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Sunday, August 31, 2003 - ore 14:37
Racconti
(categoria: " Pensieri ")
Incollo qui tre mini-racconti da me scritti (il limite era 800 caratteri mia pare), attorno al mondo di Warcraft, che mi hanno valso una fantastica t-shirt e mouse pad della serie

La battaglia che verra'
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Venti di guerra iniziavano a farsi sentire in quel di Azroth. I tamburi orcheschi ritmavano l'avanzata delle truppe, i Non Morti si erano rigenerati in forza e numero e il terreno veniva ormai reso sterile al loro passaggio. Gli Elfi, che avevano avuto una funzione decisiva nella sconfitta dei Non Morti nel periodo del Regno del Caos, erano tornati alle loro foreste, curando Il Grande Albero della Vita dalle profonde ferite che aveva subito nel contrattacco finale. Gli umani, tediati dalla terribile epidemia mortale procurata loro dai Non Morti,non si erano comunque mai arresi, continuando ad espandersi e a costruire fortificazioni, in onore del loro vecchio defunto sovrano. Ormai il tempo e' venuto, tempo di grandi cambiamenti e battaglie, nei quali si decidera' il destino del Mondo.
Faccia a faccia
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Arthas era li', fredda maschera di morte e distruzione. Una gelida brezza fuoriusciva dalle sue narici, ampie rughe si estendevano lungo il suo viso, dando un aspetto cupo e tenebroso a quel volto una volta giovane e fiero.Nelle mani stringeva saldamente Frostmourne, quella spada maledetta, origine di tutto il suo potere ma allo stesso tempo della sua piu' grande maledizione. Quando incrociai il suo sguardo, un fremito mi scosse fin nel mio piu' intimo essere. La brama di potere sembrava infinita. Se sono qui a raccontarvelo, e' perche' lui preferi' lasciare che la strana pestilenza che falcidiava il nostro Paese si occupasse della mia povera vita. Queste sono forse le mie ultime parole, il male oscuro si sta lentamente impadronendo di me. Temo gravemente per le nostre sorti. Dio ci salvi tutti.
Minaccia nella notte
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Me ne stavo li', disteso sull'erba della foresta di Stratholme, in una notte di luna piena la cui luce filtrava attraverso i fitti rami degli alberi, creando pallidi coni di luce che si sfumavano nell'oscurita'. Il mio udito elfico poteva avvertire ogni rumore, dallo scricchiolio delle cortecce degli alberi, al richiamo delle civette piu' lontane.
Ad un tratto, un suono estraneo agli altri mi incuriosì. Rimasi immobile nel rifugio invisibile,aspettando. Finalmente capii. Dalla boscaglia si fece strada una creatura dalla forma di ragno, una creazione delle cripte dei Non-Morti, stavolta da sola, probabilmente mandata in avanscoperta per trovare il nostro Grande Albero. Aspettai che mi oltrepassasse e una volta alle sue spalle, scoccai una freccia che lo colpì a morte. Eravamo ancora al sicuro. Per ora.
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