione sulla
giustizia di uno Stato che si definisce laico (e in Spagna non hanno il Vaticano in casa...) e che nei fatti non lascia il diritto di decidere per la propria vita. Ottime la sceneggiatura (in primis le vedute aeree che rappresentano il volo nei sogni di Ramon) e nel complesso l'esecuzione, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine. Suggestive le musiche composte dallo stesso Amenàbar.
Mar adentro,
mar adentro.
Y en la ingravidez del fondo
donde se cumplen los sueños
se juntan dos voluntades
para cumplir un deseo.
Un beso enciende la vida
con un relámpago y un trueno
y en una metamorfosis
mi cuerpo no es ya mi cuerpo,
es como penetrar al centro del universo.
El abrazo más pueril
y el más puro de los besos
hasta vernos reducidos
en un único deseo.
Tu mirada y mi mirada
como un eco repitiendo, sin palabras
'más adentro', 'más adentro'
hasta el más allá del todo
por la sangre y por los huesos.
Pero me despierto siempre
y siempre quiero estar muerto,
para seguir con mi boca
enredada en tus cabellos.
P.S.La traduzione è nel blog di Irenita
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