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Wednesday, October 06, 2004 - ore 07:23
Vampiri - atto 10
La teoria dell'origine moderna
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E' stata da ultimo formulata la teoria secondo cui il mito del vampiro è di origine moderna e si forma nel Settecento, sebbene utilizzando materiale in parte già pubblicato nel secolo precedente. La "filosofia del vampiro" soggiacente non manca di fare riferimento a un'epoca di confusione nei rapporti fra corpo e anima, ma si tratta di una crisi moderna collegata all'Illuminismo e alla perdita di vigore della tradizionale rappresentazione cristiana dell'aldilà. È perché si comincia a dubitare dell'immortalità dell'anima - prima a livello quasi inconscio, poi con l'Illuminismo in modo esplicito - che emergono ipotesi di immortalità del corpo. Il Settecento - secondo il principale sostenitore di questa teoria, Jean-Claude Aguerre - vede "il ritorno in forza dei corpi": l'anima, se esiste, è considerata come una parte del corpo che un giorno qualche abile chirurgo riuscirà a estrarre. Se per vampiro si intende il personaggio che la maggioranza dei nostri contemporanei si immagina - con tutte le caratteristiche del conte Dracula - non si tratta solo di una creatura moderna, ma modernissima. Non nasce neppure nel Settecento, perché - come lo stesso Aguerre nota manca ancora una caratteristica che è diventata un marchio di fabbrica del vampiro così come tutti lo immaginiamo: i denti aguzzi, i fang della tradizione letteraria e cinematografica di lingua inglese. Il vampiro settecentesco - rilevato dalle cronache francesi e tedesche che riprendono episodi dell'Europa orientale - non morde le sue vittime, ma ne aspira piuttosto il sangue attraverso la pelle. Le osservazioni di Aguerre sembrano particolarmente pertinenti se si tratta di spiegare il successo del mito del vampiro nell'Europa occidentale del Settecento, dove invade rapidamente le gazzette e in seguito la letteratura. È giusto osservare che figure che precedono il vampiro, e il vampiro stesso, appaiono normalmente nelle epoche e nei contesti culturali contrassegnati da una crisi e da una confusione - ovvero da un conflitto religioso sui rapporti fra il nostro mondo e l'aldilà, fra il corpo e l'anima. A queste crisi l'idea di un corpo animato che sopravvive e aggredisce i viventi fornisce una risposta poco rassicurante ma, da qualche punto di vista, conseguente. Ritenere che il vampiro classico - preceduto da alcune figure molto simili nell'area di lingua tedesca e in Grecia nasca con una serie di episodi del Seicento e del Settecento non significa, tuttavia, trascurare alcuni precedenti che potremmo chiamare di "proto-vampiri" che qua e là emergono nel Medioevo. Si tratta di episodi rari - di eccezioni che confermano la regola secondo cui quello del vampiro non è (ancora) un tema comune nel Medioevo -, che tuttavia vale la pena di esaminare...
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