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Saturday, September 11, 2004 - ore 13:37
Per non dimenticare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La mattina dell’
11 settembre 2001 milioni di americani, poco dopo l’alba, si sono messi in movimenti per andare a lavorare. Anche i dipendenti degli uffici che avevano sede nelle Twin Towers del World Trade Center di New York e al Pentagono di Washington.
Doveva essere una mattinata normale: un caffè lungo, una ciambella, l’accensione del computer, le prime telefonate.
Alle
8:45, L’American Flight 11, con 92 persone a bordo, si è scagliato contro la prima torre di New York. Alle
9:06 è toccato al volo United 175 finire contro la seconda torre. Alle
9:43 L’American Flight 77 ha colpito il Pentagono. Alle
10:10 il volo 93 della United, ha concluso la sua folle corsa schiantandosi a 80 miglia da Pittsburgh: avrebbe dovuto distruggere la cupola del Campidoglio o la Casa Bianca.
Dopo l’impatto degli aerei, e l’incendio, le torri del World Trade Center, simbolo della potenza finanziaria americana, sono crollate e seimila persone sono morte. L’incendio e la distruzione di una parte del Pentagono hanno causato la morte di almeno 200 dipendenti e ferito il simbolo della potenza militare americana.
Così in una placida mattinata di settembre, quando qualche foglia rossa di acero cominciava a cadere nei giardini d’America, si è realizzato il folle e criminale sogno di Osama Bin Laden, dei suoi complici, dei suoi protettori e dei suoi occulti ispiratori e forse mandanti. L’America da quel momento, ha pianto i suoi morti. Ma ha cominciato subito a reagire, senza farsi mettere in ginocchio dal terrorismo. New York, spronata dal coraggio dei suoi pompieri, ha dato un eccelso segno di umanità e coraggio. Washington e l’America hanno fatto altrettanto.
I terroristi saranno puniti e pagheranno caro le loro colpe.
Per non dimenticare
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