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Monday, September 20, 2004 - ore 12:18
Parco Nord 2004
(categoria: " Riflessioni ")
Appena vedo i condomini di San Pietro in Casale respiro aria di casa. Alla fine la maggior parte della mia vita biologica l'ho passata qui a Padova. La "vita" però è stata lì, per la maggior parte. Non scendo con una valigia questa volta, non vado al ghetto di Cento ad aprire casa mia. Proseguo. Una telefonata di dieci secondi, un giretto per quella stazione che conosco più delle mie tasche (delle quali obiettivamente non so più il contenuto) e vedo un new beetle nero che sfida il sole. Pausa Bancomat di rito e ricerca del parcheggio. Viale Stalingrado, percorso centinaia, forse migliaia di volte. La curva di via Donato Creti, dove Walter ha lo studio, la vista su bolognina ("bella gente", dice il cartello) e il Parco Nord, terra del Made in Bo, per i miei ricordi. I parcheggiatori abusivi sono organizzatissimi, hanno addirittura i cartelli luminosi. Si fanno la guerra sui 50 cent in più od in meno, ma alla fine tutti vogliono tre euro. Solo che il nostro non capiva un cazzo di italiano. Va bene. Sul fondo, l'MS o manifattura tabacchi che dir si voglia, dove 5 anni fa ho imparato sulla mia pelle che le curve con l'Ape Piaggio non si fanno a più di 50 all'ora. Ancora rido. L'arena attende. La spianata romagnola però è più forte del concerto, tanto stanno suonando i Meganoidi. Oops, dovevo portare loro i saluti della Chiara. Sarà per un'altra volta. 9 euro e mezzo di fame e sete. Caldo, tanto caldo attorno al cerchio stampato sulla mia maglia.
Si moltiplica e forma cerchi di fuoco e sabbia Dentro in arena, at last. L'entrata autorità e paraculati è ad anni luce, nel frattempo centinaia di adolescenti gasati ed adulti idioti sono in coda per il videobox. La Benq pensa bene di distribuire invece tubi di plastica gonfiabili per menarsi l'uno con l'altro, un elogio al pacifismo tecnologico. "Chi sono questi?" "Mah, sarà un fuori programma". Sticazzi, sono i Verdena. Poca voce e la bassista è irriconoscibile. Vabbè. A sorpresa facce note che non vedevo da lungo tempo, alcune sono una bella sorpresa, altre un insulto al buon gusto ed all'essere uomo. Amen. C'è mezza Padova in giro. Sale Max sul palco. Era da tempo che non lo vedevo dal vivo. Suona solo una canzone, per il resto si limita a cantare. Nuove versioni della Favola e di altro, mi manca Cara Valentina. Nelle sonorità però c'è qualcosa che mi riguarda il "passato": la sua band è composta dai Peng, tra i quali i carissimi Negro e Misiti. Un po'di nostalgia a pensare a quei primi concerti di un quasi-emergente, in giro, allo Zero Zero di Cento, al Locale ed al Radiorockestate di Roma. E per tutto il tempo del concerto mi sembra di trovarmi seduto a Campo de'Fiori al Matriciano, fermo immobile con la testa che si gira intorno per guardare e captare quanto più possibile di quello che succede. Finisce il concerto, sms a Max. W la tecnologia.
Diaspora. Trovo Ashe (cuea) che stranamente non indossa il tutù di Raffaella Carlà (nuovo ibrido) ma una tenuta più ròchenròl. Penso a come si faccia a vivere da mantenuti, a come si può non provare schifo verso se stessi. Stare lì ad aspettare che "si svolti". "Vieni di qua, dai, ci si trasferisce tutti lì, si fa, vedrai, ci sono un sacco di sbocchi, ci sono gli agganci, si fa". E tu che cazzo stai facendo? Meglio lasciare perdere. Non mi sono mai accorto che mollare un certo ambiente fosse difficile. Evidentemente per qualcuno non è così. I soldi sono pochi, i compromessi tanti, per carità, come tanto è il divertimento. Ma alla fine è un lavoro come un altro, cazzo. I nostri 15 minuti li abbiamo avuti e pure abbondanti, forse si parla di ore. Chi non si accontenta fa una brutta fine. Non credo ai tuoi movimenti, non credo alle tue belle parole forbite, che stanno bene nei tuoi discorsi poveri come una fetta di san daniele che galleggia in una tazza di latte caldo. Non credo a te, credo persino di più in me, ed è tutto dire.
