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Monday, September 27, 2004 - ore 11:44
Sound, vision and...party time!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Spiderman 2: "Il mondo ha bisogno di un eroe, e New York ha il suo, Spiderman". "Ma è solo un ragazzo! Non lo diremo a nessuno". Due definizioni antitetiche del personaggio Spiderman, la prima data dalla zia May, salvata dai tentacoli del dottor Octopus (Alfred Molina), e la seconda da chi lo vede sul treno senza maschera. Quasi una metafora sulla doppiezza dell'identità umana, e sono convinto che il riferimento all'opera "L'importanza di chiamarsi Ernesto"
di Wilde, recitata da Mary Jane, non sia affatto casuale.
Peter Parker (Tobey Maguire) è in questo episodio un ragazzo squattrinato (vive in una stanza in affitto ed è in ritardo con il pagamento) e particolarmente imbranato; lo conosciamo all'inizio mentre lavora come pizza boy - con successivo licenziamento - poi come uno studente universitario brillante ma pigro, e anche come fotografo di Spiderman per il Bugle. Peter ama Mary Jane (interpretata da Kirsten Durst, forse non molto adatta per la parte) ma
in silenzio, consapevole dei rischi che lei potrebbe correre.
Pur essendo un film basato più che altro sugli effetti speciali, non sempre brillanti - in alcune scene si vede chiaramente che Spiderman è realizzato ed animato al computer - non manca un'efficace caratterizzazione dei personaggi. Ottimi i titoli di testa, mentre il finale è sdolcinato e persino spiazzante (dove abbiamo già visto una runaway bride?). Tra le scene più simpatiche c'è
quella del buffo J. J. Jameson al matrimonio di suo figlio
con Mary Jane e quella con Spiderman in ascensore.

Finito il film, visto in compagnia di
Elisewin29, eccomi alla
festa di Spritz allo StatiOn, discoteca in cui sono entrato per la seconda volta in tutta la mia vita! All'ingresso conosco subito Enrico, il
Webbone, ma già riesco ad individuare Rossofuoco mentre parcheggia la sua macchina. Mi riconosce
Spiderr (che avevo già visto in quanto collega da MediaWorld, ma che non avevo mai conosciuto di persona) con Satiah, e le presentazioni continuano all'interno del locale, prima che la musica sia troppo alta.

C'è
Valevally alle etichette, poi ritrovo anche il bassista (con altri suoi amici) e il cantante dei Curtain Call, Mattia.
Ho finalmente conosciuto il
Ducabianco: tra l'altro non sapevo che anche lui suonasse! Per la serie "quant'è piccolo il mondo", alla festa c'è un mio compagno di corso, Roberto
Zeit, con cui avevo già parlato altre volte a lezione dal prof. Fiengo e in dipartimento dal mio relatore e che ha tenuto compagnia ad Anna e a me per l'intera serata! Non può mancare all'appello neppure l'amica
Malice, che si è scatenata per tutta la sera con Sara e MsCiclamin.

Ho visto per la prima volta la very nice
Sabrina71, Matan, RELLO, un irriconoscibile J K D e il vicino di casa
DemoMan (ma all'inizio, per via dell'alto volume, non sono riuscito a decifrare il suo nick...)! Ho rivisto
Irenita, ma ad esempio non ho notato la presenza di Momo e ho visto Spruatz di sfuggita (forse era senza nicketichetta?). Mi dispiace non aver incontrato alla festa Sabry8 (che rivedrò comunque presto) e il collega ZorroBobo; prossimamente riuscirò a conoscere EmmaBovary, Yoshi1284, il D R A G O, Lleyton, Phelt, Ash2Ashes e altri ancora. Valida e molto trascinante la performance della band
Grooviglio, ma ho apprezzato molto meno la scaletta commerciale della seconda parte.
Complimenti agli organizzatori per l'ottimo lavoro!
Visto che prima si parlava di
identità, il lato B del singolo
"I Wouldn't Normally Do This Kind Of Thing" degli inglesi
Pet Shop Boys analizza piuttosto bene la questione...
PET SHOP BOYS - TOO MANY PEOPLE
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people at once
The husband or the hedonist
The businessman or the communist
The artist or the showbiz creep
The lover or the nervous geek
The question of identity
is one that's always haunted me
Whoever I decide to be
depends on who is with me
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people at once
The tactless twit putting his foot in it
or the sensitive soul who's a role model
The urban jet setter never at home
or the country recluse, just leave me alone
Extrovert or introvert
Love is kind and love hurts
Rebellion or conformity
What is my identity?
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people at once
The intellectual and bon viveur
or the naive simpleton so immature
The devoted son and family man
or the wicked uncle who doesn't give a damn
How often these have tempted me
The question of identity
depends on what I'm meant to be
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people
I sometimes think that I'm too many people
too many people, too many people at once
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