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Monday, October 04, 2004 - ore 07:21


Vampiri - atto 8

La teoria dell'origine europea antica o medioevale
parte 1
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La teoria di un'origine europea del mito del vampiro è discussa - ma, sembra, non condivisa - da A. MacCulloch nel suo articolo Vampire nel dodicesimo volume della Encyclopaedia of Religion and Ethics curata da James Hastings. In realtà le teorie dell'origine europea del vampiro sono di due tipi diversi. Il primo sostiene un'origine greco-romana della credenza, che si sarebbe poi trasferita dalla Grecia all'area cristiana di rito orientale e poi di religione ortodossa, e (con maggiori difficoltà a causa delle resistenze specifiche della Chiesa cattolica) da Roma all'Europa cristiana occidentale. Gli autori che propongono questa teoria si rendono conto delle obiezioni secondo cui la làmia o l'émpusa antiche non sono precisamente vampiri. Ritengono tuttavia che da queste figure il vampiro si sia sviluppato nel quadro della discussione sui rapporti fra anima e corpo del tardo ellenismo, influenzato dai primi contatti con il cristianesimo. Più che nei brani a cui abbiamo fatto cenno - della Vita di Apollonio di Tiana e delle Metamorlòsi di Apuleio, gli elementi caratteristici della trasformazione della làmia o dello spettro in vampiro possono essere rintracciati in un passo di Flegone Tralliano, liberto dell'imperatore Adriano che regnò dal 117 al 138 d.C. Flegone racconta in un frammento del suo De mirabilibus et longaevis libellus, il cui inizio è andato perduto, la storia di Philinnio, figlia di Demostrato e di Charito, morta in una città che non viene identificata (e che diventerà Corinto nella trasposizione poetica di Goethe, senza dubbio per una fusione con la storia di Menippo nella Vita di Apollonio di Vana). A casa della giovane Philinnio, che era morta da un pò di tempo, capita un giovane di nome Machate. La nutrice di Philinnio, una notte, sorprende Machate a letto con Philinnio che sembrava, da tutti i punti di vista, ben viva. "Fuori di sé per la gioia," racconta Flegone, che afferma di essere stato testimone oculare dei fatti "vedendo la ragazza in apparenza viva, la nutrice corre subito dai genitori implorando ad alta voce di venire ad accogliere la loro fanciulla che è viva e vegeta ed è stata loro restituita da qualche dio benevolo." All'inizio, la nutrice viene scambiata per pazza ma riesce a convincere la madre della fanciulla, Charito, a seguirla e a gettare un'occhiata furtiva nella stanza di Machate, dove scorge un'ombra che le sembra sua figlia. Il mattino dopo Charito scongiura Machate di raccontarle tutta la verità. "Il giovane, che non sembra sia stato informato che il suo ospite ha perso una figlia di nome Philinnio, è molto angustiato, e confessa che una fanciulla seducente ha diviso il suo letto, e che la sua amante ha sussurrato che il suo nome era Philinnio. Inoltre, lei gli aveva raccomandato di mantenere molto segrete le loro carezze. Per confermare questa storia, egli esibì un anello d'oro che lei gli aveva regalato e, inoltre, un nastro del petto della sua vestaglia che era stato dimenticato. Non appena Charito vide questi due oggetti lanciò un urlo lacerante, si stracciò le vesti in segno di dolore, si strappò i capelli e cadde svenuta al suolo. Era stato troppo per lei riconoscere l'anello e il nastro, appartenuti alla sua figliola defunta, che erano stati sepolti con lei nella tomba. Machate si mette d'accordo con i genitori della fanciulla e la notte seguente, quando Philinnio appare, li fa entrare nella stanza. Charito e il marito Demostrato riconoscono la figlia morta, dapprima con stupore e quindi con gioia. Ma Philinnio non sembra con tenta di vederli e afferma: "Oh, miei cari genitori, siete stati davvero crudeli a mal sopportare che visitassi un ospite nella mia propria casa, da tre giorni, senza arrecare male ad alcuno. Ma vi pentirete amaramente della vostra importuna curiosità. Perché presto dovrò tornare nel luogo a me designato. Sappiate anche che, sicuramente, non è stato contro il volere divino che io venni qui". Pronunciate queste parole, la fanciulla cade senza vita, questa volta - sembra - morta definitivamente.
>>> continua >>>

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