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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Thursday, September 16, 2004 - ore 20:41


Sul settimanale dell'Unione artigiani della prossima settimana: il caro mattone sempre più caro
(categoria: " Accadde Domani ")


Il proverbiale mattone sta diventando sempre più simile al lingotto, se non ancora d’oro, certamente d’argento. Nessuna opera di qualche oscuro alchimista: a far lievitare i prezzi di case ed appartamenti ci pensa la “mano invisibile” del mercato, che negli ultimi anni si è trasformata in una specie di scure, che fa a pezzetti il sogno di un nido d’amore comodo e di proprietà per tante giovani coppie.
La conferma di quello che è ormai un comune sentire di carattere economico lo si ha dall’unanimità degli agenti immobiliari.
Tutti gli operatori del settore dipingono lo stesso scenario: i prezzi potranno crescere ancora, ma non più di tanto. Tra un anno poi ci si aspetta una generale frenata del livello generale dei prezzi al metro quadro, come tradizionalmente accade durante il periodo elettorale, dove l’incertezza la fa da padrona. La voglia di mettere su casa però è ancora più forte di qualsiasi altro ragionamento: si tratta di un desiderio che ha modi e tempi di attuazione diversi e generalmente più dilatati rispetto a quanto avveniva fino a qualche tempo fa.
«Ormai alle giovani coppie non proponiamo neanche più appartamenti nel centro città – spiega Davide Dalla Valle, titolare dell’omonima agenzia di via Euganea, una delle più dinamiche in città – all’interno delle mura cittadine gli unici che possono permettersi di acquistare sono gli imprenditori o i professionisti che hanno un solido gruzzolo da parte e lo mettono a frutto».
Speculazione totale quindi.
«Non proprio, il mercato ormai sta arrivando al punto massimo e non si fanno più i buonio affari come alla metà degli anni ottanta. I tassi però sono ancora convenienti, ed è sempre più preferibile far girare il denaro piuttosto che tenerlo fermo in banca a svalutarsi. Però dobbiamo dimenticarci i rendimenti a due cifre nel giro di pochi anni, anche perchè difficilmente i prezzi al metro quadro di appartamenti e case potrà lievitare più di tanto. Parlerei piuttosto di una propensione a cogliere l’opportunità. Il cliente tipo che acquista l’appartamento in centro è l’uomo d’affari che, dovendo far studiare in città il figlio ventenne, preferisce acquistare casa piuttosto che andare in cerce di un posto letto in affitto. Solitamente poi le spese della rata del mutuo vengono pagate in tutto o in parte attraverso il subaffitto ad altri compaesani coetanei». Un meccanismo che in una città come Padova dove le matricole provenienti dai comuni della provincia sono oltre diecimila ha fatto salire alle stelle i prezzi di mercato degli appartamenti nelle zone “strategiche”. Risultato: la giovane coppia sceglie la cintura urbana.
«Anche per l’immediata periferia occorre comunque disporre di un minimo di disponibilità finanziaria di base: un appartamento tipo con due camere e un bagno a Chiesanuova o alla Guizza non costa meno di 130mila euro, e sto parlando di appartamenti in buono stato, ma non nuovi. Tradotto in mutuo vuol dire una rata mensile che si mangerà tre quarti di uno dei due stipendi per almneno vent’anni. E’ per questo che di solito le giovani coppie non vanno oltre il primo figlio: per tirar su il secondo con i mille euro al mese non ci sono risorse, e poi dove lo metterebbero?».
La logica porterebbe a dire: che vadano un po’ più fuori città, dove le case costano meno.
«Una equazione che non è sempre valida: ad Albignasego gli appartamenti ad esempio costano di più che a Chiesanuova. Un due camere più seminterrato ad uso taverna a Voltabarozzo non lo si acquista per meno di 180mila euro. A Montegrotto le cose non si discostano di molto».
Non c’è scampo quindi.
«Ben inteso, l’occasione con un po’ di pazienza la si trova sempre, ma il prezzo di entrata per un monolocale raramente ormai scende sotto i 100mila euro, a meno di non scegliere zone della città particolarmente disagiate».
Tutti questi prezzi chiaramente sono al netto delle commissioni bancarie per l’apertura di un eventuale mutuo e non tengono conto delle spese notarili.
«Gli oneri accessori dell’acquisto influiscono per un 5 - 8% sulla cifra finale dell’immobile: un peso di cui è bene tener conto al momento della scelta dell’appartamento».
Un potenziale acquirente a questo punto potrebbe pensare: mi compero il terreno e mi costruisco una casetta per conto mio.
«Scelta sempre possibile, a patto però di scordarsi la collocazione “a portata di autobus” dal centro, e ormai il terreno edificabile di qualità è un tipo di articolo in via di estinzione sul mercato padovano».
Ci sono ancora distinzioni tra giovani coppie italiane e straniere?
«Sempre meno, anzi ci sono delle banche che si stanno specializzando nellacreazione di prodotti finanziari destinati all’acquisto di case per extracomunitari: in fondo si tratta di persone che magari sono qui in Italia da tanti anni, con un contratto a tempo indeterminato e una bella busta paga. Hanno tanta voglia di lavorare e il più delle volte sanno anche risparmiare di più e meglio del neolaureato padovano».
La casa è quindi ancora un diritto costituzionalmente garantito, basta avere i soldi sufficienti ad esercitarlo.


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