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Wednesday, October 20, 2004 - ore 11:30
Ma è il mio onomastico!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Doverosi ringranziamenti alla Pisola che mi ha appena fatto gli auguri con questo sms:
"Dimenticavo...Oggi è santa irene...Si fanno gli auguri? Boh...Auguri!!!"Caraaaaa......
Ed ora ecco a voi la bellissima e scandalosa storia della mia santa:Sono più d'una, nei calendari, le Sante con il nome di Irene.
Nome bello nel suono e nel significato, perché deriva dalla parola greca che significa " pace ".
La leggenda narra come Irene, nata nel Portogallo sulla metà del VI secolo, fosse religiosa in un monastero di vergini consacrate a Dio. Benché modesta e pudica, ella spiccava tra le consorelle per la sua eccezionale bellezza di lineamenti.
Si innamorò di lei un giovane signore, che più volte la chiese in sposa. Irene gli fece capire come ciò fosse impossibile, e non per sprezzo o antipatia, ma per restare fedele a un impegno più alto. Al rifiuto, il giovane, sinceramente innamorato, si afflisse tanto da ridursi gravemente ammalato. Spronata dalla carità, Irene si recò a visitarlo, e lo consolò con parole così ispirate da far presto guarire l'innamorato giovane.
Ma la storia non finì lì.
Un religioso indegno, turbato dalla bellezza di Irene, tentò di corrompere la giovane, sua penitente. Non riuscendovi, egli si vendicò atrocemente. Offrì alla fanciulla una
misteriosa bevanda, e poco dopo Irene mostrò i segni di una prossima
maternità.
Lo scandalo dilagò. Lo seppe anche il primo pretendente, il quale, giustamente si ritenne odiosamente beffato. Mandò perciò un sicario per punire la donna, da lui ritenuta menzognera e impudica.
Il sicario recise con la spada la testa di Irene, poi ne gettò il corpo nelle acque di un fiume. La corrente portò il corpo di Irene fino al Tago, poi lo fece arenare presso la città di Scallabis; dove viveva un Abate, zio della fanciulla. Avvertito in visione dell'accaduto, l'Abate si recò in processione a raccogliere le spoglie dell'uccisa.
Non fu difficile comprovare l'innocenza della fanciulla, Martire senza colpa. La sua vicenda commosse l'intera città, tanto che da allora venne chiamata, non più Scallabis, ma Santarèm, cioè "Sant'Irene".
Questa popolarissima leggenda non ha nessun fondamento reale.
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