Intorno nuvole bianche, non nel cielo. Security che vuole lapidare un venditore abusivo di birre. Ed in effetti visto che tutti lanciano tutto è meglio che non giri del vetro.. Bologna non è nuova al vetro che vola. 3 capodanni a fare lo slalom tra i vuoti di spumante che rimbalzavano da una parte all'altra di viale Indipendenza. Amnesty l'1 gennaio dovrebbe processare la giunta comunale per non aver avvisato nessuno della presenza di armi antiuomo nel centro storico. Armi, appunto. Guerra. Tra Coppola, la Maugeri e i videobox è la sagra di quelle "buone intenzioni" che farebbero trasformare un pacifista vero in un kamikaze. Perché la gente non fa il proprio lavoro tentando di lanciarsi? Tra l'altro mi risulta MTV sia di Viacom. Non dico altro ma forse sarebbe il caso di vedere azionisti di maggioranza e finanziatori. Chi parla a ragione e riesce a stupirmi ogni volta di più da 12 anni a questa parte è Frankie. Un "rapper" con i coglioni, da sempre. Prima che arrivassero gli altri a fare gli inni. Quando parla di pace o di idrogeno lui non lo fa come una chiacchera sotto il casco dalla parrucchiera. Frankie io proprio lo adoro. Fa i suoi pezzi meno famosi, a parte un paio. Perché vuole far sentire quello che piace a lui, i suoi bambini, le sue canzoni. E intanto il suo dj, appunto, fa andare tutto ciò che ha dentro e fuori dalla flight case grazie all'idrogeno. Chissà quando saranno le auto a scartare acqua anziché merda. Per la Maugeri e Coppola probabilmente l'idrogeno è un elemento della tavola periodica. C'è chi guarda oltre anziché blaterare. Figo Frankie. Dopo aver sentito "Stay with me" e i suoi ultimi album evito volentieri Pelù. Pensando pure che al prete che spuntava "col dito in culo" qualcuno adesso fa la corte. Cosa cazzo non si fa per vendere. Non credo ci sia stato un concerto di Francesco Renga. Invece ho visto un cicciottello che quando c'è la strofa la canta in modo normale, quando c'è un acuto impegnativo lo fa perfetto, pulito. Troppo pulito. E con un volume totalmente diverso dal resto della canzone. Chi ha inventato il playback? Esiste il playback? Da ieri ho qualche dubbio in meno. Ho comunque una certezza: i Timoria hanno perso una voce, tutto qui.. il resto è tutto guadagno. Gli articolo 31 trascinano chiunque, a loro, piacciano o meno, va il plauso di aver fatto davvero esplodere Parco Nord. Hanno energia, non c'è un cazzo da dire. Lo stupore più grande, però, arriva da ciò che consideravo il nulla. I Black Eyed Peas. Raramente ho visto qualcuno che tenga il palco così bene. E cantano bene. Ed hanno dei musicisti della madonna, batterista in primis. Qualcuno ha il coraggio di dire, lì intorno, che fa un "quattro quarti liscio". Si vede che non capisci proprio un cazzo di musica, ne ho avuto un'ulteriore conferma. Comunque sia, non comprerò mai un cd dei B.e.p., ma se capita li vado a vedere. Raramente mi sono divertito così tanto ad un concerto, voglia di saltare contrapposta al desiderio di stare lì sotto perché era proprio da ammirare. Mi spiace di non poter dire lo stesso per la meraviglia della natura che era seduta sul soppalchetto lì davanti e piangeva per cazzi suoi. Istantanea di sconosciuta che ti resta dentro, ed ogni tanto il pensiero torna a batterci. Non so chi e di dove sia ma disinteressatamente spero stia meglio oggi. Caparezza è sempre stato uno che parla senza peli sulla lingua. Le sue parole sono vere, si sente. Non come un essere indefinito che suona la chitarra per un rocker emiliano. Che ha fatto un disco da solista che non si è cagato nessuno e si è fatto invitare da Mtv per dire al microfono quattro stronzate di pura retorica su Farenheit. Penso che Moore lo crocefiggerebbe. Come farebbe anche il buon gusto musicale. Bologna ed è buio, ma non piove.
Mtv ha fatto il casting "cercasi Vj" anche 'sto anno. Finendo per assumere Cattelan di Allmusic ed un conoscente, oltre che uno dei cantanti italiani che preferisco, Cocci. Sì, è vero, fa anche l'attore, ma io lo preferisco nei Malfunk. Saranno di sicuro bravissimi. Bella presa per il culo però, penseranno forse quei ragazzetti che hanno telefonato e macinato chilometri sperando di vedere la loro faccia in tv, di realizzare un sogno, di sognare. Del resto Mtv non è nuova alle "speranze". 17 aprile 2001, ultima puntata del "rocchesì". Il "nuovo inquilino", direttore di Mtv, dice in diretta che il nostro programma resisterà, come tutto il buono di tmc2. Di tmc2, noi compresi, sono rimasti i ripetitori. E la grinta di chi c'ha creduto che in certi casi diventa rancore. La nostra vittoria è vedere la cozzaglia di stronzate spesso trasmessa da un canale. E notare che l'outsider "appena nato" ha programmi ed idee interessanti. Compreso un "Play" che ogni tanto da spazio agli emergenti. Anche se non è Help. Pazienza.
Ci sono due modi di finire un concerto. Scappare un po'prima o non abbandonare la nave. E chi ama la musica se può non l'abbandona. Mezz'oretta a guardare il vuoto sempre più evidente. Sonno e si va verso casa. Fiumane di gente, facce note e meno. La casa di Jessica è bellissima. Vedo la fiera, vedo Bologna. E con la mia Bologna dentro aspetto che il sonno faccia il suo lavoro, sapendo che non durerà molto. Un altro treno mi aspetta. Chissà quando ne prenderò un altro
66 - LINEA 77 & SUBSONICA
Sei l’affanno il brivido la perdita
del ritmo regolare del respiro
Mi nascondo
dietro parole inutili
Righe parallele che non si incontrano
Destini quasi a perdersi
nell’infinito
E non fermarti adesso
Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero
Le conseguenze
che mi aspettano
nascoste dietro la luce soffusa
della stanza mi assalgono
comprimono il cervello
stringono la presa e mi confondo
non respiro più
lo sguardo cade su un particolare ormai dimenticato
la testa gira ferma tutto voglio scendere
da questa paranoia
Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
Ora che non sei più solo
ora che cosa c’è
l’incertezza di restare appeso ad un filo
con la paura di volare alto
confondo nello spazio
vuoto
ridendo mi nascondo
cado
non c’è più spazio per l’indecisioni
prendere o lasciare accettare
di cadere ancora
ancora
Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
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