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Thursday, October 21, 2004 - ore 19:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono giorni in cui penso all’essere…mi guardo semplicemente attorno. Mi accorgo della nullità della persona presa nella vastità che la circonda. Intrecci di persone, di vita che si incrociano magari più di una volta nello stesso giorno e non se ne accorgono, perdendosi a vicenda.
Mi accorgo come tutto scorre velocemente, come quando faccio un forward con il videoregistratore, potendo vedere le immagini alla tv.
Cerco facce, e non le vedo, forse perché in realtà non voglio vederle. Non evito di certo lo sguardo, ma vado un po’ oltre, dando al tutto un contorno non ben definito. Incertezza ma non senso di vuoto.
Mi lascio andare via con i pensieri, ma non penso a nulla. Vorrei fotografare quello che mi circonda, ma sento che non mi basta. Vorrei allora registrare con la mia DV, soffermandomi sugli occhi della gente, sui loro frenetici movimenti, vorrei riprendere le luci basse delle macchine, le ombre che proiettano basse sui muri.
In realtà non faccio nulla di questo. Non pedalo neppure. Lascio che via tadi mi porti a casa. Lascio che ponte tadi mi dia lo slancio per via prosdocimo, lascio che la pendenza della mia via mi porti fino al cancello di casa, e lì un’altra discesa verso il garage. Passerei con il rosso in mezzo alle macchine perché mi sembra che potrei transitare senza che nessuna macchina mi prenda, o sia costretta a frenare di colpo, tanto mi pare perfetto questo scivolare.
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