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Tuesday, September 28, 2004 - ore 00:13
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I trattati sulle droghe danno generalmente poco o nessuno spazio agli effetti delle sostanze, al di fuori di quelli tossici. La conoscenza di questo aspetto ci sembra indispensabile per impostare e approfondire il problema. In questo capitolo verranno descritti gli effetti della cannabis sul fisico, sulla psicologia e sul comportamento. Gli effetti negativi o tossici vengono trattati a parte nel capitolo 5, e quelli terapeutici nel capitolo 6.
3.1 TOLLERANZA E DIPENDENZA
Come si è visto (paragrafo 1.5) i fenomeni di tolleranza e dipendenza vengono considerati fondamentali nella vantazione delle "droghe".
TOLLERANZA - Con uso continuato di cannabis, è dimostrato un certo livello di tolleranza (necessità di aumento delle dosi). La tolleranza si estingue dopo una interruzione dell'uso per un paio di giorni (cfr. N.A.S.1982,p.26)
DIPENDENZA - Non è dimostrata con l'uso di cannabis una vera e propria dipendenza fisica. Sul problema si è così pronunciata l'O.M.S. nel 1965:
"[...] assenza di dipendenza fisica, così che non esiste una definita e caratteristica sindrome dì astinenza" (W.H.O., 1965).
La questione della dipendenza psichica è stata così riassunta dalla Commissione Canadese del 1972:
"...Molti consumatori trovano evidentemente la cannabis desiderabile e piacevole, e spesso escono per acquistarla, a rischio di severi provvedimenti legali ...tuttavia, non sembra si sviluppino l'insaziabilità e l'urgenza della dipendenza da oppiacei, barbiturici, alcool e tabacco..." (Canad. Comm.1972,p.124).
La cannabis è usata spesso assieme ad altre persone in circostanze in cui una serie di altri fattori è essenziale al raggiungimento della gratificazione: musica, un certo tipo di abbigliamento e di consumi, ecc.. In questo contesto, la dipendenza psichica da cannabis ha lo stesso valore della dipendenza dagli altri fattori.
3.2 EFFETTI FISICI
L'arrossamento degli occhi e la diminuita salivazione (che si traduce in un senso di "bocca secca") sono i sintomi più tipici (e ben conosciuti dai consumatori) dell'uso di cannabis. Altri effetti fisici sono: accelerazione del polso e diminuzione della pressione del sangue in posizione eretta.
3.3 EFFETTI PSICOLOGICI
Schematicamente, gli effetti psicologici della cannabis si concretano in diversi aspetti: a) percezioni sensoriali; b) riferimenti spazio-temporali; c) processi mentali; d) emozioni. Questi effetti sono stati studiati a fondo da alcuni autori statunitensi (cfr. Anonynous 1969, Tari 1971); essi verranno qui brevemente descritti e analizzati, corredandoli con alcune testimonianze di consumatori.
3.3.1 Percezioni sensoriali
Con l'uso di cannabis, le percezioni non vengono alterate, ma vengono intensificate e in certi casi possono essere interpretate in maniera diversa da quella dello stato di normalità. Questa diversità può essere meglio compresa con un esempio. Quando vediamo un oggetto esterno, la sua forma viene riprodotta come immagine dall'organo della vista, che è l'occhio; l'immagine viene interpretata dal cervello, che te attribuisce un significato preciso; l'occhio agisce insomma come una macchina fotografica, e l'elaborazione mentale traduce l'immagine nell'idea di un oggetto riconoscibile. Quando l'immagine è alterata, si ha una "allucinazione". La cannabis non altera l'immagine, ma può alterare l'interpretazione a livello mentale.
Percezioni visive - Con l'uso dì cannabis si può determinare una percezione più acuta dei contorni, dei colori, delta profondità delle immagini; in certi casi, si può avere l'impressione di forme e significati particolari in immagini visive di oggetti che hanno funzioni del tutto diverse.
Percezione dei suoni - Uno degli effetti più tipici della cannabis è quello sulla percezione sonora. I consumatori percepiscono in misura più marcata la separazione spaziale delle fonti sonore; i suoni possono evocare immaghi e colori. Ascoltando la musica, viene particolarmente apprezzata qualità dei suoni, e in certi casi vengono percepiti nelle linee armoniche significati particolari; Hochman ha espresso una interessante teoria secondo cui la musica verrebbe interpretata in maniera "professionale" (cfr. Hochman 1972, pp. 69-70).
Riportiamo qui un paio di testimonianze personali di consumatori:
"la musica non si limita a riempirti le orecchie, ma ti esplode dentro in un discorso che ha una ferrea logica narrativa, dove ogni strumento un personaggio che vive e racconta la sua storia" (testimonianza raccolta dall'autore).
"la melodia [...] si trasforma in una vasta operazione aritmetica, nella qua i numeri generano numeri, e voi ne seguite le fasi e la generazione [...] con una agilità uguale a quella dell'esecutore (Baudelaire 1970,p.43).
Percezioni tattili, gustative, olfattive - Vengono incrementate rispetto al stato normale; è tipico l'effetto di aumentare l'apprezzamento per i sapori dei cibi, che è collegato all'effetto di farmaco anti-emetico (cioè ad azione contro il vomito) e stimolante dell'appetito.
3.3.2 Riferimenti spazio-temporali
Possibili modifiche della interpretazione delle distanze, che possono apparire più lunghe o più brevi. Marcata e tipica la percezione di temporale, collegata con la diminuzione dei legami col passato e col futuro. Ne deriva una particolare concentrazione in tutto ciò che accade nel momento presente.
3.3.3 Processi mentali
Memoria - Un effetto tipico è quello di indebolimento della memoria immediata, fino al punto di non ricordare l'inìzio della conversazione. Questo effetto è stato riscontrato soltanto a dosaggi alti (cfr. Canad. Comi 1972,p.54).
Attività intellettuale - Gli effetti più frequentemente riferiti dai consumatori sono:
- la maggiore accettazione delle contraddizioni e dell'ambiguità, maggiore recettività al lato comico delle situazioni;
- significati diversi e profondi in situazioni familiari e scontate ("ja-mais vu"); cosi' Benjamin descrìve la sua esperienza in un banale caffè di Marsiglia: "gli eventi si producevano come se la visione mi avesse sfiorato con una bacchetta magica facendomi sprofondare in un sogno su di essa" (Benjamin 1975,p.85);
- tendenza all'introspezione
- pensieri vaganti, associazioni vivaci e spontanee, sensazione di aumento dell'immaginazione:"può [...] aversi una produzione addirittura tumultuosa di immagini, indipendentemente da ogni restante fissazione e impegno della nostra attenzione. [...] sotto l'effetto dell'hashish per presentarsi dinanzi a noi le immagini non hanno alcun bisogno della nostra attenzione" (Benjamin, op.cit.,p.90).
L'esperienza del "jamaìs vu" può provocare, in dosi forti e/o in soggetti impreparati, ad uno Spiacevole senso di "depersonalizzazione" e di perdita dell'identità.
Attenzione - Gli effetti sono complessi e contraddittori. Schematizzando al massimo:
a) la modifica delle percezioni sensoriali sì concreta in una attenzione che è aumentata di intensità ma con un minore raggio di estensione; ne deriva le tendenza ad occuparsi dì una cosa per volta, come per es. ascoltare la musica oppure parlare, anziché ascoltare e parlare allo stesso tempo;
b) a dosaggi bassi e medi, la percezione di tempo rallentato, determinando una maggiore concentrazione sul presente, può aiutare a concentrarsi su determinati stimoli intellettuali; ad alti dosaggi, l'aumentata produzione di associazioni e fantasie può rendere difficile la concentrazione su un soggetto predeterminato.
3.3.4 Emozioni
In linea generale, sembra che la cannabis abbia un effetto intrinsecamente positivo sull'umore, determinando rilassamento, serenità, tendenza al ridere. La facilità al ridere, (a volte in maniera irrefrenabile), riferita spesso dai consumatori iniziali, meno da quelli abituali. Le emozioni possono essere amplificate, ma anche in senso negativo:
ciò può provocare reazioni negative di una certa gravita.
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